Mancini nuovo ct azzurro: quella che fino a pochi giorni fa sembrava soltanto l’ipotesi più concreta è ormai diventata la scelta della FIGC. Giovanni Malagò ha comunicato al Consiglio federale che Roberto Mancini sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, aprendo ufficialmente la strada al ritorno dell’allenatore marchigiano sulla panchina degli Azzurri.
Per completare l’operazione restano gli ultimi passaggi formali, tra cui la firma sul contratto e il comunicato ufficiale della Federazione. La decisione, tuttavia, è stata presa: Mancini tornerà a guidare l’Italia dopo la precedente esperienza compresa tra il 2018 e il 2023, culminata con la vittoria dell’Europeo disputato nel 2021.
La FIGC ha quindi scelto un allenatore che conosce perfettamente l’ambiente azzurro e che può iniziare immediatamente il lavoro senza un lungo periodo di adattamento. Il suo compito sarà quello di ricostruire una Nazionale competitiva, valorizzare i giovani e restituire entusiasmo a un movimento reduce da una fase particolarmente complessa.
Mancini nuovo ct azzurro dopo l’annuncio di Malagò
La fumata bianca è arrivata durante il Consiglio federale del 28 luglio 2026. Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha informato i consiglieri della scelta di affidare nuovamente la Nazionale a Roberto Mancini, diventato il candidato principale dopo il tramonto delle altre soluzioni valutate nelle settimane precedenti.
La ricerca del nuovo commissario tecnico era stata accompagnata da numerosi cambiamenti e da una situazione federale molto movimentata. La candidatura di Andrea Pirlo non si è concretizzata e, successivamente, Paolo Maldini e Leonardo hanno lasciato gli incarichi assunti soltanto poche settimane prima all’interno della struttura azzurra.
Il nome di Mancini è così tornato al centro del progetto. Malagò aveva già incontrato il tecnico nei mesi precedenti e lo considerava uno dei profili più adatti per affrontare la nuova fase della Nazionale. Dopo gli ultimi colloqui, la FIGC ha deciso di accelerare e di comunicare la scelta al Consiglio federale.
Mancano soltanto gli ultimi passaggi formali
L’intesa deve essere completata attraverso la firma del contratto e l’annuncio ufficiale della Federazione. Nonostante ciò, il ritorno viene ormai considerato definito. Mancini dovrà organizzare il nuovo staff, programmare le prime convocazioni e preparare gli impegni che attendono l’Italia nei prossimi mesi.
La rapidità della decisione permette alla Nazionale di uscire da una fase di incertezza e di iniziare immediatamente la costruzione del nuovo ciclo. La conoscenza dell’ambiente federale e di numerosi calciatori dovrebbe facilitare il lavoro del tecnico fin dalle prime settimane.
Perché la FIGC ha scelto nuovamente Roberto Mancini
Tra i diversi nomi valutati dalla Federazione, Roberto Mancini ha rappresentato progressivamente la soluzione più concreta. Il tecnico possiede esperienza internazionale, conosce le pressioni legate alla panchina dell’Italia e ha già dimostrato di saper costruire un gruppo competitivo partendo da una situazione difficile.
La FIGC avrebbe individuato nel suo profilo diversi elementi considerati fondamentali per il nuovo progetto:
- esperienza alla guida di club e nazionali;
- conoscenza dell’ambiente azzurro;
- capacità di valorizzare i giovani;
- attenzione alla qualità del gioco;
- esperienza nelle principali competizioni internazionali;
- capacità di ricostruire un gruppo.
Il ritorno di Mancini consente inoltre di ridurre i tempi necessari per comprendere il funzionamento della struttura federale. L’allenatore conosce già molte delle figure presenti a Coverciano e potrebbe ripartire rapidamente dal lavoro tecnico, dalla selezione dei giocatori e dalla definizione delle nuove gerarchie.
Mancini nuovo ct azzurro dopo il trionfo europeo
Quando si parla di Roberto Mancini e della Nazionale, il pensiero corre inevitabilmente all’Europeo vinto nel 2021. La squadra azzurra riuscì a conquistare il titolo continentale attraverso un calcio propositivo, basato sul possesso del pallone, sulla qualità tecnica e sulla capacità di coinvolgere numerosi giocatori nel progetto.
Durante quella prima esperienza l’Italia stabilì anche una lunga serie di risultati utili consecutivi, ritrovando fiducia dopo la mancata qualificazione al Mondiale del 2018. Mancini riuscì a rinnovare il gruppo, inserendo diversi giovani e costruendo una Nazionale riconoscibile dal punto di vista tattico.
