Ferrari F1 2026, la crisi continua: Baku allunga il digiuno di podi e riaccende le voci su Vasseur
28 settembre 2026 — Il punto in breve. La Ferrari ha chiuso il Gran Premio d’Azerbaigian del 26 settembre con Charles Leclerc quarto e Lewis Hamilton sesto. L’ultimo podio della Scuderia resta il secondo posto di Leclerc in Belgio, il 19 luglio. Nel Mondiale Costruttori la squadra è seconda, a 160 punti dalla Mercedes. Le difficoltà sul passo gara e sui rettilinei alimentano le domande sul progetto 2026, mentre le dichiarazioni di Christian Horner hanno riaperto le voci sul futuro del team principal Frédéric Vasseur.
Ferrari, da Spa a Baku senza tornare sul podio
Il quarto posto di Leclerc racconta una gara in difesa
La prima fila conquistata da Charles Leclerc nelle qualifiche di Baku aveva lasciato aperta la possibilità di interrompere la serie negativa. Il distacco dalla pole di George Russell, superiore a otto decimi, suggeriva però che la posizione di partenza non rispecchiasse pienamente il passo della Ferrari. In gara il monegasco ha perso terreno rispetto ai rivali diretti e ha concluso quarto, senza riuscire a contendere stabilmente il podio.
Il risultato pesa perché non arriva dopo un episodio isolato. A Spa, il 19 luglio, Leclerc era arrivato secondo, a meno di due secondi dal vincitore Kimi Antonelli. Da allora la Ferrari ha continuato a raccogliere punti, ma non è più entrata tra le prime tre in un Gran Premio. È questa distanza tra piazzamenti solidi e risultati di vertice a rendere più difficile la lettura della stagione: la squadra rimane competitiva in classifica, mentre in pista vede allontanarsi la possibilità di lottare con continuità per la vittoria.
Hamilton sesto: pneumatici ed energia sotto esame
Lewis Hamilton ha terminato il Gran Premio d’Azerbaigian nella stessa posizione dalla quale era partito, la sesta. Nel resoconto diffuso dopo la gara, il pilota ha indicato la difficoltà nel mantenere gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento e ha spiegato che la squadra avrebbe esaminato anche i dati relativi alla gestione dell’energia. Sono aspetti che incidono sul tempo sul giro e sulla capacità di attaccare o difendersi, soprattutto su un circuito con rettilinei lunghi come quello di Baku.
Le sensazioni del britannico erano state poco incoraggianti già prima della partenza. Dopo le qualifiche aveva segnalato la scarsa velocità della Ferrari sui rettilinei e la difficoltà di recuperare posizioni contro vetture più rapide in quelle sezioni. La gara ha confermato che il margine per reagire era limitato. Ridurre l’intero fine settimana a un solo difetto tecnico, però, sarebbe prematuro: il rendimento dipende dall’insieme di power unit, aerodinamica, assetto, pneumatici e gestione della corsa.
La classifica protegge il secondo posto, ma mostra il divario
La Ferrari occupa ancora la seconda posizione nel Mondiale Costruttori con 378 punti. La Mercedes è a quota 538, la McLaren segue a 306 e la Red Bull a 263. Il distacco dalla capolista è dunque di 160 punti, mentre il vantaggio sulla terza è di 72. A Baku la Scuderia ha persino aumentato il margine sulla McLaren, come ha osservato Vasseur: il risultato in campionato non coincide sempre con la percezione lasciata dal passo delle vetture in gara.
È proprio questo il punto che preoccupa Maranello. Difendere la seconda posizione è un obiettivo concreto, ma non risponde da solo alla domanda che accompagna la Ferrari F1 2026: quanto manca per tornare a sfidare la Mercedes nelle domeniche in cui entrambe le squadre esprimono il loro potenziale? Baku non ha offerto una risposta rassicurante. Leclerc ha riconosciuto il divario dai rivali e ha chiesto sviluppi capaci di riportare la squadra più vicino al gruppo di testa.
Il motore Ferrari e gli aggiornamenti: cosa dicono i dati
Le opportunità ADUO non sono una garanzia di recupero
Nel dibattito sulla stagione compare spesso la sigla ADUO, che indica le opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento previste dal regolamento 2026 per i costruttori di power unit. Secondo la FIA, nella prima finestra di valutazione il motore a combustione interna Ferrari rientrava nella fascia con uno scarto superiore al 4% rispetto al riferimento migliore. Per questo Ferrari, Audi e Honda hanno ottenuto la possibilità di due omologazioni aggiuntive nel 2026 e due nel 2027, insieme a maggiori risorse regolamentari per sviluppo e prove al banco. Nella seconda finestra non sono state assegnate ulteriori omologazioni.
È un dato significativo, ma va letto per ciò che misura. La valutazione della FIA riguarda la prestazione del motore a combustione secondo un indice specifico; non quantifica da sola il rendimento complessivo della Ferrari in ogni Gran Premio. Le opportunità concesse consentono alla squadra di intervenire, ma non promettono un guadagno immediato né assicurano che un aggiornamento basti a colmare il divario. Sviluppare un componente, integrarlo nella vettura e ricavarne prestazione affidabile in pista sono passaggi distinti.
