Kyrgios positivo alla cocaina: Khachanov attacca Nick e ricorda le accuse a Sinner
Nick Kyrgios è risultato positivo a un metabolita della cocaina ed è stato sospeso provvisoriamente dall’International Tennis Integrity Agency. Il caso ha scosso il mondo del tennis ed è diventato uno degli argomenti più discussi durante gli US Open 2026, soprattutto dopo le durissime dichiarazioni di Karen Khachanov e Stefanos Tsitsipas.
I due giocatori non hanno mostrato particolare sorpresa davanti alla notizia. Khachanov ha ricordato i numerosi interventi pubblici con cui l’australiano aveva criticato Jannik Sinner e altri tennisti coinvolti in vicende antidoping, sottolineando l’evidente contraddizione tra quelle prese di posizione e la situazione nella quale si trova adesso Kyrgios.
Tsitsipas è andato persino oltre, sostenendo di essere già a conoscenza di alcuni comportamenti dell’australiano prima della comunicazione ufficiale. Il greco ha ammesso di essersi aspettato un provvedimento di questo genere, riaprendo una rivalità personale e sportiva che dura ormai da diversi anni.
È però importante distinguere la sospensione provvisoria da una squalifica definitiva. Il procedimento dell’ITIA non si è ancora concluso e la durata dell’eventuale sanzione dovrà essere stabilita sulla base delle circostanze, delle regole applicabili e delle spiegazioni fornite dal giocatore.
Kyrgios positivo alla cocaina: cosa ha accertato l’ITIA
Il controllo che ha coinvolto Nick Kyrgios è stato effettuato durante un torneo ATP 250 disputato a Maiorca. Il tennista australiano ha fornito il campione il 22 giugno 2026, mentre il risultato delle analisi è stato confermato il successivo 17 luglio da un laboratorio accreditato dalla World Anti-Doping Agency.
La sostanza rilevata nel campione
Nel campione biologico è stata individuata la benzoilecgonina, una sostanza prodotta dall’organismo durante la metabolizzazione della cocaina. La presenza di questo metabolita viene utilizzata per accertare l’assunzione della sostanza.
La cocaina è classificata come stimolante e come sostanza d’abuso nella lista delle sostanze proibite dalla WADA. Il suo utilizzo è vietato durante le competizioni secondo il Tennis Anti-Doping Programme, indipendentemente dal fatto che possa essere stato finalizzato o meno al miglioramento della prestazione sportiva.
Il caso di Kyrgios presenta quindi caratteristiche differenti rispetto ad altre vicende antidoping legate a contaminazioni accidentali o all’utilizzo di farmaci. Questo non consente però di anticipare automaticamente la durata della sanzione, che dipenderà anche dal momento dell’assunzione e dalle circostanze valutate durante il procedimento.
La sospensione provvisoria dal 4 agosto
La sospensione provvisoria è entrata in vigore il 4 agosto 2026. Come precisato nel comunicato dell’International Tennis Integrity Agency, Kyrgios non può giocare, allenare o partecipare agli eventi organizzati o riconosciuti dai principali organismi del tennis professionistico.
Il provvedimento riguarda quindi i tornei ATP e WTA, le competizioni del Grande Slam e gli appuntamenti organizzati dalle federazioni nazionali. Al momento della comunicazione ufficiale, l’australiano non aveva presentato ricorso contro la sospensione.
Definire il provvedimento come una squalifica definitiva sarebbe quindi prematuro. L’ITIA ha disposto un fermo obbligatorio in attesa dello sviluppo del procedimento e dell’accertamento completo delle responsabilità.
Le scuse pubbliche di Nick Kyrgios
Dopo la diffusione della notizia, Kyrgios ha pubblicato un messaggio sui propri canali social ammettendo di avere commesso un errore molto grave. Il giocatore si è assunto la responsabilità dell’accaduto e ha chiesto scusa alla famiglia, ai tifosi, agli sponsor e soprattutto ai ragazzi che lo considerano un punto di riferimento.
L’australiano ha spiegato di aver attraversato un periodo particolarmente difficile. Gli infortuni al polso e al ginocchio hanno limitato fortemente la sua attività agonistica, costringendolo a lunghe pause e rendendo sempre più incerta la prosecuzione della carriera.