Il successo europeo rappresenta ancora oggi una delle pagine più importanti del calcio italiano recente. Proprio quel percorso ha avuto un peso rilevante nella nuova decisione della FIGC, che ha scelto di affidarsi a un tecnico capace di ottenere risultati importanti in un momento di ricostruzione.
La precedente esperienza dal 2018 al 2023
Mancini era diventato commissario tecnico dell’Italia nel maggio 2018. Il suo primo ciclo si era concluso nell’agosto del 2023, quando aveva presentato le dimissioni prima di accettare l’incarico alla guida della Nazionale dell’Arabia Saudita.
Quell’addio aveva generato discussioni e aveva interrotto un rapporto iniziato con grande entusiasmo. Il nuovo accordo offre ora la possibilità di aprire un secondo capitolo e di ricostruire il legame tra il tecnico, la Nazionale e i tifosi italiani.
Cosa cambierà con Mancini nuovo ct azzurro
Il ritorno del tecnico potrebbe produrre cambiamenti immediati sul piano tattico e nella gestione del gruppo. Mancini ha sempre mostrato una particolare attenzione verso il possesso del pallone, la costruzione dal basso e l’utilizzo di calciatori tecnicamente affidabili.
Durante la sua precedente esperienza aveva adottato prevalentemente una linea difensiva a quattro, accompagnata da un centrocampo capace di controllare il gioco e da un reparto offensivo molto mobile. Il sistema dovrà naturalmente essere adattato alle caratteristiche degli attuali giocatori, ma alcuni principi potrebbero tornare centrali:
- qualità nella costruzione dell’azione;
- pressione organizzata nella metà campo avversaria;
- movimento continuo degli attaccanti;
- valorizzazione dei centrocampisti tecnici;
- fiducia nei giovani più promettenti;
- ricerca di una forte identità collettiva.
Il tecnico dovrà analizzare una generazione diversa rispetto a quella che aveva condotto al successo europeo. Alcuni protagonisti del precedente ciclo non rappresentano più il futuro della Nazionale, mentre numerosi giovani si stanno imponendo nei principali campionati italiani ed europei.
Mancini nuovo ct azzurro e il ricambio generazionale
Uno dei principali compiti del nuovo commissario tecnico sarà quello di gestire il ricambio generazionale. La Nazionale deve costruire un gruppo capace di essere competitivo nel presente, senza rinunciare alla crescita dei calciatori che potrebbero diventare protagonisti nei prossimi anni.
Durante il suo primo mandato Mancini aveva dimostrato di non avere timore nel convocare giocatori molto giovani o con poca esperienza internazionale. Alcuni calciatori avevano esordito in azzurro prima ancora di trovare continuità nei rispettivi club, confermando la volontà del tecnico di guardare oltre le gerarchie consolidate.
Il nuovo progetto potrebbe seguire la stessa direzione. Le Nazionali giovanili continuano a produrre profili interessanti e diversi talenti italiani stanno trovando spazio anche all’estero. Il compito dello staff sarà individuare i calciatori più adatti e accompagnarli in un percorso di crescita graduale.
I giovani saranno centrali nel nuovo progetto
La nuova Italia dovrà trovare un equilibrio tra esperienza e rinnovamento. Mancini potrà affidarsi ad alcuni elementi già abituati alle competizioni internazionali, affiancandoli a giocatori più giovani capaci di portare energia, intensità e nuove soluzioni tattiche.
L’obiettivo non sarà rivoluzionare immediatamente l’intera rosa, ma costruire una base stabile sulla quale lavorare nel medio e lungo periodo. La valorizzazione del talento emergente rappresenterà quindi uno degli aspetti più importanti del secondo ciclo del commissario tecnico.
Il nuovo assetto della FIGC dopo Maldini e Leonardo
Il ritorno di Mancini arriva al termine di giorni molto delicati per la Federazione. Paolo Maldini e Leonardo, nominati rispettivamente direttore tecnico e advisor del progetto azzurro, hanno lasciato i propri incarichi dopo appena sedici giorni.
La rottura è maturata in seguito al mancato arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina dell’Italia. L’ex centrocampista era stato indicato come una delle soluzioni per il ruolo di commissario tecnico, ma la trattativa non è arrivata alla conclusione. Le conseguenti divergenze interne hanno portato all’uscita di Maldini e Leonardo e a una nuova riorganizzazione del Club Italia.
Secondo quanto emerso durante il Consiglio federale, Claudio Ranieri è stato indicato per un possibile ruolo di direttore tecnico. La sua esperienza, la conoscenza del calcio italiano e le capacità nella gestione dei gruppi potrebbero renderlo una figura importante nella nuova struttura federale.
