Italia-Belgio 0-2, il Mancini bis comincia tra i fischi dell’Olimpico
26 settembre 2026
Il 25 settembre 2026, allo Stadio Olimpico di Roma, l’Italia di Roberto Mancini ha perso 2-0 contro il Belgio nella prima giornata della UEFA Nations League 2026/27. Mika Godts ha portato in vantaggio i Diavoli Rossi nel primo tempo; Dodi Lukébakio ha segnato il raddoppio nella ripresa. Gianluigi Donnarumma ha evitato un passivo più pesante, mentre le occasioni create dagli Azzurri dopo l’intervallo non sono bastate a riaprire la gara. L’Italia tornerà in campo lunedì 28 settembre contro la Turchia a Bursa.
- Risultato: Italia-Belgio 0-2, con reti di Godts e Lukébakio.
- Primo tempo: Belgio più pericoloso; decisive le parate di Donnarumma.
- Ripresa: l’Italia cresce con le iniziative di Cambiaghi, ma subisce il raddoppio.
- Prossimo impegno: Turchia-Italia, lunedì 28 settembre 2026 a Bursa.
Il punteggio racconta la sconfitta, ma non tutta la distanza vista per lunghi tratti sul campo. L’Italia fatica a uscire dalla pressione belga e concede occasioni in serie. Soltanto Donnarumma permette agli Azzurri di restare a un gol di distanza fino all’intervallo.
Nella ripresa arriva una risposta, soprattutto sulla sinistra con Cambiaghi. È una fase migliore, ma troppo breve per cambiare il senso della serata: il raddoppio di Lukébakio spegne la rimonta e l’Olimpico accompagna il fischio finale con la propria delusione.
Italia-Belgio 0-2: come si è sviluppata la partita
Il Belgio prende subito il controllo
Mancini sceglie il 4-3-3 e affida il centro dell’attacco a Pio Esposito, con Kean e Cambiaghi ai suoi lati. In difesa Diego Coppola sostituisce lo squalificato Alessandro Bastoni; a centrocampo Alessandro Romano debutta in azzurro con il compito di guidare la costruzione. Sono scelte che mostrano la volontà di inserire giocatori nuovi, ma il Belgio mette presto alla prova i collegamenti tra i reparti italiani.
La squadra di Mark van Bommel muove il pallone con più sicurezza. Kevin De Bruyne riceve, alza la testa e trova rapidamente i compagni negli spazi lasciati liberi. Charles De Ketelaere si abbassa per partecipare alla manovra, mentre gli esterni allargano la difesa azzurra. L’Italia è spesso costretta a rincorrere: quando recupera palla, trova poche soluzioni vicine e fatica a trasformare il recupero in un’azione ordinata.
Godts segna, Donnarumma tiene aperta la gara
Un palo colpito da Pio Esposito su un’azione fermata per fuorigioco dà per un momento l’impressione che l’Italia possa rispondere colpo su colpo. Il Belgio, però, continua a produrre le occasioni più pericolose. Al 21’, De Bruyne serve Mika Godts: l’esterno supera la difesa azzurra e batte Donnarumma con una conclusione precisa.
Lo svantaggio non scuote immediatamente i padroni di casa. Donnarumma deve intervenire ancora e si supera con una doppia parata su De Ketelaere e Nicolas Raskin. Gli Azzurri arrivano all’intervallo sotto di un gol, ma con la sensazione di averne rischiati altri. Il portiere è il riferimento più affidabile di un primo tempo nel quale la squadra non riesce a controllare né il ritmo né le zone centrali del campo.
La ripresa offre una reazione, poi arriva Lukébakio
Dopo l’intervallo l’Italia entra in campo con maggiore decisione. Cambiaghi attacca la fascia sinistra, cerca il fondo e mette palloni interessanti nell’area belga. Kean trova una conclusione ravvicinata, ma Senne Lammens risponde; anche Pio Esposito ha una buona opportunità senza riuscire a superare il portiere avversario.
È il momento in cui gli Azzurri sembrano poter rientrare nella partita. Mancini cambia uomini e distribuzione dei compiti, cercando nuova energia a centrocampo e in attacco. Il Belgio resiste alla pressione e colpisce ancora: Dodi Lukébakio, entrato nella ripresa, si accentra dalla destra e firma lo 0-2 con un sinistro da fuori area. Da lì in avanti l’Italia non trova la continuità necessaria per riaprire l’incontro. La cronaca della UEFA Nations League conferma le reti di Godts e Lukébakio e il peso delle parate di Donnarumma.
