US Open 2026, la macchina dei ricavi dietro i 108 milioni destinati ai giocatori
12 settembre 2026
Gli US Open 2026 destinano 108 milioni di dollari alla remunerazione e al sostegno dei giocatori, il 20% in più rispetto al 2025. I campioni dei singolari riceveranno 5,5 milioni ciascuno. L’aumento arriva insieme alla nascita di un consiglio consultivo degli atleti, mentre i conti della United States Tennis Association mostrano la forza economica del torneo: nel 2024 gli US Open hanno generato circa 560 milioni di dollari di ricavi, quasi il 90% delle entrate operative della federazione statunitense.
- Pacchetto destinato ai giocatori nel 2026: 108 milioni di dollari
- Premio per ciascun campione del singolare: 5,5 milioni di dollari
- Ricavi degli US Open nel bilancio USTA 2024: 559,7 milioni di dollari
- Novità per gli atleti: Grand Slam Player Council e programma di sostegno
I ricavi degli US Open 2026 saranno quantificabili con precisione solo dopo la pubblicazione del relativo bilancio. Per capire come il torneo di New York possa impegnare una cifra così alta a favore dei giocatori, però, esiste già un punto di partenza concreto: i conti pubblicati dalla United States Tennis Association, la USTA, che organizza lo Slam.
Nel 2024 gli US Open hanno prodotto 559,7 milioni di dollari di entrate operative, contro 623,8 milioni registrati dall’intera organizzazione. Il torneo rappresentava quindi circa il 90% dei suoi ricavi operativi. È questa dimensione commerciale, costruita attraverso biglietti, televisioni, sponsor e servizi per il pubblico, a dare alla USTA la possibilità di aumentare la spesa destinata agli atleti.
Il nuovo pacchetto arriva dopo mesi di confronto tra giocatori e organizzatori dei quattro tornei del Grande Slam. Le misure annunciate aprono una fase di dialogo più strutturato, ma sarebbe prematuro considerarle la soluzione definitiva di ogni divergenza sulla distribuzione dei ricavi.
Quanto ricevono i giocatori agli US Open 2026
I 108 milioni comprendono più del solo montepremi
La comunicazione ufficiale degli US Open parla di 108 milioni di dollari di remunerazione complessiva per i giocatori nel 2026. La cifra supera del 20% i 90 milioni del 2025 e risulta superiore del 44% rispetto a due anni prima.
La definizione conta: non tutti i 108 milioni sono assegni consegnati al termine delle partite. Nel totale rientra anche un nuovo programma di sostegno agli atleti, finanziato inizialmente con 2 milioni di dollari. Presentare l’intera somma come semplice montepremi farebbe perdere una parte della novità annunciata dalla USTA.
L’aumento riguarda giocatori e giocatrici in diverse fasi del torneo. Non è riservato a chi arriva alla finale: secondo gli organizzatori, chi disputa il primo turno del tabellone principale di singolare riceverà 140.000 dollari, con un incremento del 27% rispetto all’edizione precedente.
I vincitori dei singolari incasseranno 5,5 milioni
Il premio che attira maggiormente l’attenzione resta quello per i campioni. Il vincitore e la vincitrice dei rispettivi singolari riceveranno 5,5 milioni di dollari ciascuno, al lordo delle imposte applicabili. Si tratta della cifra più alta annunciata per un campione di un torneo di tennis.
Il valore del premio racconta la capacità degli US Open di attirare pubblico e partner commerciali intorno alle partite più importanti. Allo stesso tempo, l’aumento dei compensi nei primi turni risponde a un’esigenza diversa: permettere a un numero più ampio di professionisti di partecipare alla crescita economica dell’evento.
Il nuovo consiglio dà voce agli atleti
Insieme alle cifre, i quattro tornei del Grande Slam hanno annunciato il Grand Slam Player Council, un organismo pensato per raccogliere il punto di vista dei giocatori sulle questioni che riguardano la competizione e la loro esperienza durante i tornei.