Il possibile ruolo di Claudio Ranieri
L’eventuale ingresso di Ranieri permetterebbe alla FIGC di affiancare a Mancini un dirigente con una lunga esperienza maturata nei principali campionati europei. La definizione precisa delle competenze dovrà essere chiarita attraverso le comunicazioni ufficiali della Federazione.
Il nuovo assetto dovrà garantire stabilità e una chiara divisione dei ruoli, evitando le incomprensioni emerse nelle settimane precedenti. L’obiettivo è costruire una struttura capace di seguire non soltanto la Nazionale maggiore, ma anche l’intero percorso delle selezioni giovanili.
Quali saranno gli obiettivi del nuovo ct dell’Italia
Il secondo mandato di Mancini inizierà con responsabilità molto importanti. La Federazione vuole rilanciare una Nazionale reduce da risultati deludenti e ricostruire un progetto credibile in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.
Gli obiettivi principali saranno:
- restituire alla squadra una precisa identità tattica;
- avviare un nuovo ciclo generazionale;
- valorizzare i migliori talenti italiani;
- ottenere continuità nei risultati;
- riavvicinare i tifosi alla Nazionale;
- preparare una squadra competitiva per i prossimi Europei;
- rafforzare il collegamento tra la selezione maggiore e le Nazionali giovanili.
Il lavoro non riguarderà quindi soltanto le prime partite. La FIGC vuole costruire un percorso duraturo, capace di produrre risultati nel tempo e di ridare credibilità all’intero movimento calcistico italiano.
Quanto guadagnerà Roberto Mancini con la Nazionale
I dettagli economici del nuovo contratto non sono ancora stati comunicati ufficialmente. La cifra sarà definita e resa nota dopo la firma dell’accordo con la FIGC, insieme alla durata del mandato e agli eventuali bonus collegati ai risultati sportivi.
Nella sua precedente esperienza all’estero Mancini aveva sottoscritto contratti economicamente molto importanti. Il ritorno in Nazionale dovrebbe però essere legato soprattutto alla volontà di aprire un nuovo ciclo alla guida dell’Italia e di completare un percorso rimasto interrotto nel 2023.
Per conoscere lo stipendio preciso sarà quindi necessario attendere l’annuncio ufficiale della Federazione. Al momento, qualsiasi cifra relativa al nuovo ingaggio deve essere considerata un’indiscrezione e non un dato confermato.
Mancini nuovo ct azzurro: comincia il secondo capitolo
La scelta comunicata da Giovanni Malagò al Consiglio federale segna l’inizio di una nuova fase per la Nazionale. Roberto Mancini è pronto a tornare sulla panchina dell’Italia e ad affrontare una sfida profondamente diversa rispetto a quella iniziata nel 2018.
Il tecnico dovrà ricostruire la fiducia, rinnovare il gruppo e trovare rapidamente un’identità tattica. La vittoria dell’Europeo rappresenta un precedente importante, ma il nuovo progetto non potrà limitarsi a guardare al passato. Serviranno idee, coraggio e una programmazione capace di coinvolgere tutto il movimento.
La firma sul contratto e il comunicato della FIGC completeranno gli ultimi passaggi formali. La decisione, però, è ormai presa: Mancini sarà nuovamente il commissario tecnico degli Azzurri e avrà il compito di riportare la Nazionale italiana ai livelli più alti del calcio internazionale.
Domande frequenti su Mancini nuovo ct azzurro
Roberto Mancini sarà il nuovo ct dell’Italia?
Sì. Giovanni Malagò ha comunicato al Consiglio federale la scelta di affidare nuovamente la Nazionale a Roberto Mancini. Restano da completare la firma del contratto e l’annuncio ufficiale della FIGC.
Quando aveva già allenato la Nazionale italiana?
Mancini aveva guidato l’Italia dal maggio 2018 all’agosto 2023. Durante il suo primo mandato ha conquistato il Campionato Europeo disputato nel 2021.
Perché la FIGC ha scelto Mancini?
La Federazione ha puntato sulla sua esperienza internazionale, sulla conoscenza dell’ambiente azzurro e sulla capacità già dimostrata di costruire una squadra competitiva valorizzando anche i giovani.
Claudio Ranieri entrerà nella nuova struttura della Nazionale?
Il nome di Claudio Ranieri è stato indicato per il ruolo di direttore tecnico. La sua posizione e le relative competenze dovranno essere definite attraverso le successive comunicazioni ufficiali della FIGC.
Quanto guadagnerà Mancini come commissario tecnico?
Lo stipendio previsto dal nuovo contratto non è stato ancora comunicato ufficialmente. I dettagli economici saranno più chiari dopo la firma dell’accordo con la Federazione.
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