La regola del vantaggio nel calcio permette all’arbitro di lasciare proseguire il gioco dopo un’infrazione quando la squadra che ha subito il fallo può ricavare un beneficio immediato. Se il vantaggio non si concretizza subito o entro pochi secondi, il direttore di gara può interrompere l’azione e sanzionare l’infrazione originaria. Il principio è disciplinato dalla Regola 5 dell’IFAB e si applica anche in presenza di determinate infrazioni disciplinari. La sua interpretazione dipende dalla posizione del pallone, dalle opportunità offensive e dalla gravità del comportamento.
Che cos’è la regola del vantaggio nel calcio?
La regola del vantaggio è uno dei principi che consentono all’arbitro di gestire una partita senza interrompere continuamente il gioco. Quando un calciatore commette un’infrazione, il direttore di gara può decidere di non fischiare immediatamente se ritiene che la squadra che ha subito il fallo possa ottenere una situazione più favorevole continuando l’azione.
Immaginiamo un centrocampista che subisce un intervento irregolare mentre passa il pallone a un compagno libero di avanzare verso la porta avversaria. Fermare il gioco per assegnare una punizione potrebbe privare la squadra di un’occasione offensiva più interessante.
In una situazione del genere l’arbitro può applicare il vantaggio, permettendo all’azione di svilupparsi.
Questo principio non significa ignorare il fallo. L’infrazione viene riconosciuta, ma la sua eventuale sanzione tecnica immediata viene subordinata all’opportunità di proseguire il gioco.
Perché l’arbitro lascia il vantaggio dopo un fallo?
L’obiettivo è evitare che la squadra che ha subito l’infrazione venga ulteriormente penalizzata dall’interruzione.
Se il pallone rimane nella disponibilità di un attaccante in una posizione promettente, fermare l’azione potrebbe favorire proprio la squadra responsabile del fallo.
L’arbitro deve quindi valutare rapidamente la situazione, considerando il controllo del pallone, la disposizione degli avversari e la possibilità di costruire un’azione efficace.
La decisione non dipende soltanto dal possesso. Mantenere il pallone in una zona poco favorevole non significa necessariamente ottenere un vantaggio concreto.
Quando si applica la regola del vantaggio?
Secondo la Regola 5 dell’IFAB, l’arbitro può permettere al gioco di proseguire quando una squadra può beneficiare della continuazione dell’azione nonostante un’infrazione.
La valutazione deve essere effettuata nell’immediatezza dell’episodio. Il direttore di gara considera se la squadra che ha subito il fallo possa mantenere una situazione favorevole rispetto alla ripresa che otterrebbe con l’interruzione.
Vantaggio durante un’azione offensiva
Una delle situazioni più riconoscibili si verifica durante un contropiede.
Un giocatore viene trattenuto o ostacolato irregolarmente, ma riesce comunque a servire un compagno che si trova in una posizione avanzata. Se l’azione mantiene un concreto potenziale offensivo, l’arbitro può lasciarla proseguire.
La valutazione può cambiare se il pallone viene perso immediatamente a causa dell’infrazione. In quel caso il beneficio previsto potrebbe non essersi concretizzato.
Vantaggio a centrocampo e vicino all’area di rigore
La posizione dell’infrazione influisce sulla convenienza della decisione.
A centrocampo, una squadra che conserva il possesso ma non dispone di spazi per avanzare potrebbe beneficiare maggiormente di una punizione.
Vicino all’area avversaria, invece, la possibilità di effettuare una conclusione immediata può rendere conveniente la prosecuzione del gioco.
Non esiste tuttavia una zona nella quale il vantaggio debba essere sempre concesso. La decisione dipende dalla situazione effettiva e dalla lettura dell’arbitro.
Quanto dura il vantaggio nel calcio?
Il regolamento non stabilisce un numero fisso di secondi durante i quali l’arbitro può tornare sul fallo iniziale.
La Regola 5 prevede che, se il beneficio atteso non si concretizza immediatamente o entro pochi secondi, il direttore di gara possa sanzionare l’infrazione originaria.
Si tratta quindi di una valutazione riferita allo sviluppo dell’azione, non di un conto alla rovescia automatico.
L’arbitro può tornare indietro dopo aver dato vantaggio?
Sì. Se il pallone viene perso immediatamente oppure l’azione favorevole non si sviluppa nei pochi secondi successivi, l’arbitro può interrompere il gioco e assegnare la ripresa prevista per il fallo iniziale.
Non può però utilizzare questa possibilità in modo illimitato.
Se il vantaggio si è già concretizzato e la squadra perde successivamente il pallone per un errore autonomo, non è normalmente possibile tornare all’infrazione originaria soltanto perché l’azione non si è conclusa con un gol.
Per comprendere altre situazioni nelle quali il regolamento distingue tra un’infrazione effettiva e il semplice svolgimento dell’azione, puoi consultare la guida su come funziona il fuorigioco nel calcio.
Come segnala il vantaggio l’arbitro?
L’arbitro può indicare l’applicazione del vantaggio estendendo uno o entrambe le braccia in avanti.
Il gesto consente ai calciatori di capire che il direttore di gara ha riconosciuto un’infrazione, ma ha scelto di permettere la prosecuzione dell’azione.
La segnalazione può essere accompagnata da una comunicazione verbale.
Non bisogna confondere questo gesto con il braccio alzato sopra la testa, che viene utilizzato per segnalare un calcio di punizione indiretto.
Il vantaggio, infatti, non costituisce una particolare tipologia di punizione, ma una decisione arbitrale che permette temporaneamente di non interrompere la partita.
