Convocati Italia, Mancini riparte: giovani, ritorni e prime scelte del nuovo ciclo
18 settembre 2026
Roberto Mancini apre ufficialmente il suo secondo ciclo alla guida della Nazionale italiana. Oggi, 18 settembre 2026, il commissario tecnico comunicherà i convocati dell’Italia per quattro partite di Nations League concentrate in undici giorni. La lista potrebbe comprendere circa 35 calciatori, tra colonne della squadra azzurra, giovani alla prima chiamata e possibili ritorni. Marco Romano, Ali Zoma e Samuele Inacio rappresentano le principali novità attese.
- Prima partita: Italia-Belgio, 25 settembre 2026 a Roma
- Possibili esordienti: Romano, Zoma, Doumbia e Inacio
- Ritorni in valutazione: Mandragora, Bernardeschi e Politano
- Modulo di partenza: possibile 4-3-3 con ampio turnover
Le prime convocazioni dell’Italia di Mancini
Otto anni dopo l’avvio della sua prima esperienza sulla panchina azzurra, Roberto Mancini è pronto a scrivere un nuovo capitolo della propria storia con la Nazionale. La pubblicazione della lista dei convocati dell’Italia segnerà il primo passaggio concreto di un percorso che dovrà condurre gli Azzurri verso Euro 2028 e, successivamente, al Mondiale del 2030.
Il commissario tecnico non dovrebbe proporre una rivoluzione immediata. La necessità di ottenere risultati fin dalle prime partite e la volontà di tutelare il percorso dell’Under 21 suggeriscono un rinnovamento progressivo. Alla base della nuova squadra resteranno diversi calciatori già conosciuti e affidabili, ai quali saranno affiancati alcuni giovani emergenti.
Una lista allargata per quattro partite
Le prime convocazioni di Mancini potrebbero comprendere fino a 35 giocatori. Un numero particolarmente elevato, giustificato dalla struttura del calendario internazionale: l’Italia dovrà infatti disputare quattro incontri nell’arco di appena undici giorni.
Il debutto è previsto il 25 settembre allo Stadio Olimpico di Roma contro il Belgio. Tre giorni più tardi gli Azzurri giocheranno a Bursa contro la Turchia, mentre il 2 ottobre saranno impegnati a Parigi contro la Francia. Il ciclo si concluderà il 5 ottobre a Bologna, dove l’Italia affronterà nuovamente la selezione turca.
Con trasferimenti, allenamenti e tempi di recupero molto limitati, il turnover non rappresenterà semplicemente un’opzione. Mancini dovrà programmare rotazioni continue, distribuendo il minutaggio e cercando di mantenere un livello competitivo elevato in tutti e quattro gli appuntamenti.
L’equilibrio tra esperienza e rinnovamento
La nuova Italia ripartirà da alcuni protagonisti del titolo europeo conquistato nel 2021. Gianluigi Donnarumma, Giovanni Di Lorenzo, Alessandro Bastoni, Nicolò Barella, Bryan Cristante e Giacomo Raspadori sono destinati a costituire il nucleo esperto del gruppo.
Accanto a loro, Mancini vuole osservare calciatori che si stanno imponendo nei rispettivi club o che hanno già mostrato qualità nelle selezioni giovanili. La prima lista servirà dunque a costruire una squadra immediatamente competitiva, ma anche ad ampliare le alternative in vista delle qualificazioni europee.
L’obiettivo non è cancellare quanto costruito in precedenza, bensì recuperare certezze tecniche e caratteriali inserendo gradualmente nuovi interpreti.
I giovani lasciati a disposizione dell’Under 21
Una parte dei talenti emergenti resterà con la Nazionale Under 21. Giocatori come Cher Ndour, Niccolò Pisilli, Michael Kayode Koleosho, Mattia Favasuli, Fabio Chiarodia e Pietro Comuzzo potrebbero essere impiegati nel percorso verso la qualificazione all’Europeo di categoria.
La scelta risponde a una precisa strategia federale. L’Under 21 deve vincere il proprio girone e raggiungere una fase finale che offrirà anche la possibilità di competere per l’accesso ai Giochi olimpici. Privare la selezione giovanile di tutti i suoi elementi migliori potrebbe comprometterne gli obiettivi.
Mancini potrà comunque monitorare questi calciatori e richiamarli nel corso della stagione, evitando di forzare il passaggio in Nazionale maggiore prima che siano pronti.
