Aggiornato al 18 settembre 2026 – Raffaele Palladino Bologna è il nuovo binomio sulla panchina rossoblù dopo l’esonero di Domenico Tedesco. Palladino ha presentato il proprio progetto il 17 settembre 2026, spiegando di voler costruire una squadra flessibile tatticamente e capace di utilizzare sia la difesa a quattro sia quella a tre. Tra i giocatori citati dal tecnico figurano Riccardo Orsolini, Federico Bernardeschi, Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Raffaele Palladino Bologna: perché è stato scelto
Il Bologna riparte da Raffaele Palladino. La società rossoblù ha deciso di intervenire sulla panchina dopo appena quattro giornate di Serie A 2026/27, chiudendo anticipatamente l’esperienza di Domenico Tedesco. Una scelta insolita per il club emiliano, arrivata dopo un avvio caratterizzato da un solo punto conquistato.
Durante la presentazione del nuovo tecnico, l’amministratore delegato Claudio Fenucci ha spiegato che la società era preoccupata soprattutto per le prestazioni della squadra. La decisione è stata quindi tecnica e ha portato alla scelta di Palladino, allenatore con il quale il Bologna aveva già avuto contatti in passato.
Il nuovo tecnico ha immediatamente sottolineato un concetto: la proposta ricevuta non riguarda soltanto una panchina, ma un progetto da sviluppare nel tempo. Palladino ha infatti firmato un contratto triennale e ha parlato della necessità di recuperare l’entusiasmo perso durante l’avvio di stagione.
Per il Bologna comincia quindi un nuovo ciclo tecnico, con l’obiettivo immediato di dare alla squadra principi riconoscibili e ritrovare continuità nei risultati.
Come giocherà il Bologna di Palladino?
Difesa a tre o a quattro?
Uno degli aspetti più interessanti della presentazione di Raffaele Palladino al Bologna riguarda il modulo. Il tecnico ha utilizzato frequentemente sistemi basati sulla difesa a tre durante la propria carriera, ma non sembra intenzionato a imporre immediatamente uno schema rigido alla nuova squadra.
Secondo Palladino, infatti, la rosa del Bologna è stata costruita principalmente per giocare con una linea difensiva a quattro, ma possiede anche le caratteristiche necessarie per passare alla difesa a tre. L’obiettivo potrebbe quindi essere quello di costruire una formazione capace di modificare disposizione e interpretazione delle partite in funzione degli avversari.
Il principio più importante sarà probabilmente la flessibilità. Palladino vuole una squadra organizzata quando ha il pallone ma allo stesso tempo compatta nella fase difensiva, alla quale dovranno partecipare anche gli attaccanti.
Per capire quanto il cambio di allenatore possa modificare anche le gerarchie individuali, può essere utile consultare la nostra guida al Bologna Fantacalcio 2026/27: titolari, rigoristi e giocatori da prendere.
Palladino Bologna: Orsolini e Bernardeschi insieme
Uno dei passaggi più interessanti della prima conferenza stampa riguarda Riccardo Orsolini e Federico Bernardeschi. Palladino ha definito i due giocatori una coppia di grande qualità e ha lasciato intendere di voler trovare una soluzione tattica che permetta di sfruttarli contemporaneamente.
È un’indicazione importante perché entrambi possono incidere negli ultimi metri, ma partono da caratteristiche e zone di campo potenzialmente sovrapponibili. Orsolini è abituato a partire dalla fascia destra per cercare la conclusione con il sinistro, mentre Bernardeschi può essere utilizzato in diverse posizioni tra centrocampo e trequarti.
Palladino non sembra intenzionato a sacrificare qualità offensiva per ragioni puramente tattiche. Il nuovo allenatore ha invece sottolineato la volontà di utilizzare il maggior numero possibile di giocatori tecnici, purché tutta la squadra partecipi anche alla fase senza palla.
Per Orsolini c’è inoltre il tema delle condizioni fisiche. Al momento della presentazione di Palladino, l’esterno era tornato parzialmente ad allenarsi con il gruppo dopo il problema muscolare accusato nelle settimane precedenti.
Piccoli e Dovbyk nel Bologna di Palladino
Cosa cambia per gli attaccanti
Un altro punto centrale riguarda il centravanti. Roberto Piccoli e Artem Dovbyk rappresentano due delle principali soluzioni offensive a disposizione del nuovo allenatore, insieme alle altre alternative presenti nella rosa.
