Riccardo Cassano in Nazionale: il regista del Como che convince prima dell’esordio in Serie A
6 novembre 2026. Riccardo Cassano, centrocampista del Como classe 2009, è stato convocato da Roberto Mancini per la prima parte del raduno della Nazionale italiana a Coverciano.
- Prima chiamata a 17 anni: arriva prima dell’esordio in Serie A.
- Percorso giovanile: è cresciuto tra Como e Inter, tornando nel club lariano nel 2020.
- Caratteristiche tecniche: regista con visione di gioco, personalità e un tiro potente, ha conquistato l’attenzione di Cesc Fabregas.
- Programma azzurro: dopo i primi giorni con la Nazionale maggiore, raggiungerà l’Italia Under 18.
Riccardo Cassano in Nazionale, cosa vuol dire questa chiamata
Coverciano prima della Serie A
Capita di rado. Arrivare a Coverciano senza aver mai giocato in campionato è un salto strano, ma per Cassano la distanza tra il calcio giovanile e la Nazionale maggiore si è accorciata in fretta. Si è fatto conoscere con il lavoro quotidiano in prima squadra, e a diciassette anni è dentro il gruppo azzurro.
Mancini vuole vederlo in un ambiente diverso, capire come risponde tecnicamente e quanto ci mette ad adattarsi. Per il ragazzo, allenarsi accanto a gente abituata al livello internazionale significa toccare con mano intensità, precisione e velocità delle decisioni. Roba che in Primavera non trovi.
Pochi giorni, poi di nuovo Under 18
Una precisazione serve. Secondo la lista dei convocati pubblicata dalla FIGC, Cassano starà con il gruppo solo nella fase iniziale del raduno, poi passerà all’Under 18. Quindi il debutto nelle due partite di novembre non è in programma.
Va presa per quello che è: un’occasione per osservarlo e farlo crescere, dentro il suo percorso giovanile. Lui si misura con richieste nuove, lo staff azzurro raccoglie informazioni su un centrocampista che ha ancora parecchia strada da fare.
Chi è Riccardo Cassano, da Olgiate Comasco al ritorno al Como
Il calcio, in famiglia, c’era già
Si parte da Olgiate Comasco. Il padre Stefano lavora nell’attività di base del Como, quindi il pallone in casa non è mai mancato. A far parlare di lui, però, ci ha pensato il campo.
I primi calci li tira allo Shape Village di Appiano Gentile, scuola calcio legata all’Inter. Da lì in poi sono anni di allenamenti, cambi di categoria e responsabilità nuove, lontano dalle attenzioni riservate alla prima squadra.
All’Inter e poi di nuovo sul Lago
C’è una prima esperienza nel Como. Poi il fallimento del club lariano lo porta nel vivaio dell’Inter, e nel 2020 il ritorno sul Lago. Da allora il Como è casa sua.
Risale il settore giovanile fino alla Primavera e alle prime occasioni con i professionisti. Nelle giovanili si tratta di consolidare quello che sai fare. Con i grandi devi farlo vedere con meno tempo e meno spazio, che è tutta un’altra cosa.
Come gioca Cassano, tra regia e lavoro sporco
Prima di ricevere ha già guardato
Cassano fa il regista e il pallone gli piace gestirlo. Cerca di leggere dove sono i compagni prima che la palla gli arrivi, e di dare sempre una soluzione alla manovra. Un buon centrocampista centrale si riconosce anche da questo, da quanto ti rende facile il passaggio dopo.
Tecnica e voglia di prendersi responsabilità vanno insieme. Davanti alla difesa ricevi spesso in una zona delicata, dove una scelta sbagliata espone tutta la squadra. Per questo la sua calma è una risorsa vera, soprattutto quando la pressione sale.
Partito attaccante, finito in cabina di regia
Non è sempre stato lì. Prima ha giocato più avanti, da attaccante e poi da mezzala, finché Cristian Boscolo, suo tecnico nelle giovanili del Como, non ha deciso di metterlo in regia.
A me questo passaggio piace parecchio, perché spiega molto del giocatore. Aver giocato vicino alla porta aiuta a capire i movimenti offensivi, e da mezzala si impara a collegare zone diverse del campo. Adesso tutto questo deve servirgli per scegliere quando accelerare l’azione e quando accompagnarla con un passaggio più prudente.
Contrasti, inserimenti e un bel tiro
Senza palla non si nasconde. Va al contrasto e si inserisce, il che in un ruolo che vive di equilibrio aggiunge movimento. Per un regista giovane crescere vuol dire proprio questo: imparare a prendersi iniziative senza lasciare scoperta la squadra.
Tra le sue qualità vengono segnalati anche la potenza del tiro e i calci piazzati, punizioni e angoli compresi. Bisognerà vedere con che continuità riuscirà a usarli salendo di categoria, dove le chiusure arrivano più veloci e la pressione è un’altra.
Perché Fabregas gli ha dato spazio
Gli allenamenti, il primo esame
Con la prima squadra si comincia così, allenandosi accanto ai professionisti. All’inizio Cassano viene chiamato anche per completare le sedute, poi le risposte che dà gli valgono altre occasioni.
Fabregas da calciatore ha costruito la carriera sulla comprensione del gioco, e un centrocampista giovane lo guarda nei dettagli. Tempi del passaggio, orientamento del corpo, movimento dopo aver scaricato la palla. La fiducia arriva se quei gesti li ripeti, dentro il lavoro di squadra.
Il Parma in panchina, il Paris FC in amichevole
La prima convocazione in Serie A arriva contro il Parma. Poi la preparazione estiva con il gruppo e una presenza in amichevole contro il Paris FC. Stare in distinta e giocare una partita ufficiale, però, sono due cose diverse, e il secondo passo ancora manca.
Le amichevoli comunque servono. Lo mettono davanti a situazioni che nel settore giovanile non vedi e gli fanno capire a che velocità vanno prese le decisioni. Per Cassano è esperienza in più, in attesa dell’esordio in campionato.
Guardare Perrone
Nel suo apprendistato c’è anche Maximo Perrone. Cassano ne apprezza la tranquillità nella gestione del gioco, che per chi vuole imporsi in mezzo al campo è oro.
Osservare un compagno più esperto aiuta a capire come offrire una linea di passaggio, ricevere con l’avversario addosso e tenere il controllo dell’azione. Il ruolo è simile, la strada però dovrà essere la sua, con i suoi tempi e le sue caratteristiche.
Il futuro tra Primavera, scuola e Serie A
Dopo i titoli, la continuità
Con la chiamata azzurra la curiosità intorno a lui crescerà, inevitabilmente. Il difficile è usarla come carburante per il lavoro di tutti i giorni. Primavera e Youth League sono i posti dove fare esperienza e prendersi responsabilità con più continuità.
Un regista lo giudichi su tante situazioni: una partita storta da gestire, la reazione dopo un errore, la lucidità quando gli avversari alzano il pressing. Lì il talento diventa affidabilità, e senza affidabilità tra i professionisti lo spazio non te lo danno.
Senza saltare le tappe
Intanto va avanti con la scuola, al liceo scientifico sportivo. Tenere insieme studio, allenamenti e recupero fa parte del mestiere quando ti avvicini al professionismo. E anche la cura messa nella preparazione estiva dice che alle occasioni vuole arrivarci pronto.
La fiducia di Fabregas e lo sguardo di Mancini sono due belle spinte, la carriera però è appena cominciata. Riccardo Cassano in Nazionale ci è arrivato prima che in Serie A. Adesso gli tocca fare il percorso al contrario.
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