Convocati Italia Mancini: le possibili scelte reparto per reparto
La composizione definitiva della lista potrà riservare sorprese fino al momento dell’annuncio ufficiale. Le indicazioni emerse alla vigilia permettono tuttavia di individuare una base abbastanza definita, soprattutto per quanto riguarda portieri, difensori centrali e centrocampisti.
Le incognite principali interessano le corsie laterali e il reparto offensivo, dove indisponibilità e condizioni fisiche non ottimali potrebbero aprire spazio a rientri inattesi.
Portieri: Pessina può completare il gruppo
Mancini dovrebbe convocare quattro portieri. Gianluigi Donnarumma resta il titolare e il principale punto di riferimento del reparto, mentre Marco Carnesecchi e Guglielmo Vicario appaiono in vantaggio per due degli altri posti disponibili.
Per l’ultima casella starebbe guadagnando terreno il giovane Massimo Pessina. Il portiere del Bologna avrebbe superato Elia Caprile nelle valutazioni più recenti e potrebbe ricevere una chiamata utile soprattutto per iniziare a conoscere l’ambiente della Nazionale maggiore.
La presenza di quattro estremi difensori consentirebbe allo staff di gestire eventuali problemi fisici senza dover ricorrere a convocazioni d’urgenza durante il lungo raduno.
Difesa: diverse soluzioni sulle fasce
In difesa, Mancini dovrà valutare con attenzione la situazione degli esterni. Marco Palestra non sarebbe nelle condizioni ideali e il Chelsea preferirebbe lasciarlo lavorare a Londra per completare il recupero. La sua assenza potrebbe favorire Michael Kayode, Raoul Bellanova e Giovanni Di Lorenzo.
Sulla fascia sinistra, Federico Dimarco e Destiny Udogie rappresentano le alternative naturali. Riccardo Calafiori potrebbe essere utilizzato sia come terzino sia al centro, offrendo una soluzione particolarmente preziosa nel corso di quattro partite ravvicinate.
Anche Honest Ahanor garantirebbe flessibilità tattica. Il giovane difensore può giocare largo o dentro il campo ed è già stato coinvolto nel precedente periodo di transizione della Nazionale.
Per i posti da centrali, i principali candidati sono Gianluca Mancini, Alessandro Bastoni, Giorgio Scalvini, Diego Coppola e Federico Gatti. La loro convocazione permetterebbe al commissario tecnico di alternare una linea a quattro a una possibile difesa a tre.
Centrocampo: Romano è la novità più attesa
Marco Romano è uno dei nomi centrali della nuova lista. Le prestazioni offerte nel suo club e la capacità di giocare davanti alla difesa lo rendono un profilo particolarmente interessante, soprattutto in un momento nel quale l’Italia non dispone di molti registi puri.
Mancini potrebbe convocare anche Gianluca Gaetano, provato con continuità in posizione più arretrata. Il centrocampista offrirebbe qualità nella costruzione e una maggiore capacità di muovere rapidamente il pallone tra i reparti.
Un altro nome da seguire è quello di Rolando Mandragora. Il centrocampista aveva esordito in Nazionale proprio con Mancini nel 2018 e potrebbe tornare nel gruppo dopo una lunga assenza. Il commissario tecnico ne apprezza disciplina tattica, intensità e capacità di interpretare più ruoli.
Sandro Tonali, Nicolò Barella, Davide Frattesi e Bryan Cristante dovrebbero rappresentare le certezze. A loro potrebbero aggiungersi Issa Doumbia e Nicolò Fagioli, mentre le possibilità di convocazione di Ndour sembrano più limitate.
Attacco: Zoma e Inacio guidano il nuovo corso
Il reparto offensivo potrebbe offrire le novità più interessanti. Pio Esposito, Moise Kean, Gianluca Scamacca e Giacomo Raspadori partono in posizione favorevole per una chiamata, anche se le loro caratteristiche sono molto differenti.
Esposito garantisce presenza fisica e capacità di lavorare spalle alla porta. Kean può attaccare la profondità e partire anche da una posizione laterale, mentre Raspadori offre qualità tra le linee. Scamacca rappresenta invece il centravanti tecnicamente più completo, capace di partecipare alla costruzione oltre che di finalizzare.
Tra i volti nuovi spiccano Ali Zoma e Samuele Inacio. Quest’ultimo, cresciuto nel calcio tedesco e utilizzabile da trequartista o seconda punta, è considerato uno dei talenti più interessanti della sua generazione. Una nuova presenza con la Nazionale maggiore rafforzerebbe ulteriormente il suo legame sportivo con l’Italia.