Palladino conosce già bene Piccoli e ha espresso fiducia nelle qualità dell’attaccante. Per Dovbyk il discorso è differente: il centravanti ucraino è reduce da un periodo condizionato dalla mancanza di continuità e il primo obiettivo sarà riportarlo nelle migliori condizioni possibili.
La presenza di più centravanti offre a Palladino diverse soluzioni. Il Bologna potrà utilizzare un riferimento fisico davanti, ma anche modificare caratteristiche e movimenti dell’attacco in funzione della partita.
Il compito del nuovo allenatore sarà soprattutto aumentare la produzione offensiva dell’intero reparto. Il Bologna dispone infatti di esterni e centrocampisti tecnicamente validi e la capacità di servire con maggiore continuità gli attaccanti potrebbe diventare uno dei primi elementi su cui lavorare.
La carriera di Raffaele Palladino prima del Bologna
L’arrivo di Raffaele Palladino al Bologna rappresenta una nuova tappa di una carriera da allenatore iniziata nel settore giovanile del Monza. La vera svolta arriva nel settembre 2022, quando viene promosso alla guida della prima squadra dopo l’esonero di Giovanni Stroppa.
L’esperienza brianzola permette a Palladino di imporsi rapidamente tra gli allenatori emergenti italiani. Il tecnico costruisce una squadra riconoscibile dal punto di vista tattico, utilizzando frequentemente una difesa a tre accompagnata da esterni molto offensivi.
Successivamente arriva l’esperienza alla Fiorentina e poi quella all’Atalanta, che contribuiscono ad ampliare ulteriormente il bagaglio tattico dell’allenatore. Proprio questa capacità di adattare il sistema alle caratteristiche della rosa è uno degli aspetti che Palladino ha sottolineato anche durante la presentazione a Bologna.
La nuova esperienza rossoblù presenta però una caratteristica differente: Palladino entra a stagione già iniziata e deve quindi introdurre le proprie idee senza avere a disposizione la preparazione estiva.
Cosa può cambiare con Palladino al Bologna
Il primo cambiamento potrebbe essere soprattutto tattico. Il Bologna era stato costruito durante l’estate seguendo principi differenti e Palladino dovrà capire rapidamente quali elementi del precedente sistema conservare e quali modificare.
La possibilità di alternare difesa a quattro e difesa a tre potrebbe coinvolgere soprattutto gli esterni. Orsolini e Bernardeschi possono diventare due dei principali riferimenti nella costruzione offensiva, mentre la presenza di più centravanti consente di cambiare caratteristiche senza necessariamente modificare tutto il sistema.
Anche il centrocampo avrà un ruolo importante. Palladino ha sottolineato pubblicamente le qualità di Lewis Ferguson, considerato un elemento capace di interpretare più compiti nella zona centrale del campo.
Non bisogna però aspettarsi una trasformazione immediata. Lo stesso allenatore ha parlato di un percorso che richiederà tempo. La priorità iniziale sarà restituire fiducia alla squadra e costruire principi semplici e riconoscibili, prima di introdurre soluzioni tattiche più complesse.
Raffaele Palladino apre un nuovo ciclo al Bologna
L’arrivo di Raffaele Palladino al Bologna apre quindi una nuova fase della stagione 2026/27. La società ha deciso di cambiare rapidamente dopo le difficoltà delle prime quattro giornate e ha affidato la squadra a un tecnico con il quale intende costruire un progetto di più lungo periodo.
Le prime dichiarazioni indicano già alcuni punti fondamentali: flessibilità tattica, valorizzazione dei giocatori tecnici, coinvolgimento degli attaccanti nella fase difensiva e ricerca di maggiore efficacia negli ultimi metri.
Orsolini e Bernardeschi potrebbero diventare due elementi centrali della nuova struttura offensiva, mentre Piccoli e Dovbyk dovranno conquistare spazio e gol nel reparto avanzato.
Più che il singolo modulo, sarà quindi interessante osservare l’identità che Palladino riuscirà a costruire. La presentazione del 17 settembre 2026 fotografa il punto di partenza del nuovo ciclo e, proprio per questo, l’articolo può rimanere una fotografia autonoma dell’arrivo di Palladino senza richiedere aggiornamenti continui.
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