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Totti torna alla Roma? Quando si parla di Francesco Totti, non si può non parlare di Roma. È una di quelle storie che vanno oltre il calcio, oltre i risultati e persino oltre le epoche: Totti e la Roma sono un simbolo, un’idea, un legame che per i tifosi sembra impossibile spezzare davvero. Eppure, dopo il suo addio al calcio giocato nel 2017 e la successiva separazione dal club nel 2019, quel legame si è trasformato in una distanza pesante, quasi innaturale.

Negli anni, le speranze di rivedere il Pupone a Trigoria non sono mai sparite. Anzi, sono rimaste vive, alimentate da ogni indizio, da ogni frase, da ogni rumor. Perché, nel cuore del popolo giallorosso, l’idea che una figura come Totti resti fuori dalla Roma per sempre è qualcosa che stona. E oggi, secondo le notizie più recenti, quella distanza potrebbe finalmente ridursi.

Si parla infatti con sempre maggiore insistenza di un possibile rientro dell’ex capitano in società, in una veste dirigenziale. Ma la domanda vera è una sola: che cosa potrebbe fare davvero Totti, se tornasse alla Roma? E soprattutto: quale ruolo avrebbe senso, per lui e per il club?


Totti torna alla Roma: parola di Claudio Ranieri

Negli ultimi anni, l’ipotesi di un ritorno di Totti è stata trattata spesso come una suggestione romantica, una fantasia da bar sport. Un’idea bella, ma difficile da concretizzare. Oggi però lo scenario sembra diverso, perché a dare peso alle voci non è stato un tifoso qualunque, ma una figura che dentro la Roma ha un ruolo preciso: Claudio Ranieri.

Il Senior Advisor della società giallorossa ha infatti dichiarato a SkySport che i Friedkin starebbero pensando concretamente a un ritorno di Francesco Totti. Una frase semplice, senza troppi dettagli, ma dal valore enorme. Perché Ranieri non è uno che parla a caso, e soprattutto non è uno che si presta facilmente a dichiarazioni “da titolo”.

Ed è qui che il discorso diventa interessante. Se davvero i Friedkin stanno ragionando su questa possibilità, allora significa che non si tratta di una semplice operazione nostalgia. Al contrario, potrebbe essere una scelta strategica, con un ruolo pensato per dare a Totti una posizione chiara, forte, e soprattutto credibile.

Resta però un punto fondamentale: nel 2019, uno dei motivi principali della rottura fu proprio la sensazione di Totti di non essere realmente coinvolto nelle decisioni che contavano. Dopo il ritiro, era entrato nell’organigramma dell’era Pallotta come collaboratore dell’area tecnica, ma secondo il suo punto di vista non ebbe mai un peso reale. Se oggi si parla di ritorno, è difficile immaginare che accetterebbe una parte marginale o decorativa.

Per questo, il tema vero non è solo “se”, ma soprattutto “come”.


Cosa farà Totti nella Roma? I ruoli più probabili

La battuta più facile è sempre la stessa: “Totti torna e fa il centravanti”. E se fosse solo una questione di talento puro, forse qualcuno ci crederebbe ancora. Ma gli scarpini sono stati appesi al chiodo, e oggi l’ex capitano deve essere considerato per ciò che può dare da dirigente, da uomo simbolo e da figura capace di influenzare l’ambiente.

Se davvero Totti torna alla Roma, il suo ruolo dovrà essere concreto e riconoscibile. Non un semplice incarico “di facciata”, ma una posizione con responsabilità e peso. In questo senso, le ipotesi più credibili sembrano tre:

  • Direttore dell’area tecnica

  • Brand Ambassador

  • Vice Presidente Operativo

Ognuna di queste strade porterebbe la Roma a usare la figura di Totti in modo diverso. E ognuna avrebbe pro e contro, sia per la società che per lo stesso Francesco.


Totti torna alla Roma: Direttore area tecnica, Brand Ambassador o Vicepresidente?

Direttore dell’area tecnica: la scelta più naturale

Tra tutte le opzioni, quella del direttore dell’area tecnica è probabilmente la più coerente. Perché Totti è stato un calciatore di qualità assoluta, con una lettura del gioco fuori dal comune. E spesso, chi ha avuto quel tipo di intelligenza calcistica può diventare un punto di riferimento anche dietro una scrivania.