Cosa non ha funzionato nel ritorno di Mancini
La costruzione è stata troppo fragile
La difficoltà più evidente riguarda l’uscita del pallone. L’Italia prova a iniziare l’azione da dietro, ma il Belgio chiude le linee di passaggio e obbliga i centrocampisti a ricevere sotto pressione. Romano affronta una gara complicata al debutto: quando il primo passaggio non supera la pressione avversaria, tutta la squadra resta esposta a una nuova offensiva.
Sarebbe riduttivo attribuire il problema a un solo giocatore. La costruzione richiede movimenti coordinati: un difensore deve avere una soluzione corta, un centrocampista deve poter ricevere orientato verso il gioco e gli attaccanti devono offrire profondità. Nel primo tempo questi movimenti arrivano raramente insieme. Il Belgio recupera metri con facilità e costringe l’Italia a difendere molte azioni consecutive.
De Bruyne e gli esterni hanno trovato troppo spazio
Il Belgio sfrutta bene due risorse complementari. De Bruyne accelera il gioco con passaggi verticali e cambi di direzione; gli esterni occupano l’ampiezza e impegnano i difensori italiani nei duelli individuali. Quando l’Italia stringe per proteggere il centro, lascia spazio sulle fasce. Quando si allarga, rischia di aprire corridoi per gli inserimenti.
Godts è il volto più evidente di questa superiorità nel primo tempo, ma il suo gol nasce da una situazione collettiva: il Belgio recupera il pallone, individua subito il giocatore libero e attacca prima che la difesa italiana possa ricomporsi. È proprio la velocità della scelta, più ancora di quella della corsa, a mettere in difficoltà gli Azzurri.
Cambiaghi indica una possibile soluzione
La crescita italiana dopo l’intervallo passa soprattutto dalla sinistra. Cambiaghi punta l’avversario, guadagna campo e serve palloni che permettono agli attaccanti di concludere. Le occasioni di Kean e Pio Esposito mostrano che il Belgio può essere messo sotto pressione quando l’Italia accompagna l’azione e arriva con più uomini vicino all’area.
Quella spinta, però, resta confinata a una parte della ripresa. Per incidere sull’intera partita, l’Italia deve riuscire a produrre lo stesso tipo di iniziative senza aspettare di essere in svantaggio. Servono più appoggi per chi porta palla, maggiore presenza in area e attenzione alle coperture quando l’azione offensiva si interrompe.
Verso Turchia-Italia: le risposte attese dagli Azzurri
La prossima partita arriva subito
Il calendario offre poco tempo per assorbire la sconfitta. Lunedì 28 settembre l’Italia gioca a Bursa contro la Turchia, nella seconda giornata del girone A1. Dopo il ko casalingo, conquistare punti diventa importante per non lasciare troppo terreno alle avversarie. Una sola gara non decide il cammino in Nations League, ma rende già più stretto il margine per altri errori.
Mancini dovrà valutare come dare maggiore stabilità al centrocampo e come sostenere gli attaccanti. Il tema non è soltanto scegliere nuovi titolari. La squadra deve capire quando costruire con pazienza, quando cercare subito la profondità e come restare compatta dopo una palla persa. Contro il Belgio, proprio il passaggio dalla fase offensiva a quella difensiva ha esposto più volte Donnarumma.
Il risultato pesa, la prestazione ancora di più
Per giudicare il nuovo corso sarebbe prematuro fermarsi al 2-0 dell’Olimpico. Mancini ha appena iniziato a lavorare con un gruppo che comprende volti nuovi. Allo stesso tempo, la prima partita ha mostrato difficoltà concrete: poca fluidità nella manovra, distanze ampie tra i reparti e troppa libertà concessa ai giocatori capaci di rifinire l’azione avversaria.
La reazione a inizio ripresa è un punto da cui ripartire, perché dimostra che l’Italia può alzare ritmo e pericolosità. A Bursa servirà farlo più a lungo e con maggiore equilibrio. I fischi dell’Olimpico esprimono la delusione per una partenza lontana dalle aspettative; la risposta più utile, ora, dovrà arrivare dal campo.
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