I calci di punizione sono riprese del gioco assegnate dall’arbitro quando un calciatore o un altro soggetto previsto dal regolamento commette determinate infrazioni. Si distinguono in diretti, dai quali è possibile segnare immediatamente, e indiretti, che richiedono il tocco di un altro giocatore prima della rete. La barriera deve generalmente rispettare una distanza di 9,15 metri dal pallone. Le Regole 12 e 13 dell’IFAB stabiliscono quando concedere una punizione, come eseguirla e quali situazioni particolari possono verificarsi in area di rigore.
Cosa sono i calci di punizione nel calcio?
I calci di punizione rappresentano uno dei principali modi per riprendere una partita dopo un’infrazione. Vengono assegnati dall’arbitro alla squadra avversaria rispetto a quella responsabile della violazione, secondo le disposizioni del regolamento.
Una punizione può essere battuta in varie zone del campo. Quando viene concessa nei pressi dell’area di rigore, può trasformarsi in un’occasione pericolosa, soprattutto se la squadra dispone di giocatori abili nei tiri dalla distanza o negli schemi sui calci piazzati.
Non tutti i falli, però, comportano le stesse conseguenze. Il regolamento distingue tra calcio di punizione diretto e indiretto, due riprese che differiscono principalmente per la possibilità di segnare una rete immediatamente.
La corretta interpretazione dipende dalla natura dell’infrazione, dal punto in cui viene commessa e dalle eventuali disposizioni specifiche previste dalle Regole del Gioco.
Che cosa significa calcio di punizione?
Il termine indica una ripresa concessa dopo un’infrazione. Il pallone viene collocato nel punto stabilito dal regolamento e un giocatore della squadra beneficiaria può rimetterlo in movimento con il piede.
Il calcio di punizione non comporta necessariamente un’ammonizione o un’espulsione. I provvedimenti disciplinari vengono valutati separatamente, in base alla gravità del comportamento e alle circostanze dell’azione.
Differenza tra calcio di punizione diretto e indiretto
La distinzione più importante riguarda la validità di una rete segnata direttamente dalla battuta.
Nel calcio di punizione diretto, il giocatore può calciare subito verso la porta avversaria. Se il pallone entra regolarmente in rete senza essere toccato da altri, il gol viene convalidato.
Nel calcio di punizione indiretto, invece, la conclusione deve essere preceduta o seguita da un tocco di un altro calciatore prima che il pallone entri in porta. Il secondo giocatore può appartenere a entrambe le squadre.
Anche le infrazioni che determinano l’assegnazione delle due tipologie sono differenti. Le punizioni dirette vengono utilizzate, per esempio, per numerosi falli con contatto fisico e per determinate infrazioni di mano.
Quelle indirette riguardano situazioni come il fuorigioco, il gioco pericoloso senza contatto e alcune violazioni tecniche commesse dal portiere.
Quando viene assegnata una punizione diretta?
Il calcio di punizione diretto viene concesso per diverse infrazioni previste dalla Regola 12.
Rientrano tra queste, quando vengono commesse nelle condizioni indicate dal regolamento, azioni come calciare un avversario, sgambettarlo, spingerlo, trattenerlo o intervenire irregolarmente durante un contrasto.
Anche un fallo di mano punibile può comportare una punizione diretta.
Se una delle infrazioni punibili con un calcio di punizione diretto viene commessa da un difendente nella propria area di rigore mentre il pallone è in gioco, di norma viene assegnato un calcio di rigore.
L’arbitro deve inoltre valutare l’intensità dell’intervento per stabilire se sia necessaria un’ammonizione o un’espulsione.
Quando si fischia una punizione indiretta?
Un calcio di punizione indiretto viene assegnato per infrazioni specifiche che non prevedono una ripresa diretta.
Uno degli esempi più comuni riguarda il fuorigioco. Quando un attaccante commette un’infrazione di questo tipo, la squadra avversaria riprende il gioco con una punizione indiretta.