Regola del vantaggio, ammonizioni ed espulsioni
Uno degli aspetti più delicati riguarda i provvedimenti disciplinari.
Quando un calciatore commette un’infrazione che normalmente comporterebbe un’ammonizione o un’espulsione, l’arbitro deve distinguere tra la possibilità di continuare il gioco e l’eventuale necessità di adottare una sanzione personale.
La prosecuzione dell’azione non elimina automaticamente ogni conseguenza disciplinare.
Il cartellino giallo può arrivare dopo il vantaggio?
Sì. Se l’infrazione merita un’ammonizione indipendentemente dall’interruzione di un’azione promettente, l’arbitro può applicare il vantaggio e mostrare il cartellino alla successiva interruzione.
Esiste però un’importante eccezione: quando l’infrazione consiste nell’interrompere o ostacolare un attacco promettente e il vantaggio viene effettivamente applicato, l’ammonizione prevista soltanto per questo motivo non viene assegnata.
La situazione è diversa quando il comportamento è imprudente o presenta un’altra ragione disciplinare autonoma.
Si può concedere vantaggio su un fallo da espulsione?
Dipende dalla natura dell’infrazione.
In caso di grave fallo di gioco, condotta violenta o seconda infrazione da ammonizione, il regolamento prevede generalmente di non applicare il vantaggio, salvo che esista una chiara opportunità di segnare una rete.
Se l’arbitro lascia proseguire in una di queste situazioni, deve comunque gestire il provvedimento disciplinare secondo le disposizioni previste.
Una valutazione particolare riguarda anche le infrazioni che impediscono un’evidente opportunità di segnare, comunemente indicate con l’acronimo DOGSO.
Se viene applicato il vantaggio, la sanzione disciplinare può essere ridotta; quando la squadra che ha subito il fallo segna proprio grazie a quell’azione, le regole aggiornate prevedono che non venga assegnata l’ammonizione per il solo DOGSO.
Regola del vantaggio e VAR: quando può intervenire la tecnologia?
Il VAR non interviene semplicemente perché un arbitro ha concesso oppure negato un vantaggio.
Il protocollo della revisione video prevede categorie specifiche di episodi controllabili, tra cui gol, rigori, espulsioni dirette e scambi di identità, oltre alle ulteriori disposizioni introdotte per determinate competizioni.
Un’azione lasciata proseguire dopo un fallo può quindi essere esaminata se conduce a un episodio che rientra nelle competenze del VAR.
Per esempio, un eventuale fallo nella fase d’attacco che precede una rete può diventare rilevante durante la verifica del gol.
La tecnologia non permette invece di riesaminare indiscriminatamente ogni valutazione arbitrale relativa al vantaggio.
Per approfondire il funzionamento delle revisioni video e le modifiche regolamentari, consulta l’articolo sulle nuove regole arbitrali della Serie A.
Esempi pratici della regola del vantaggio
Consideriamo tre situazioni che possono verificarsi durante una partita.
Fallo a centrocampo e contropiede
Un difensore commette fallo su un centrocampista, ma il pallone raggiunge immediatamente un compagno che può avviare un contropiede.
L’arbitro lascia proseguire l’azione perché la squadra che ha subito l’infrazione può beneficiare di una situazione offensiva favorevole.
Se il contropiede si sviluppa, non si torna normalmente al fallo originario.
Attaccante trattenuto prima di entrare in area
Un attaccante viene trattenuto fuori dall’area di rigore ma riesce a liberarsi e a proseguire verso la porta.
L’arbitro può decidere di concedere il vantaggio, valutando la possibilità di una conclusione.
Se invece il giocatore perde subito il controllo del pallone a causa della trattenuta, il direttore di gara può tornare sull’infrazione iniziale.
Fallo e successiva perdita del pallone
Un centrocampista subisce un intervento irregolare, ma un compagno recupera il pallone e dispone di spazio per avanzare.
Il vantaggio viene applicato e l’azione continua regolarmente. Dopo alcuni passaggi, la squadra perde il pallone a causa di un errore tecnico.
In questo caso non si torna automaticamente al fallo precedente, perché il beneficio della prosecuzione del gioco si è già realizzato.
Domande frequenti sulla regola del vantaggio
Quando l’arbitro può dare il vantaggio?
Quando ritiene che la squadra che ha subito un’infrazione possa ottenere un beneficio concreto continuando l’azione anziché fermandosi per una ripresa del gioco.
Quanti secondi dura la regola del vantaggio?
Non esiste una durata numerica fissa. L’arbitro può tornare all’infrazione originaria se il vantaggio previsto non si concretizza subito o entro pochi secondi.
L’arbitro può ammonire dopo aver concesso il vantaggio?
Sì, esaminiamo la regola del vantaggio nel calcio quando l’infrazione richiede una sanzione disciplinare. Esistono però eccezioni, soprattutto quando l’ammonizione sarebbe dovuta esclusivamente all’interruzione di un’azione promettente.
Si può applicare il vantaggio su un fallo da cartellino rosso?
In alcune circostanze sì, ma per grave fallo di gioco, condotta violenta o seconda ammonizione il regolamento limita questa possibilità ai casi in cui esista una chiara opportunità di segnare.
Il VAR può annullare un vantaggio concesso dall’arbitro?
Non esiste una revisione VAR dedicata alla semplice scelta di concedere il vantaggio. La tecnologia può intervenire quando l’episodio rientra nelle categorie di decisioni revisionabili previste dal protocollo.
LAVORA CON NOI


