Aggiornato al 26 settembre 2026 — Quanti cambi si possono fare nel calcio? Nelle principali competizioni ufficiali una squadra può utilizzare fino a cinque sostituzioni, ma il numero dei cambi non coincide sempre con il numero delle interruzioni disponibili. Le regole distinguono infatti tra sostituzioni, finestre di cambio, intervallo e possibili tempi supplementari. Per capire davvero come funzionano i cambi bisogna quindi guardare non solo al numero massimo di giocatori sostituibili, ma anche al momento in cui le sostituzioni vengono effettuate.
Quanti cambi si possono fare nel calcio
Nelle principali competizioni ufficiali, i cambi consentiti sono fino a cinque per squadra. Questo è il dato principale da ricordare, ma da solo non basta a spiegare il funzionamento delle sostituzioni.
La regola prevede infatti che, quando una competizione consente cinque sostituzioni, ogni squadra disponga normalmente di tre finestre di cambio durante la partita. Questo significa che un allenatore può sostituire cinque giocatori, ma non necessariamente fermare il gioco cinque volte.
Per esempio, una squadra può effettuare due cambi insieme nella prima finestra, un altro cambio nella seconda e gli ultimi due nella terza. In questo modo vengono utilizzate tutte e cinque le sostituzioni rispettando il limite delle tre interruzioni.
L’intervallo rappresenta però un caso particolare, perché una sostituzione effettuata tra primo e secondo tempo non consuma una delle tre finestre disponibili.
Questa distinzione tra numero di cambi e numero di finestre è uno degli aspetti che genera più confusione.
Quante finestre per le sostituzioni ci sono nel calcio
Una squadra che può effettuare cinque cambi dispone generalmente di tre opportunità di sostituzione durante il gioco.
La regola serve soprattutto a evitare che la partita venga continuamente interrotta.
Un allenatore può quindi utilizzare più sostituzioni contemporaneamente nella stessa finestra. Se vengono cambiati tre giocatori nello stesso momento, per esempio, viene consumata una sola opportunità di sostituzione.
Inoltre, quando entrambe le squadre effettuano un cambio durante la stessa interruzione, ciascuna utilizza una propria finestra.
Esistono però momenti della partita che non vengono conteggiati tra le tre opportunità. Il caso più evidente è l’intervallo: un allenatore può effettuare una sostituzione negli spogliatoi senza ridurre il numero delle finestre ancora disponibili per il secondo tempo.
Questo permette di distribuire i cambi in maniera più flessibile e spiega perché in alcune partite si possono vedere numerose sostituzioni senza altrettante interruzioni del gioco.
Quanti cambi si possono fare nei tempi supplementari
La situazione può cambiare quando una partita a eliminazione diretta termina in parità e prosegue ai supplementari.
Se una squadra non ha utilizzato tutti i cambi o tutte le finestre previste nei 90 minuti, può utilizzare quelle ancora disponibili durante i tempi supplementari.
Inoltre, il regolamento della singola competizione può prevedere un’ulteriore sostituzione nei supplementari. Quando questa possibilità viene concessa, viene aggiunta anche un’ulteriore opportunità di cambio.
Le sostituzioni possono essere effettuate anche nel periodo tra la fine dei tempi regolamentari e l’inizio dei supplementari oppure durante l’intervallo tra i due tempi supplementari senza consumare una finestra ordinaria.
Per questo motivo non esiste sempre un unico numero valido per qualsiasi partita: bisogna considerare anche il regolamento specifico della competizione.
Per approfondire il funzionamento della fase successiva ai 90 minuti puoi leggere anche la nostra guida sui tempi supplementari.
Quanto dura una partita di calcio e quando si possono fare i cambi
Una partita di calcio dura normalmente 90 minuti, divisi in due tempi da 45 minuti. Tra le due frazioni è previsto un intervallo.
A questi 90 minuti bisogna però aggiungere il recupero stabilito dall’arbitro.
Il tempo aggiuntivo può compensare diverse interruzioni, tra cui proprio le sostituzioni, gli infortuni, i controlli VAR, le perdite di tempo e altre situazioni che rallentano la ripresa del gioco.