È importante ricordare che trovarsi in posizione di fuorigioco non costituisce automaticamente un’infrazione. Occorre anche un coinvolgimento attivo nell’azione secondo la Regola 11.
Per comprendere meglio questa distinzione è disponibile la nostra guida su come funziona il fuorigioco nel calcio.
Altri esempi sono il gioco pericoloso senza contatto fisico e l’ostacolo alla progressione di un avversario senza contatto, quando sussistono le condizioni previste dal regolamento.
Come si battono i calci di punizione?
Secondo la Regola 13 dell’IFAB, il pallone deve essere fermo prima dell’esecuzione. Una volta calciato e mosso chiaramente, entra in gioco.
Il calciatore che batte la punizione non può toccarlo nuovamente prima che sia stato giocato da un altro calciatore. Se lo fa, viene generalmente assegnata una punizione indiretta agli avversari, salvo le disposizioni applicabili a eventuali ulteriori infrazioni.
Il pallone può essere calciato direttamente in avanti, lateralmente oppure all’indietro. È inoltre possibile eseguire una battuta rapida, senza attendere necessariamente che tutti i difendenti si siano allontanati alla distanza regolamentare, assumendosi però il rischio di un’intercettazione consentita.
In prossimità dell’area avversaria, la squadra può scegliere tra un tiro diretto, un passaggio corto o uno schema preparato.
A quanti metri deve stare la barriera?
La distanza regolamentare della barriera è generalmente di 9,15 metri dal punto di battuta.
Questa misura serve a garantire al calciatore incaricato dell’esecuzione lo spazio necessario per rimettere il pallone in gioco.
Esiste un’eccezione importante: i difendenti possono trovarsi a una distanza inferiore quando sono posizionati sulla propria linea di porta, tra i pali.
Inoltre, se almeno tre difendenti formano una barriera, i giocatori della squadra attaccante devono rimanere ad almeno un metro da essa fino a quando il pallone entra in gioco.
Se un attaccante non rispetta questa distanza al momento della battuta, viene assegnata una punizione indiretta alla squadra avversaria.
Si può battere una punizione senza il fischio dell’arbitro?
In numerose situazioni è possibile eseguire rapidamente la punizione senza attendere un nuovo fischio.
Questo permette alla squadra beneficiaria di sorprendere gli avversari prima che abbiano completato il posizionamento.
Se però l’arbitro ha disposto una ripresa subordinata al proprio segnale, per esempio durante la gestione di una barriera con distanza regolamentare, il giocatore deve attendere l’autorizzazione.
Un avversario che impedisce deliberatamente l’esecuzione rapida può essere ammonito per aver ritardato la ripresa del gioco.
Calci di punizione in area di rigore: quando vengono concessi?
Non tutte le infrazioni commesse all’interno dell’area di rigore determinano un rigore.
Quando un difendente commette nella propria area un’infrazione punibile con calcio di punizione diretto, viene generalmente assegnato un calcio di rigore.
Se invece l’infrazione è punibile con punizione indiretta, la squadra avversaria può ottenere una ripresa all’interno dell’area.
Questa differenza è particolarmente importante nelle infrazioni tecniche del portiere.
Retropassaggio al portiere: quando è punizione indiretta?
Il retropassaggio è consentito, ma il portiere non può normalmente raccogliere con le mani un pallone deliberatamente calciato con il piede da un compagno verso di lui.
Se lo fa all’interno della propria area, viene concessa una punizione indiretta agli avversari, fatta salva la specifica eccezione prevista quando il portiere ha chiaramente calciato o tentato di calciare il pallone per rimetterlo in gioco.
La stessa sanzione può verificarsi se il portiere raccoglie con le mani un pallone ricevuto direttamente da una rimessa laterale effettuata da un compagno.
Non ogni pallone proveniente da un compagno costituisce un retropassaggio vietato: occorre distinguere il calcio deliberato da un rimpallo o da una deviazione involontaria.
Il portiere può trattenere il pallone per più di otto secondi?