Kyrgios ha raccontato di essersi sentito solo e impotente davanti a un corpo che non riusciva più a rispondere alle aspettative della mente. Ha comunque evitato di presentare questa situazione come una giustificazione, riconoscendo la gravità del proprio comportamento e annunciando un periodo lontano dai social e dalla vita pubblica.
Khachanov e Tsitsipas durissimi con Kyrgios
La positività di Kyrgios alla cocaina ha provocato reazioni particolarmente severe all’interno del circuito. Karen Khachanov e Stefanos Tsitsipas hanno commentato il caso senza nascondere il difficile rapporto costruito con l’australiano nel corso degli anni.
Khachanov: “Si raccoglie ciò che si semina”
Karen Khachanov ha posto l’attenzione soprattutto sul comportamento pubblico di Kyrgios. Secondo il tennista, l’australiano ha spesso utilizzato i social network per attaccare altri giocatori, anche nei periodi in cui era lontano dalle competizioni.
Khachanov ha sintetizzato il proprio giudizio richiamando il concetto secondo cui ognuno finisce per raccogliere ciò che ha seminato. Non si è detto sorpreso dalla sospensione e ha ammesso di non riuscire a provare particolare compassione per una situazione derivata, a suo parere, da una scelta personale.
Le parole sono molto dure e non tengono conto soltanto dell’esito del controllo. Il russo ha infatti interpretato il caso come il punto di arrivo di un atteggiamento provocatorio che Kyrgios avrebbe mantenuto per molto tempo nei confronti dei colleghi.
I vecchi attacchi contro Jannik Sinner
Khachanov ha ricordato in particolare le critiche rivolte da Kyrgios a Jannik Sinner. Dopo la vicenda legata alla positività al clostebol del campione italiano, l’australiano aveva pubblicato numerosi messaggi mettendo in discussione la gestione del procedimento e accusando il sistema di aver utilizzato criteri troppo indulgenti.
Kyrgios aveva assunto una posizione fortemente intransigente, arrivando a sostenere di non voler giocare in doppio con atleti coinvolti in casi di doping. Aveva inoltre contestato le spiegazioni fornite nel procedimento di Sinner e criticato pubblicamente l’immagine del tennis internazionale.
Khachanov vede nella positività dell’australiano una contraddizione evidente. Secondo il suo ragionamento, Kyrgios si trova adesso nella stessa posizione dalla quale aveva giudicato con estrema severità i colleghi, pur in presenza di sostanze, dinamiche e procedimenti differenti.
Perché i casi Kyrgios e Sinner non sono identici
Il riferimento a Sinner è inevitabile dal punto di vista mediatico, ma i due casi non possono essere sovrapposti automaticamente. Nel procedimento riguardante il tennista italiano era stata ricostruita una contaminazione involontaria da clostebol avvenuta attraverso un componente del suo staff.
Nel campione di Kyrgios è stato invece riscontrato un metabolita della cocaina. La sostanza rientra nella categoria delle sostanze d’abuso e il Tennis Anti-Doping Programme prevede valutazioni specifiche in base al momento e al contesto dell’assunzione.
Questo non rende il caso necessariamente più semplice né permette di stabilire in anticipo la sanzione. Evidenzia però la necessità di analizzare separatamente ogni procedimento, evitando di utilizzare un’unica definizione generica di doping per situazioni profondamente diverse.
Il richiamo di Khachanov riguarda principalmente la coerenza personale dell’australiano, non l’identità giuridica o scientifica dei due casi.
Tsitsipas sostiene di non essere sorpreso
Anche Stefanos Tsitsipas ha commentato la sospensione con parole destinate a far discutere. Il greco ha dichiarato di essere già a conoscenza della situazione prima dell’annuncio pubblico e di aver considerato il provvedimento quasi prevedibile.
Tsitsipas ha sostenuto di aver sentito parlare di determinati comportamenti all’interno del circuito. Per questo motivo, la positività non lo avrebbe colto impreparato. Il tennista si è detto piuttosto sorpreso dal fatto che il caso sia emerso soltanto adesso.
Si tratta di dichiarazioni personali, che non sostituiscono gli accertamenti dell’ITIA e non aggiungono elementi formali al procedimento. Mostrano però quanto l’immagine di Kyrgios fosse diventata problematica anche tra alcuni dei suoi colleghi.
Una rivalità iniziata molto prima del caso
Il rapporto tra Tsitsipas e Kyrgios era già particolarmente teso. Uno degli episodi più noti risale a Wimbledon 2022, quando i due disputarono una partita nervosa, caratterizzata da discussioni, provocazioni e continue contestazioni.
