Italia-Belgio, il Mancini-bis comincia con una richiesta: riconquistare gli azzurri
25 settembre 2026 — Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina dell’Italia inizia questa sera contro il Belgio, alle 20:45 allo Stadio Olimpico di Roma. È la prima gara del gruppo A1 della UEFA Nations League 2026/27, che comprende anche Francia e Turchia. Dopo la mancata qualificazione al terzo Mondiale consecutivo, gli azzurri cercano risultati e un’identità riconoscibile. Il nuovo commissario tecnico avrà quattro partite in undici giorni per conoscere la squadra e mostrare i primi segnali di una ripartenza.
Una nuova partenza che pesa più di una partita
Il rapporto con i tifosi si ricostruisce in campo
Italia-Belgio è l’esordio in un torneo, ma porta con sé una domanda più grande del risultato di stasera: quale Nazionale vedremo nei prossimi anni? La delusione per tre Mondiali consecutivi senza gli azzurri ha lasciato il segno. Il successo europeo del 2021 rimane un ricordo fortissimo; oggi, però, il pubblico aspetta di capire se la squadra sappia costruire qualcosa di nuovo.
Mancini conosce entrambe le facce di questa storia. È l’allenatore che ha guidato l’Italia al titolo europeo, dando al gruppo un gioco riconoscibile e un entusiasmo contagioso. Il suo ritorno suscita per questo aspettative alte. La risposta più convincente arriverà dalle scelte, dal comportamento dei giocatori e dalla capacità di reagire quando la partita si farà difficile.
L’eredità del primo Mancini
La Nazionale che vinse l’Europeo non nacque da una singola intuizione. Aveva abitudini precise: cercava di tenere il pallone, coinvolgeva i centrocampisti nella costruzione e provava ad attaccare con continuità. Soprattutto, trasmetteva l’impressione di sapere cosa fare insieme. Anche nei momenti complicati, i giocatori riconoscevano un’idea comune.
Riprodurre quella squadra sarebbe irrealistico. Sono cambiati gli interpreti, gli avversari e il tempo a disposizione del commissario tecnico. Il riferimento utile è il metodo: dare responsabilità ai calciatori, chiarire i compiti e trovare un equilibrio che permetta all’Italia di giocare con coraggio. Se il Mancini-bis avrà successo, dovrà avere una fisionomia propria.
Cosa può dire la sfida con il Belgio
Novanta minuti non bastano a giudicare un progetto. Possono, però, indicarne la direzione. Contro il Belgio sarà interessante osservare quanto l’Italia riesca a restare compatta quando perde palla, se il centrocampo trova linee di passaggio e con quale continuità gli attaccanti vengono coinvolti.
Conta anche la risposta emotiva. Una squadra in ricostruzione può sbagliare una giocata o attraversare una fase di pressione; ciò che i tifosi vogliono vedere è la capacità di restare dentro la partita. Il primo segnale del nuovo corso potrebbe essere proprio questo: riconoscere gli azzurri nel loro modo di affrontare le difficoltà.
Nations League: un calendario senza pause
Quattro gare in undici giorni
Il debutto di Roma apre una sequenza impegnativa. Dopo il Belgio, l’Italia giocherà in Turchia il 28 settembre, affronterà la Francia a Saint-Denis il 2 ottobre e ritroverà la Turchia a Bologna il 5 ottobre. Le ultime due partite del girone sono previste a novembre, contro Francia e Belgio. Il calendario pubblicato dalla FIGC rende evidente quanto poco tempo ci sia tra un impegno e l’altro.
Questa concentrazione di partite può aiutare il commissario tecnico a conoscere rapidamente il gruppo, ma gli impone anche decisioni immediate. Allenamenti, recupero fisico e rotazioni peseranno quasi quanto le idee tattiche. Mancini dovrà capire quali combinazioni funzionano mentre la competizione è già iniziata.
Francia, Turchia e Belgio: tre prove diverse
Il gruppo A1 mette l’Italia davanti ad avversari che richiedono risposte differenti. La Francia dispone di una rosa ricca di qualità e comincia a sua volta un nuovo percorso con Zinédine Zidane. La Turchia promette due confronti ravvicinati, prima in trasferta e poi in casa. Il Belgio di Mark van Bommel arriva a Roma con giocatori esperti e un nuovo allenatore desideroso di dare subito un’impronta alla squadra.
Per gli azzurri, la difficoltà sarà adattarsi senza perdere coerenza. Il possesso può essere utile in una partita; in un’altra serviranno più attenzione alle transizioni e maggiore precisione nelle ripartenze. Una Nazionale credibile deve saper cambiare risposta mantenendo chiari i propri principi.
