Diritti TV Serie A e Liga, perché il divario può ridursi
4 novembre 2026
- Serie A in chiaro nel Regno Unito. Sabato 31 ottobre 2026, BBC Two ha trasmesso il derby tra AC Milan e FC Internazionale Milano.
- Liga fuori dal palinsesto della TV di Stato cinese. Nello stesso fine settimana, China Central Television ha sospeso le dirette del campionato spagnolo dopo la polemica sulle parole di Kylian Mbappé su Mao Zedong.
- Il divario nei diritti TV internazionali. La Liga conserva un ampio vantaggio economico. La Serie A può ridurlo con accordi locali, partite di richiamo in chiaro e produzione televisiva gestita direttamente.
Diritti TV Serie A e Liga, due mercati alla prova del palinsesto
Milan-Inter su BBC Two, e chi non l’avrebbe mai cercata
Il derby è andato in onda alle 19.45 britanniche, con James Richardson alla conduzione. Prima serata sulla tv pubblica, quindi la partita è arrivata anche a chi segue soprattutto il calcio inglese e una gara italiana sulle piattaforme a pagamento non la cerca quasi mai. La scelta del derby ha senso: una rivalità che si capisce al volo e due club noti pure a chi ha perso il filo del campionato.
Una serata così può far comodo anche a chi compra i pacchetti a pagamento. Il chiaro allarga il pubblico, le piattaforme specializzate tengono chi vuole seguire una squadra tutto l’anno. Per capire se ha funzionato davvero bisognerà guardare quanti spettatori tornano su una partita italiana nelle settimane dopo, e quanta domanda è nata per il resto del campionato.
Il caso Mbappé e lo stop in Cina
La polemica è nata da un racconto di Mbappé su un fotomontaggio legato a Mao Zedong. Dopo le dichiarazioni dell’attaccante del Real Madrid, China Central Television ha sospeso le trasmissioni della Liga per l’intera giornata, compresa la trasferta del Real contro il Racing Santander. Secondo l’agenzia EFE, diverse partite sono rimaste visibili sulla piattaforma Migu, che però ha escluso proprio quella del Real.
Per ora la Liga ha perso visibilità sulla tv di Stato. Sui ricavi è presto per dirlo, perché dipende da quanto dura lo stop, da cosa prevedono i contratti e da cosa decidono i partner cinesi. Occhio anche ai facili entusiasmi: per la Serie A si apre al massimo uno spazio da esplorare, e senza accordi di distribuzione e orari adatti al pubblico locale resta lì.
Da Gascoigne a Richardson, una storia già vista
In Gran Bretagna la Serie A ha un passato televisivo vero. Negli anni Novanta l’arrivo di Paul Gascoigne alla Lazio fece conoscere il campionato a un pubblico più ampio, e Football Italia su Channel 4 trasformò quella curiosità in un appuntamento fisso. Richardson raccontava il calcio italiano tra partite, giornali e storie dei club, settimana dopo settimana.
Rivederlo per Milan-Inter ha riacceso quel legame, e a me una certa nostalgia l’ha fatta venire. Oggi il weekend sportivo offre molto di più e il pubblico è sparpagliato. La lezione di Channel 4 però vale ancora: un programma riconoscibile, in un orario prevedibile, trasforma l’interesse per una partita in un’abitudine.
Quanto valgono all’estero i due campionati
I circa 250 milioni del calcio italiano
Reuters ha parlato di circa 250 milioni di euro l’anno di fatturato per la divisione media internazionale della Serie A. Prendetelo come ordine di grandezza del nostro mercato estero. Attenzione però a usarlo come somma netta da dividere tra i club, o a metterlo accanto ai contratti di altre competizioni senza controllare cosa comprende.
Nell’assemblea del 16 ottobre 2026 i club hanno esaminato le opportunità all’estero e hanno confermato che la strategia globale è ancora in fase di definizione. Il prossimo riscontro in euro arriverà dai rinnovi e dalle nuove assegnazioni, mercato per mercato.
Gli 835 milioni lordi della Liga
La Liga indica 835 milioni di euro lordi l’anno per i diritti audiovisivi internazionali dal 2022/23 al 2026/27. Il dato viene dal suo rapporto non finanziario e spiega buona parte del vantaggio spagnolo.
Messo accanto ai 250 milioni italiani, a occhio è più del triplo. Uno scarto preciso però non si può calcolare: servirebbero le stesse stagioni, le stesse categorie di ricavo e lo stesso trattamento dei costi. Che la Spagna sia parecchio avanti si vede comunque. Se la distanza si stia riducendo, lo diranno le prossime assegnazioni.
La rete commerciale spagnola
La Liga si è costruita la presenza internazionale con uffici all’estero, una rete di delegati e collaborazioni nei singoli territori. Anche i bandi vanno in questa direzione, con procedure dedicate a singoli mercati o gruppi di Paesi. Così può adattare l’offerta a ogni area, dal tipo di pubblico al peso delle emittenti locali.
Al momento dei rinnovi questa rete si fa sentire. Un’emittente guarda alle grandi sfide, ma anche a cosa riempie il palinsesto il resto dell’anno. E qui per me sta il vero problema italiano. Derby e scontri diretti attirano l’attenzione, solo che per spuntare condizioni migliori la Serie A deve dimostrare che il pubblico resta anche quando il calendario offre partite meno note all’estero.
Come la Serie A può accorciare le distanze
Vendere da soli permette accordi su misura
La Lega Serie A ha spiegato di essere passata da un modello con un’agenzia, che rivendeva i diritti nei singoli mercati, alla commercializzazione diretta. Parlando direttamente con le emittenti si può discutere da vicino quali partite rendere disponibili, come abbinarle agli highlights e quanto spazio dare alle dirette in chiaro.
Il Regno Unito è un esempio di questa flessibilità. Milan-Inter può arrivare a un pubblico ampio sulla tv generalista, mentre l’offerta a pagamento punta sulla continuità del torneo. Altrove la priorità potrebbe essere un commento nella lingua locale, oppure le sintesi disponibili nelle ore dopo la partita.
Lissone, la carta che si vede poco
L’International Broadcast Center di Lissone, inaugurato nel 2021, coordina i segnali delle partite, la grafica multilingue e i contenuti per i diversi mercati. Una diretta può arrivare con commenti, sintesi e materiali editoriali già adattati all’estero, e l’emittente straniera ha meno lavoro per confezionare il proprio programma.
Può servire soprattutto alle gare meno conosciute. Una sintesi ben distribuita o un approfondimento su un club emergente danno un motivo per seguirlo anche fuori dalla partita contro una grande. Con più domanda su più squadre, il broadcaster usa una fetta maggiore del pacchetto durante tutta la stagione.
Saranno i rinnovi a dare la risposta
Il derby su BBC Two dice che la Serie A può tornare visibile in un mercato dove ha già una storia. La Cina dice quanto in fretta una lega può perdere una vetrina, se un partner importante cambia palinsesto. La distanza economica però si misurerà altrove: valore annuo dei rinnovi su basi omogenee, numero di operatori disposti a fare offerte, continuità degli ascolti durante la stagione.
Per recuperare terreno servono partite di richiamo, distribuzione locale e controllo della produzione, tutte insieme. E bisogna portare parte del pubblico occasionale a seguire il torneo con regolarità. Il resto è conversazione: nella partita dei diritti TV Serie A e Liga, alla fine, parlano gli assegni.
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