Gli US Open hanno inoltre previsto un Player Support Program, inizialmente finanziato con 2 milioni di dollari e ripartito in modo uguale tra uomini e donne. I dettagli operativi del programma devono essere definiti con il contributo degli atleti. Per questo il consiglio è una novità significativa, ma la sua efficacia andrà valutata anche in base alle decisioni che riuscirà a influenzare.
Cosa racconta il bilancio della USTA
Gli US Open generano quasi il 90% delle entrate operative
I bilanci consolidati USTA relativi al 2024 attribuiscono agli US Open 559,7 milioni di dollari di ricavi operativi. L’intera organizzazione ne registra 623,8 milioni. Il rapporto tra le due cifre è vicino al 90%: il torneo è il principale motore economico della federazione.
Il dato aiuta a leggere il pacchetto del 2026, ma va collocato nel tempo. I ricavi del 2024 sono documentati; quelli dell’edizione in corso non possono ancora essere indicati come un risultato acquisito. Anche un incremento dei diritti televisivi o delle vendite allo stadio dovrà essere misurato nei bilanci degli anni pertinenti.
L’importanza dello Slam va oltre le settimane delle partite. La USTA finanzia attività legate alla pratica del tennis, alla formazione e allo sviluppo dei giocatori. I ricavi del torneo sostengono una struttura molto più ampia dell’evento disputato a Flushing Meadows.
I 278 milioni non sono l’utile netto del torneo
Nel 2024 il bilancio attribuisce agli US Open 282,2 milioni di dollari di costi operativi. Sottraendoli ai 559,7 milioni di ricavi del torneo si ottengono circa 277,4 milioni. È una differenza utile per comprendere la forza economica dello Slam, ma non equivale all’utile netto della USTA.
L’organizzazione sostiene infatti altre spese, sia operative sia legate alle proprie attività istituzionali. Nel 2024 l’eccedenza complessiva dei ricavi operativi rispetto ai costi operativi è stata di circa 72,7 milioni di dollari. Il bilancio registra inoltre componenti non operative, tra cui rendimenti degli investimenti, che incidono sul risultato finale.
Distinguere queste cifre evita di trasformare una sottrazione riferita al torneo nel profitto dell’intera federazione. La conclusione resta chiara: gli US Open producono un contributo economico enorme, ma quel denaro finanzia anche attività e impegni che non compaiono nel conto dei soli costi attribuiti allo Slam.
Biglietti e contratti commerciali alimentano il sistema
Nel bilancio USTA 2024, i ricavi da biglietteria ammontano a 208,5 milioni di dollari e provengono principalmente dagli US Open. Le entrate televisive nette sono pari a circa 145 milioni, mentre quelle da sponsorizzazioni raggiungono 130,5 milioni. La categoria relativa a ospitalità aziendale e servizi vale altri 83,3 milioni.
Queste voci descrivono il modello commerciale della USTA, ma non vanno sommate automaticamente per ricostruire il fatturato esatto del solo torneo. Alcune riguardano anche altre attività dell’organizzazione e i contratti possono prevedere ripartizioni contabili tra categorie diverse.
La biglietteria mostra comunque quanto conti il pubblico presente a New York. Un tifoso può acquistare il titolo d’ingresso, ma anche utilizzare servizi di ristorazione o scegliere un’esperienza di ospitalità. Il valore economico di una giornata agli US Open, per l’organizzatore, può quindi andare oltre il prezzo del biglietto.
Il pubblico è una risorsa decisiva
Nel 2025 gli ingressi hanno superato 1,14 milioni
Secondo i dati diffusi dagli US Open per l’edizione 2025, le presenze complessive nell’arco delle tre settimane dell’evento sono state 1.144.562, il 9% in più rispetto al 2024. Il conteggio comprende l’intero periodo considerato dagli organizzatori, non soltanto le giornate del tabellone principale.