Cosa vale la classifica
Le prime due squadre di ciascun girone della Lega A accederanno ai quarti di finale. L’obiettivo sportivo più ambizioso dell’Italia è dunque restare in corsa per quei posti fino alla fine. Anche la posizione complessiva nella Nations League conta in vista del sorteggio delle qualificazioni a Euro 2028, per il quale le nazionali saranno distribuite secondo la classifica intermedia del torneo.
Guardare soltanto alla classifica dopo Italia-Belgio sarebbe prematuro. Questa prima finestra dirà comunque molto: quattro incontri ravvicinati permetteranno di valutare sia la competitività della squadra sia la velocità con cui Mancini riuscirà a darle una struttura.
I giocatori da cui può nascere la nuova Italia
Tonali e Barella, il centro del progetto
Sandro Tonali e Nicolò Barella offrono qualità complementari. Il primo può dare ritmo alla costruzione e aiutare la squadra a scegliere quando accelerare; il secondo porta intensità, movimento e inserimenti. Intorno a loro, Mancini ha convocato profili differenti, tra cui Samuele Ricci e il giovane Alessandro Romano.
La questione va oltre i nomi. Il centrocampo dovrà sostenere gli attaccanti senza lasciare troppo spazio alle spalle. Se l’Italia riuscirà a muovere il pallone con tempi giusti e a recuperarlo rapidamente, molte delle sue qualità offensive potranno emergere. Se invece le distanze tra i reparti si allungheranno, anche i singoli più talentuosi faranno fatica.
Un attacco con più soluzioni
Fra i convocati ci sono Moise Kean, Gianluca Scamacca, Francesco Pio Esposito, Nicolò Zaniolo e Daniel Maldini, oltre a giovani come Samuele Inacio e Mohamed Alì Zoma. Sono calciatori con caratteristiche diverse: alcuni possono dare profondità, altri aiutare la squadra a giocare tra le linee o a costruire occasioni partendo da posizioni più larghe.
Questa varietà è una risorsa se diventa parte di un piano. Mancini dovrà decidere come portare il pallone vicino all’area e quali movimenti chiedere a chi gioca senza palla. Il dato da seguire contro il Belgio sarà la frequenza delle occasioni create attraverso azioni costruite, oltre agli episodi individuali.
Donnarumma e la tenuta difensiva
Gianluigi Donnarumma resta un punto di riferimento per esperienza e personalità. Davanti a lui, giocatori come Alessandro Bastoni, Riccardo Calafiori e Giorgio Scalvini danno a Mancini diverse possibilità nella gestione della palla e nella copertura degli spazi. La qualità dei difensori, tuttavia, dipenderà anche da quanto tutta la squadra saprà proteggerli.
Contro un avversario capace di attaccare con più uomini, sarà essenziale controllare le distanze dopo ogni possesso perso. Difendere bene non significa necessariamente arretrare: significa sapere quando pressare, quando accompagnare l’azione e quando fermarsi per non concedere campo. È una prova importante per un gruppo che ha avuto pochi giorni per lavorare insieme.
Il segnale che i tifosi aspettano
Mancini ha poco tempo, ma una direzione può già vedersi
Alla vigilia, Mancini ha indicato nel bel gioco e nei risultati la strada per riavvicinare la Nazionale al pubblico. Ha anche ricordato la difficoltà di affrontare quattro gare in undici giorni. Le sue parole fissano un’ambizione comprensibile, che la squadra dovrà tradurre in scelte concrete sul campo.
Nessuno può chiedere a un gruppo appena riunito di essere già completo. Si può chiedere, però, un atteggiamento riconoscibile: cercare soluzioni quando la partita si blocca, aiutarsi dopo un errore, continuare a proporre gioco. Sono comportamenti che possono comparire fin dal primo incontro.
Roma come punto di partenza
Lo Stadio Olimpico lega il ritorno di Mancini a un ricordo felice: da Roma prese avvio anche il cammino europeo culminato nel titolo del 2021. La cornice, da sola, non vincerà Italia-Belgio. Può però dare alla serata un significato particolare per allenatore, giocatori e tifosi.
La nuova Italia non ha bisogno di somigliare subito a quella campione d’Europa. Ha bisogno di far vedere che esiste un percorso. Contro il Belgio comincia la verifica: il risultato conterà, ma conterà anche ciò che resterà visibile nella partita successiva. È così, gara dopo gara, che Mancini potrà restituire fiducia a chi aspetta di sentirsi di nuovo vicino alla Nazionale.
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