Baku ha evidenziato più di una difficoltà
Le caratteristiche del tracciato azero hanno esposto uno dei limiti più visibili della Ferrari. Vasseur ha spiegato che la squadra si aspettava un fine settimana complicato per il deficit sui lunghi rettilinei e che, in gara, mancavano alcuni decimi al giro rispetto agli avversari. Leclerc, pur partendo secondo, non è riuscito a trasformare quella posizione in una lotta duratura per il podio.
Questo non autorizza a definire già fallito l’intero progetto della power unit. I dati pubblici permettono di individuare un ritardo e le dichiarazioni dei protagonisti descrivono difficoltà concrete; non permettono invece di attribuire a un solo componente ogni risultato del fine settimana. Anche la capacità di portare gli pneumatici alla temperatura utile, il comportamento della vettura nelle curve e l’efficacia della gestione energetica possono cambiare l’ordine delle forze. Per la Ferrari la sfida è capire quanto ciascun elemento abbia inciso e scegliere interventi che funzionino su circuiti diversi.
Lo sviluppo deve produrre risultati visibili in gara
Dopo Baku, Leclerc ha chiesto alla squadra di reagire con aggiornamenti. La richiesta fotografa l’urgenza del momento: gli avversari continuano a sviluppare le proprie vetture e un miglioramento interno può non bastare se, nello stesso periodo, gli altri avanzano più rapidamente. Secondo Formula 1, Ferrari e Mercedes non hanno introdotto novità sulla vettura a Baku, mentre McLaren e Red Bull hanno apportato modifiche.
La verifica decisiva arriverà dai prossimi Gran Premi. Un progresso credibile dovrà comparire sia sul giro secco sia sul passo gara, senza dipendere da circostanze favorevoli o dagli errori altrui. Dopo un’estate senza podi, alla Scuderia serve soprattutto ridurre la distanza nelle gare in cui i rivali sono al completo e in condizioni normali. Solo allora sarà possibile giudicare con maggiore precisione la direzione presa dagli sviluppi.
Horner, Vasseur e la pressione intorno a Maranello
Le parole di Horner riaccendono le indiscrezioni
Sul quadro sportivo si sono inserite le dichiarazioni di Christian Horner. L’ex responsabile della Red Bull ha indicato la Ferrari come l’unica squadra che prenderebbe in considerazione anche senza una quota di proprietà, descrivendola come un’opportunità particolarmente attraente. Sono parole sufficienti ad alimentare le discussioni sul suo possibile ritorno in Formula 1, ma non costituiscono un annuncio di trattative né una decisione della Ferrari.
La distinzione conta. Quando una squadra attraversa una fase difficile, ogni dichiarazione di una figura disponibile sul mercato assume un peso maggiore. Il nome di Horner richiama vent’anni alla guida della Red Bull e numerosi titoli, ma la questione immediata per Maranello rimane il rendimento della vettura attuale. Un cambio al vertice, anche se diventasse un’opzione concreta, non eliminerebbe automaticamente il ritardo tecnico emerso a Baku.
Vasseur ha un contratto pluriennale e chiede concentrazione
Frédéric Vasseur ha firmato un rinnovo pluriennale con la Ferrari nel luglio 2025. Dopo il Gran Premio d’Azerbaigian ha espresso frustrazione per le continue domande sul proprio futuro, spiegando quanto sia difficile per il gruppo lavorare con serenità quando l’attenzione si sposta ripetutamente sulle indiscrezioni. Il suo messaggio è stato quello di mantenere la squadra concentrata sul miglioramento della vettura e sui risultati delle gare successive.
Il rinnovo non rende il suo lavoro immune dalle valutazioni della dirigenza, così come le voci non dimostrano che una sostituzione sia stata decisa. Il bilancio di Vasseur comprende una Ferrari che nel 2026 ha vinto due Gran Premi, con Hamilton a Barcellona e Leclerc a Silverstone, ed è seconda fra i costruttori. Comprende anche la perdita di terreno nella parte più recente della stagione. Entrambi gli elementi servono per giudicare la situazione senza trasformare ogni gara difficile in un verdetto definitivo.
La risposta più convincente deve arrivare dalla pista
Ferrari non conquista il titolo Piloti dal 2007 e quello Costruttori dal 2008. Per una squadra con questa storia, due vittorie stagionali e un secondo posto provvisorio possono rappresentare progressi reali, ma non cancellano l’attesa di un campionato mondiale. La pressione su piloti, tecnici e direzione sportiva nasce anche da qui: ogni stagione viene misurata rispetto all’obiettivo di riportare il Cavallino al vertice.
Baku ha reso più forte questa pressione, senza chiudere il discorso sul futuro della squadra. La Ferrari ha punti sufficienti per difendere la seconda posizione e strumenti regolamentari per lavorare sulla power unit. Deve però ritrovare prestazione su più tipi di circuito, dare a Leclerc e Hamilton una vettura con cui attaccare con continuità e trasformare gli aggiornamenti in risultati. Finché il podio resterà lontano, le domande su Vasseur e il richiamo del nome di Horner continueranno ad accompagnare ogni fine settimana. La risposta più solida potrà arrivare soltanto dai tempi sul giro e dall’ordine d’arrivo.
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