Feyenoord-Inter, le insidie del De Kuip e di un attacco da 33 gol
3 novembre 2026 — Recap
Feyenoord Rotterdam e Football Club Internazionale Milano si affrontano oggi alle 21:00 al De Kuip di Rotterdam, nella quarta giornata della fase campionato della UEFA Champions League 2026/27. Entrambe hanno tre punti. La squadra di Cristian Chivu ritrova lo stadio in cui ha vinto nel marzo 2025, mentre il Feyenoord di Giovanni van Bronckhorst arriva da capolista imbattuta dell’Eredivisie.
- Attacco da 33 gol — Il Feyenoord ha raccolto 25 punti in 11 partite di campionato.
- Il precedente con il Como — Gli olandesi hanno vinto 3-2 al De Kuip in questa Champions League.
- Il precedente dell’Inter — Nel marzo 2025 i nerazzurri hanno vinto 2-0 a Rotterdam con gol di Marcus Thuram e Lautaro Martínez.
Feyenoord-Inter, perché la capolista olandese dà fastidio
Tre gol a partita, di media esatta
Sette vittorie, quattro pareggi, zero sconfitte. Il Feyenoord ha segnato 33 reti e ne ha prese 12, con una media di tre gol esatti a partita. Qualche segnale di frenata c’è: due pareggi di fila, prima sul campo del PSV Eindhoven e poi in casa con il Fortuna Sittard, che ha trovato l’1-1 a cinque minuti dalla fine.
Per l’Inter il problema è cosa succede quando perde palla. Basta un pallone regalato in mezzo al campo e gli olandesi attaccano con i nerazzurri ancora mezzi scomposti. Sulle fasce poi il pericolo arriva spesso da chi entra in area dopo il primo passaggio, quindi la difesa di Chivu dovrà guardare il portatore e anche chi gli corre accanto.
In Europa è tutta un’altra squadra
Ecco la crepa. Il Feyenoord che domina in Olanda in Champions ha preso 5-1 dal Barcellona e ha perso 1-0 con il Betis, entrambe le volte in trasferta. In mezzo, il 3-2 al Como a Rotterdam. L’Inter ha fatto un percorso simile: ko con Real Madrid e Club Brugge, poi l’1-0 allo Shakhtar Donetsk. Per questo sono appaiate.
La gara con il Como è il riferimento più utile per stasera. Gli olandesi ne hanno fatti tre, certo, ma la squadra di Cesc Fàbregas ne ha segnati due nello stesso stadio. Lo spazio per far male c’è anche quando il Feyenoord alza il ritmo. Va preso in fretta, appena recuperato il pallone.
Lo Shakhtar ha rimesso in corsa i nerazzurri
Dopo due sconfitte è servito il gol di Carlos Augusto per sbloccare il girone dell’Inter. Rotterdam è l’occasione per dargli un seguito prima della gara interna con lo Stoccarda, in programma il 25 novembre. Siamo a metà delle otto giornate previste e la classifica è ancora tutta da scrivere.
A San Siro è bastato un gol. Qui, secondo me, servirà anche altro: tenere il pallone quando il Feyenoord spinge e ripartire appena la sua pressione lascia campo alle spalle. Meno tempo passano gli olandesi nella metà campo nerazzurra, meglio è.
Da Hadj Moussa a Zechiel: da dove arriva il pericolo
Hadj Moussa, quello che rientra sul sinistro
Anis Hadj Moussa parte da destra, punta il difensore e poi si accentra sul mancino. Con il Como un suo tentativo dopo il rientro verso il centro ha innescato il terzo gol, arrivato con la deviazione decisiva di Álex Sánchez. Lasciargli il tempo di orientare il pallone verso la porta è pericoloso anche da fuori area.
Come si ferma? Il primo difensore lo accompagna verso l’esterno, il compagno più vicino tiene chiuso il corridoio interno. Se escono tutti e due sul portatore, il Feyenoord serve un centrocampista nello spazio che si è appena aperto. Con il secondo uomo troppo lontano, invece, Hadj Moussa si prepara il tiro con calma. Tutto si gioca su un paio di metri fra i due nerazzurri.