I cambi possono quindi essere effettuati durante le normali interruzioni autorizzate dall’arbitro e diventano anche uno degli elementi presi in considerazione nella determinazione del recupero.
Se una partita richiede necessariamente un vincitore, ai 90 minuti possono aggiungersi due tempi supplementari da 15 minuti. È proprio in questa fase che eventuali sostituzioni residue o cambi aggiuntivi previsti dal regolamento possono diventare particolarmente importanti.
La durata effettiva di una partita è quindi quasi sempre superiore ai 90 minuti indicati dal regolamento.
Quando un giocatore può essere sostituito
La sostituzione non avviene semplicemente quando l’allenatore decide di far entrare un nuovo calciatore.
La procedura deve essere autorizzata dall’arbitro e avviene durante un’interruzione del gioco.
Il giocatore sostituito lascia il terreno di gioco e il nuovo calciatore entra soltanto dopo aver ricevuto l’autorizzazione prevista dalla procedura arbitrale.
Dalla stagione 2026/27 è inoltre aumentata l’attenzione verso i tempi di uscita dal campo del giocatore sostituito, con l’obiettivo di ridurre le perdite di tempo e rendere le sostituzioni più rapide.
Il principio resta comunque semplice: il cambio deve avvenire seguendo la procedura prevista e senza rallentare inutilmente la ripresa del gioco.
Cosa succede se una squadra ha già utilizzato tutti i cambi
Quando una squadra ha esaurito tutte le sostituzioni consentite, non può normalmente inserire altri giocatori.
Questo può diventare particolarmente importante in caso di infortunio.
Se un calciatore non è più in grado di continuare e la squadra ha già utilizzato tutti i cambi disponibili, può essere costretta a terminare la partita con un uomo in meno.
Esistono però eccezioni legate ai regolamenti delle singole competizioni, come eventuali protocolli specifici per determinate tipologie di infortunio oppure l’ulteriore sostituzione prevista durante i supplementari.
Per questo il numero dei cambi viene spesso gestito strategicamente dagli allenatori. Consumare tutte le sostituzioni troppo presto può infatti lasciare una squadra senza possibilità di reagire a un problema fisico negli ultimi minuti.
I cambi durante l’intervallo contano tra le tre finestre?
No. Le sostituzioni effettuate durante l’intervallo non vengono conteggiate tra le tre opportunità di cambio previste durante il gioco.
Questo consente agli allenatori di intervenire sulla squadra senza utilizzare una delle finestre disponibili nel secondo tempo.
È uno dei motivi per cui molti tecnici preferiscono aspettare la pausa prima di modificare lo schieramento, soprattutto quando una sostituzione non è urgente.
Lo stesso principio può applicarsi, quando previsti, anche al periodo tra la fine dei 90 minuti e l’inizio dei supplementari e all’intervallo tra primo e secondo tempo supplementare.
La distinzione è importante: cinque cambi non significano necessariamente tre soli momenti totali in cui un giocatore può essere sostituito, perché alcune sostituzioni possono avvenire fuori dalle normali finestre di gioco.
Perché nel calcio si è passati da tre a cinque cambi
Per molti anni il riferimento abituale nel calcio professionistico è stato quello delle tre sostituzioni.
Il sistema dei cinque cambi, introdotto inizialmente in un periodo caratterizzato da calendari particolarmente compressi, è diventato successivamente una soluzione stabile in molte delle principali competizioni.
L’aumento ha modificato anche il modo in cui gli allenatori gestiscono la partita.
Con cinque sostituzioni è possibile intervenire maggiormente sull’assetto tattico, sostituire giocatori stanchi e distribuire meglio i minuti all’interno della rosa.
Il limite delle tre finestre mantiene però un equilibrio: concede più possibilità agli allenatori senza trasformare ogni cambio in una nuova interruzione.
La panchina è quindi diventata ancora più importante nella lettura della gara. Due o tre sostituzioni contemporanee possono modificare rapidamente pressing, posizione dei giocatori e struttura offensiva o difensiva della squadra.