No. Le regole aggiornate prevedono che il portiere possa controllare il pallone con le mani o le braccia per un massimo di otto secondi.
Se supera questo limite, la squadra avversaria ottiene un calcio d’angolo, non una punizione indiretta come previsto dalla disciplina precedente.
L’arbitro segnala visivamente gli ultimi cinque secondi del conteggio.
Questa modifica rientra nell’evoluzione delle norme destinate a limitare le perdite di tempo. Per un approfondimento sulle novità regolamentari, consulta anche l’articolo sulle nuove regole arbitrali della Serie A.
Quando è valido un gol su calcio di punizione?
Un gol segnato direttamente da una punizione è valido soltanto se la ripresa è di tipo diretto e non sono state commesse altre infrazioni.
Se invece un giocatore tira direttamente in porta da una punizione indiretta e il pallone entra senza ulteriori tocchi, la rete non viene convalidata. La squadra che difende riprende il gioco con un calcio di rinvio.
Qualora il pallone venga toccato da un altro calciatore prima di attraversare la linea di porta, il gol può essere considerato valido.
Se una punizione, diretta o indiretta, viene calciata direttamente nella porta della stessa squadra che la esegue senza ulteriori tocchi, il regolamento prevede un calcio d’angolo per gli avversari.
Perché l’arbitro alza il braccio prima di una punizione?
Il braccio alzato sopra la testa indica che è stata assegnata una punizione indiretta.
L’arbitro mantiene il segnale fino a quando il pallone viene toccato da un altro giocatore, esce dal terreno di gioco oppure diventa chiaro che non può essere segnata direttamente una rete.
Questo gesto permette ai calciatori di distinguere immediatamente le due tipologie di punizione.
Se il direttore di gara omette il segnale e il pallone entra direttamente nella porta avversaria, il regolamento prevede la ripetizione della punizione indiretta.
Punizione di prima e di seconda: cosa significa?
Nel linguaggio calcistico italiano vengono utilizzate anche le espressioni punizione di prima e punizione di seconda.
La punizione di prima corrisponde al calcio di punizione diretto, dal quale è possibile segnare immediatamente senza ulteriori tocchi.
La punizione di seconda corrisponde invece a quella indiretta, per la quale è necessario che un altro calciatore tocchi il pallone prima della rete.
Queste espressioni sono molto diffuse tra tifosi e commentatori, anche se il regolamento ufficiale utilizza i termini diretto e indiretto.
Conoscere entrambe le denominazioni aiuta a comprendere meglio le spiegazioni degli arbitri e le telecronache, soprattutto quando la ripresa viene assegnata vicino alla porta.
Domande frequenti sui calci di punizione
Che differenza c’è tra calcio di punizione diretto e indiretto?
La punizione diretta permette di segnare immediatamente contro gli avversari. Quella indiretta richiede invece il tocco di un altro calciatore prima che il pallone entri in porta.
Quanto dista la barriera dal pallone?
La distanza regolamentare è generalmente di 9,15 metri. Sono previste eccezioni specifiche, come il posizionamento dei difendenti sulla propria linea di porta tra i pali.
Che cosa succede se la punizione indiretta entra direttamente in porta?
Se il pallone entra nella porta avversaria senza altri tocchi, il gol viene annullato e viene assegnato un calcio di rinvio.
Quando viene assegnata una punizione di seconda?
Viene concessa dopo infrazioni punibili con calcio di punizione indiretto, come il fuorigioco, determinate situazioni di gioco pericoloso senza contatto e alcune infrazioni tecniche del portiere.
Il calcio di punizione può essere battuto all’indietro?
Sì. Il regolamento non impone di calciare in avanti. È sufficiente che il pallone venga calciato e si muova chiaramente, rispettando le altre condizioni previste per la ripresa del gioco.
Da una punizione diretta può nascere un autogol?
Se il pallone entra direttamente nella propria porta senza che nessun altro giocatore lo tocchi, non viene assegnato un autogol. La ripresa prevista è un calcio d’angolo per gli avversari.
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