Zechiel arriva quando nessuno lo guarda
Gjivai Zechiel è un problema di altro tipo. Il centrocampista sa ricevere nello stretto e arrivare a rimorchio mentre la difesa è impegnata con gli attaccanti. Il pareggio contro il Como l’ha segnato così: si è girato al limite dell’area, ha trovato lo spazio e ha concluso. Da spalle alla porta al tiro in pochi tocchi.
Occhio alle azioni sulla destra. Quando il Feyenoord costruisce con Hadj Moussa, il centrocampista interista più vicino dovrà scegliere fra scivolare in aiuto e restare centrale, e Zechiel approfitta proprio dell’attimo in cui tutti guardano il pallone. Va seguito fino in fondo, anche quando sembra che l’azione finisca con un cross.
Read e Ferri, da seguire senza palla
Givairo Read sulla destra e Nacho Ferri al centro danno al Feyenoord due strade: allargare l’azione o cercare subito l’area, prima che l’Inter si sistemi. Quando il terzino sale all’esterno, il difensore nerazzurro deve decidere se andargli dietro o restare vicino all’ala che taglia dentro. Ferri intanto tiene occupato un centrale e libera spazio per chi arriva da dietro.
Funziona anche al contrario. Un passaggio al centravanti richiama un difensore e Read si ritrova la fascia libera. Chi difende largo e chi protegge l’area dovranno parlarsi parecchio, perché il guaio vero nasce quando un giocatore solo deve coprire due linee di passaggio.
Il De Kuip e i precedenti dell’Inter a Rotterdam
Otto vittorie in casa contro le italiane
I numeri non aiutano. In 14 partite europee casalinghe contro squadre italiane il Feyenoord ha fatto otto vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. Se si guardano soltanto la fase a gironi e la fase campionato di Champions, va ancora meglio: sei gare contro club di Serie A a Rotterdam, quattro vittorie e due pareggi. L’ultima è il 3-2 al Como. Chi vuole il quadro completo lo trova nella guida della UEFA alla partita.
Al De Kuip una riconquista alta o un tiro da vicino possono dare il via a più azioni di fila. Per spezzare quella sequenza all’Inter basta anche un’uscita pulita, senza per forza verticalizzare. Qualche passaggio in più, con gli olandesi costretti a rincorrere, e il ritmo della partita può cambiare.
Thuram e Lautaro, qui, hanno già segnato
L’Inter sa come si vince in questo stadio. Marzo 2025, andata degli ottavi di Champions: 2-0 con i gol di Marcus Thuram e Lautaro Martínez, poi il 2-1 a San Siro per chiudere il discorso. Il doppio confronto precedente era andato al Feyenoord, nella semifinale di Coppa UEFA del 2001/02: 1-0 a Milano e 2-2 in casa.
Quella del 2025 però era una sfida da gestire su 180 minuti. Stavolta il risultato finisce subito in classifica e può staccare due squadre che partono alla pari. E se resta in equilibrio a lungo, peseranno i cambi, perché lì si capirà chi vuole spingere e chi preferisce proteggersi nel finale.
Per Chivu conta il secondo dopo il recupero
Riconquistato il pallone, l’Inter avrà spesso pochi secondi per scegliere. Con il terzino e una mezzala olandesi già in avanti, una verticalizzazione può trovare un attaccante prima che il Feyenoord rientri. A linea di passaggio chiusa, una sponda e un cambio di lato allontanano la pressione e aprono un’altra uscita.
Vale anche quando attacca l’Inter. Portare tanti uomini in avanti può mettere in crisi una squadra che in tre gare europee ha già preso otto gol, a patto di avere qualcuno pronto sulle seconde palle. Altrimenti il primo recupero del Feyenoord finisce sui piedi di Hadj Moussa o Zechiel, e l’azione costruita per segnare diventa una corsa all’indietro. Feyenoord-Inter, per me, si decide lì: il possesso lo guardiamo dopo.
LAVORA CON NOI