Dopo quell’incontro Tsitsipas descrisse l’australiano come un giocatore capace di esercitare una pressione personale e psicologica sugli avversari. Kyrgios rispose accusando il greco di non saper gestire la sconfitta e le tensioni della partita.
Le dichiarazioni rilasciate dopo la sospensione non nascono quindi in un clima neutrale. La vecchia rivalità rende ancora più pesante il giudizio di Tsitsipas e contribuisce ad aumentare l’attenzione mediatica attorno alla vicenda.
Cosa rischia adesso Nick Kyrgios
Il futuro sportivo di Kyrgios dipenderà dall’esito del procedimento antidoping. La sospensione provvisoria impedisce al giocatore di partecipare agli eventi ufficiali, ma non rappresenta ancora la decisione conclusiva sulla durata del suo allontanamento.
La possibile durata della sanzione
Le regole antidoping prevedono sanzioni differenti in base alla sostanza, al momento dell’assunzione e alle prove presentate dal giocatore. Per le sostanze d’abuso possono essere applicate riduzioni quando viene dimostrato che l’utilizzo è avvenuto fuori dalla competizione e non era collegato alla prestazione sportiva.
In altri scenari, la squalifica potrebbe diventare molto più lunga. Sarà quindi necessario attendere la ricostruzione completa dei fatti, l’eventuale difesa dell’australiano e la decisione finale dell’organismo competente.
Kyrgios ha il diritto di contestare il provvedimento e di presentare elementi utili a spiegare le circostanze. Fino alla conclusione del procedimento, qualsiasi previsione sulla durata esatta della squalifica resta inevitabilmente incerta.
Una carriera già condizionata dagli infortuni
La sospensione arriva in un momento estremamente delicato. Kyrgios ha disputato pochissime partite negli ultimi anni a causa dei continui problemi fisici. Gli interventi al ginocchio e al polso hanno ostacolato i tentativi di rientro, impedendogli di recuperare continuità.
L’australiano era stato uno dei giocatori più spettacolari della sua generazione. Il servizio, la sensibilità tecnica e la capacità di produrre colpi imprevedibili gli avevano permesso di raggiungere la finale di Wimbledon e di battere alcuni dei migliori tennisti del mondo.
La carriera è stata però segnata anche da polemiche, multe, discussioni con arbitri e avversari. La positività rischia ora di aggiungere un capitolo particolarmente pesante a una storia sportiva già complessa.
Il tennis discute tra responsabilità e rispetto personale
Le critiche di Khachanov e Tsitsipas hanno trovato grande spazio sui media, ma il caso pone anche una questione più ampia. È possibile sottolineare la responsabilità di un atleta senza ignorare le difficoltà personali e psicologiche che possono accompagnare l’abuso di sostanze.
Kyrgios ha ammesso l’errore e non ha cercato di negare il risultato del controllo. Allo stesso tempo, le sue precedenti accuse contro altri giocatori rendono comprensibile il richiamo alla coerenza avanzato da Khachanov.
La valutazione sportiva spetta però all’ITIA, mentre il percorso personale dell’australiano richiede un approccio diverso. La stessa agenzia ha ricordato che i propri programmi di supporto restano disponibili anche durante la sospensione.
Un futuro ancora da definire
Il caso Kyrgios positivo alla cocaina rischia di incidere in maniera decisiva sull’ultima parte della carriera dell’australiano. Il giocatore dovrà attendere la decisione definitiva e dimostrare di aver intrapreso un percorso concreto per superare il momento difficile.
Khachanov e Tsitsipas hanno scelto parole durissime, ricordando le provocazioni e i giudizi espressi in passato da Kyrgios. La loro reazione mostra quanto l’australiano abbia diviso lo spogliatoio e quanto le sue dichiarazioni contro Sinner siano ancora presenti nella memoria del circuito.
Prima di formulare conclusioni definitive sarà comunque necessario conoscere la sanzione e le motivazioni complete. Per ora esistono una positività confermata, una sospensione provvisoria e l’assunzione pubblica di responsabilità da parte del giocatore.
Il talento di Kyrgios non è mai stato messo in discussione. Adesso, però, il suo futuro dipenderà meno dai colpi spettacolari mostrati in campo e molto di più dalla capacità di affrontare le conseguenze delle proprie scelte.
LAVORA CON NOI