Bernardeschi e Politano tra i possibili ritorni
Mancini non dispone di molte ali in condizioni ottimali. Antonio Vergara dovrebbe essere convocato, mentre Nicolò Cambiaghi rimane una soluzione credibile per aggiungere velocità e capacità di puntare l’avversario.
Matteo Politano può rientrare grazie alla sua esperienza internazionale e alla possibilità di giocare sia da esterno puro sia più vicino alla punta. Nelle ultime ore è emersa anche la candidatura di Federico Bernardeschi. Il suo ritorno avrebbe un significato particolare, considerando il rapporto costruito con Mancini durante il primo ciclo azzurro.
Sebastiano Esposito rappresenta un’ulteriore opzione. La sua duttilità gli consente di agire da centravanti, seconda punta o riferimento tecnico alle spalle del numero nove.
Mateo Retegui, invece, non arriverebbe all’appuntamento nelle migliori condizioni atletiche. L’attaccante si trova in Argentina durante il periodo di riposo, ma sarebbe disponibile a raggiungere immediatamente il gruppo in caso di convocazione.
Come potrebbe giocare la nuova Italia di Mancini
Il poco tempo a disposizione rende difficile prevedere un cambiamento radicale sul piano tattico. Il 4-3-3 appare il sistema più semplice da utilizzare all’inizio, perché permette di valorizzare il centrocampo e di mantenere una struttura equilibrata nelle due fasi.
Mancini potrebbe comunque alternarlo con il 3-5-2 o con un 4-2-3-1, sfruttando la duttilità di Calafiori, Di Lorenzo, Frattesi e Raspadori.
La possibile formazione per il debutto
Donnarumma sarà il riferimento tra i pali. Davanti a lui, la coppia formata da Gianluca Mancini e Bastoni sembra offrire esperienza, fisicità e qualità nell’impostazione. Di Lorenzo e uno tra Dimarco e Calafiori potrebbero completare la linea difensiva.
A centrocampo, Barella, Tonali e Frattesi appaiono favoriti. Cristante rappresenta però un’alternativa importante, soprattutto se Mancini decidesse di schierare un mediano più posizionale davanti ai difensori.
Pio Esposito può partire come centravanti, con Raspadori o Kean in una delle due posizioni esterne. Vergara sarebbe la soluzione più offensiva sull’altra fascia. Non è da escludere un utilizzo particolare di Frattesi: largo nella fase iniziale del pressing e più vicino ai centrocampisti quando l’Italia deve difendere.
Il ruolo decisivo del turnover
La sfida contro la Francia richiederà probabilmente la formazione più competitiva, ma Mancini non potrà sottovalutare il debutto con il Belgio. Una partenza positiva all’Olimpico sarebbe fondamentale per dare entusiasmo al nuovo ciclo.
Le due gare contro la Turchia avranno un peso altrettanto significativo. La prima arriverà a soli tre giorni dall’esordio, mentre quella di Bologna chiuderà una sequenza particolarmente impegnativa.
Il commissario tecnico dovrà quindi ragionare su due squadre quasi parallele, alternando i titolari senza perdere identità. I giocatori duttili saranno indispensabili per modificare l’assetto senza effettuare troppe sostituzioni nell’undici iniziale.
Nations League ed Euro 2028: perché ogni risultato conta
La Nations League non rappresenta soltanto un trofeo. Il piazzamento nel girone influirà sul cammino internazionale dell’Italia e potrà incidere anche sulla posizione degli Azzurri nel sorteggio delle qualificazioni europee.
Le prime due classificate dei quattro gruppi della Lega A accederanno ai quarti di finale, programmati per marzo. Le due migliori terze manterranno direttamente il posto nella massima divisione, mentre le altre nazionali dovranno affrontare il rischio della retrocessione o i relativi spareggi.
Il rendimento nella competizione sarà inoltre collegato alla composizione delle fasce per le qualificazioni a Euro 2028. Il sorteggio è previsto il 6 dicembre 2026 a Belfast. Il regolamento e gli aggiornamenti sulla competizione possono essere consultati sul portale ufficiale della UEFA Nations League.
Per la Nazionale, dunque, ogni partita avrà un valore immediato e uno strategico. Il secondo ciclo di Roberto Mancini comincia senza la possibilità di attraversare una lunga fase sperimentale: servono risultati, una nuova identità e una rosa abbastanza profonda da sostenere un calendario internazionale sempre più intenso.
LAVORA CON NOI