Quanti cambi si possono fare nelle amichevoli
Nelle partite amichevoli le regole possono essere differenti rispetto alle competizioni ufficiali.
In alcuni casi è consentito utilizzare un numero di sostituzioni superiore rispetto alle gare ufficiali, soprattutto quando le due squadre raggiungono un accordo prima del match.
Questo avviene spesso nelle amichevoli estive, nei test internazionali o nelle partite disputate durante la preparazione stagionale.
L’obiettivo è permettere agli allenatori di provare più giocatori, distribuire il minutaggio e ridurre il rischio di sovraccarico fisico.
È quindi importante distinguere sempre tra una partita ufficiale e un’amichevole.
Il dato dei cinque cambi è quello più utile per comprendere il calcio professionistico competitivo, ma non rappresenta automaticamente il limite di qualsiasi partita disputata.
Quanti cambi si possono fare nel calcio giovanile
Anche nel calcio giovanile il numero di sostituzioni può variare.
Le federazioni e le singole competizioni possono adottare regolamenti specifici in base alla categoria, all’età dei giocatori e al livello della competizione.
In alcuni tornei può essere previsto un numero più elevato di sostituzioni o persino il ritorno in campo di un giocatore precedentemente sostituito.
Questo è uno dei motivi per cui la domanda quanti cambi si possono fare nel calcio non può essere interpretata come una regola identica per qualsiasi livello.
Nel calcio professionistico di alto livello il riferimento più comune rimane quello dei cinque cambi, mentre nei settori giovanili, dilettantistici e amatoriali è sempre opportuno verificare il regolamento specifico del torneo.
Cambi e strategia: perché le sostituzioni possono decidere una partita
Le sostituzioni non rappresentano soltanto un elemento regolamentare.
Possono cambiare completamente l’andamento di una partita.
Un allenatore può utilizzare un cambio per inserire un attaccante quando deve recuperare il risultato, aggiungere un centrocampista per controllare maggiormente il possesso oppure inserire un difensore per proteggere un vantaggio.
Con cinque sostituzioni le possibilità sono aumentate.
È diventato più semplice modificare anche più ruoli contemporaneamente senza esaurire immediatamente tutte le opzioni disponibili.
La gestione delle finestre resta però decisiva: utilizzare tre momenti di sostituzione troppo presto significa non poter più interrompere il gioco per un cambio successivo, anche se non tutti i cinque giocatori disponibili sono stati sostituiti.
Proprio per questo le sostituzioni sono ormai parte integrante della strategia di gara e non soltanto una risposta a infortuni o stanchezza.
Per conoscere un’altra delle regole che incidono maggiormente sulle scelte tattiche puoi consultare anche la nostra guida su come funziona il fuorigioco.
FAQ su quanti cambi si possono fare nel calcio
Quanti cambi si possono fare in una partita di calcio?
Nelle principali competizioni ufficiali sono generalmente consentite fino a cinque sostituzioni per squadra, effettuabili durante un massimo di tre opportunità di cambio nel corso del gioco.
Si possono fare cinque cambi tutti insieme?
Sì. Una squadra può utilizzare più sostituzioni nella stessa interruzione. Cinque cambi contemporanei consumerebbero quindi una sola finestra.
Quante volte si può fermare il gioco per fare i cambi?
Quando sono previste cinque sostituzioni, una squadra dispone normalmente di tre finestre di cambio durante la partita, oltre alle sostituzioni effettuabili durante l’intervallo.
Si può fare un cambio durante l’intervallo?
Sì. Il cambio effettuato durante l’intervallo non consuma una delle tre finestre disponibili.
Nei supplementari si può fare un cambio in più?
Dipende dal regolamento della competizione. In alcuni casi può essere prevista un’ulteriore sostituzione e una finestra aggiuntiva durante i supplementari.
Quanto dura una partita di calcio?
Il tempo regolamentare è composto da due tempi da 45 minuti, ai quali viene aggiunto il recupero stabilito dall’arbitro.
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