In questo ruolo, Totti potrebbe diventare un ponte tra squadra e società, una figura in grado di interpretare lo spogliatoio, capirne gli equilibri e dare indicazioni anche in chiave mercato. Non sarebbe un direttore sportivo puro, ma un uomo di campo con competenze tecniche, capace di affiancare figure già operative.

E non è un dettaglio da poco il fatto che nel 2020 abbia fondato la CT10 Management, società legata al mondo dello scouting e dei talenti. Questo significa che Totti ha già provato a costruire un percorso parallelo nel calcio moderno, lontano dai riflettori del campo ma vicino alle dinamiche reali dei giocatori.

In un momento in cui la Roma deve essere competitiva, sostenibile e intelligente sul mercato, un profilo del genere potrebbe avere senso. Ma a una condizione: che gli venga dato un vero potere decisionale, e non un ruolo “consultivo” senza impatto.

Brand Ambassador: il ruolo più mediatico

La seconda ipotesi è quella del Brand Ambassador, ovvero una figura istituzionale incaricata di rappresentare il club nel mondo. Questa strada avrebbe un vantaggio enorme: la Roma, grazie a Totti, aumenterebbe ancora di più la sua riconoscibilità internazionale.

Totti, infatti, non è solo un ex campione. È un brand globale. È un volto che unisce generazioni, tifosi, sponsor, eventi. In un calcio sempre più legato al marketing e alla presenza internazionale, avere Totti come simbolo ufficiale potrebbe diventare una leva commerciale importante.

Il rischio però è evidente: un ruolo del genere potrebbe sembrare troppo “leggero” per lui. E se davvero Totti torna alla Roma, difficilmente lo farà per tagliare nastri e presenziare a cene di gala. Servirebbe quindi un incarico più profondo, o almeno una struttura che gli permetta di sentirsi davvero parte del progetto.

Vice Presidente Operativo: la mossa più forte

La terza ipotesi è la più affascinante e anche la più “pesante”: Vice Presidente Operativo. In questo caso, Totti entrerebbe in una posizione molto vicina alle alte cariche societarie, diventando un punto di riferimento non solo simbolico ma anche strategico.

Sarebbe una scelta simile a quella fatta dall’Inter con Zanetti: una figura di rappresentanza, ma anche un uomo che può influenzare le scelte interne, l’ambiente, e il rapporto tra proprietà e tifoseria.

Questo ruolo potrebbe avere un effetto immediato: ricucire una ferita emotiva con la piazza. Perché la Roma, negli ultimi anni, ha avuto spesso bisogno di un collante, di un’identità forte. E in quel senso, nessuno è più forte di Totti.


Perché il ritorno di Totti cambierebbe davvero la Roma

Il punto non è solo cosa farà. Il punto è cosa rappresenta. Un ritorno di Totti, in qualsiasi forma, sarebbe un segnale chiaro: la Roma vuole riallinearsi alla sua storia e ai suoi simboli, senza però rinunciare a un progetto moderno.

E questa cosa, per una piazza come Roma, vale tantissimo. Perché i tifosi non chiedono solo vittorie: chiedono appartenenza, rispetto, riconoscimento. E vedere Totti di nuovo dentro Trigoria sarebbe, per molti, una sorta di “normalità ritrovata”.

Ovviamente, non bisogna cadere nella trappola romantica: Totti non può risolvere tutto da solo. La Roma resta un club complesso, con obiettivi alti e un contesto competitivo durissimo. Però una figura come lui può fare la differenza nel modo in cui si costruisce un progetto, nel modo in cui si comunica e nel modo in cui si crea fiducia.

Se davvero Totti torna alla Roma, sarà fondamentale che la società gli dia un ruolo vero, rispettato e definito. Perché il ritorno del Pupone non può essere un’operazione nostalgia: deve essere un tassello di crescita.

E se le parole di Ranieri anticipano davvero qualcosa, allora Trigoria potrebbe presto riabbracciare il suo simbolo più grande. Questa volta, non con una fascia al braccio, ma con una responsabilità nuova. E forse, proprio per questo, ancora più importante.

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