Un’affluenza di questa portata sostiene la vendita dei biglietti e rende più interessanti gli spazi pubblicitari, le attivazioni degli sponsor e i servizi offerti all’interno dell’impianto. Con un pubblico così numeroso, anche piccole variazioni della spesa media per spettatore possono incidere sensibilmente sui ricavi.
La domanda dal vivo è quindi una parte essenziale della capacità degli US Open di investire nei premi. Non basta conoscere il prezzo di un posto sull’Arthur Ashe Stadium: bisogna considerare quante persone visitano il complesso e quali esperienze acquistano durante la permanenza.
L’Arthur Ashe Stadium cambia volto
La USTA sta trasformando l’Arthur Ashe Stadium e altre aree del complesso di Flushing Meadows. La presentazione ufficiale delle nuove offerte di ospitalità indica 2.000 nuovi posti a bordocampo e due livelli dedicati alle suite nel 2026. Per il 2027 sono previsti ulteriori spazi premium e un’area di ristorazione ampliata.
Il progetto punta a migliorare l’esperienza degli spettatori e ad aumentare il valore commerciale dei posti più richiesti. Un sedile vicino al campo, soprattutto se associato a servizi esclusivi, può generare un ricavo diverso da quello di un posto in altri settori. La disposizione delle tribune diventa così anche una scelta economica.
Gli effetti completi dei lavori non sono ancora misurabili. La USTA sta investendo oggi sulla possibilità di ottenere maggiori entrate nelle edizioni future; sarà necessario confrontare i bilanci successivi per verificare quanto il progetto avrà effettivamente prodotto.
L’esperienza allo stadio vale più del biglietto
Ristorazione, merchandising, accessi premium e ospitalità aziendale contribuiscono a trasformare gli US Open in un evento che va oltre il programma delle partite. Per molti spettatori la visita a Flushing Meadows dura diverse ore e comprende attività lontane dal campo su cui gioca il proprio atleta preferito.
Questo modello offre più occasioni di guadagno all’organizzatore, ma apre anche una questione per il pubblico: quanto resterà accessibile l’esperienza a chi non vuole acquistare servizi costosi? L’espansione dell’offerta premium può far crescere i ricavi, mentre la disponibilità e il prezzo delle opzioni ordinarie continueranno a contare per i tifosi.
Per la USTA la sfida è tenere insieme questi due aspetti. L’evento deve produrre risorse per investire nel torneo e nel tennis statunitense, mantenendo al tempo stesso un’ampia partecipazione di spettatori.
Perché il nuovo accordo non chiude ogni discussione
I maggiori premi sono resi possibili dai ricavi
L’aumento a 108 milioni di dollari non nasce nel vuoto. Arriva da un torneo che, già nel 2024, generava circa 560 milioni di ricavi operativi e poteva contare su una delle affluenze più alte del tennis. Biglietteria, contratti commerciali e investimenti nell’impianto spiegano perché gli US Open abbiano margine per destinare più risorse agli atleti.
Questo rapporto tra entrate e compensi sarà al centro anche delle discussioni future. I giocatori contribuiscono direttamente all’attrattiva dello spettacolo; gli organizzatori sostengono i costi dell’evento e finanziano altre attività sportive. Stabilire come ripartire la crescita richiede dati aggiornati e un confronto continuativo.
Il dialogo dovrà produrre risultati verificabili
Il Grand Slam Player Council e il programma di sostegno rappresentano passi concreti. Al 12 settembre 2026, però, il nuovo organismo deve ancora mostrare come inciderà sulle decisioni degli Slam e alcuni dettagli del programma devono essere completati. Parlare di pace definitiva tra tornei e giocatori andrebbe oltre ciò che gli annunci permettono di affermare.
Gli US Open hanno fatto una mossa di grande peso economico: hanno aumentato i compensi, previsto risorse dedicate al sostegno degli atleti e aperto un canale di confronto. La solidità dei ricavi di New York rende possibile questa scelta. Saranno l’attuazione delle misure e i prossimi bilanci a mostrare quanto il nuovo equilibrio durerà.
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