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Arabia Saudita e tennis: il progetto che vuole cambiare gli equilibri del circuito mondiale

Negli ultimi anni l’Arabia Saudita ha intensificato la propria presenza nello sport internazionale, investendo risorse senza precedenti in discipline che spaziano dal calcio alla Formula 1, passando per il golf e il pugilato. Ora è il tennis a rappresentare uno dei pilastri della strategia del Regno, che punta a diventare uno dei principali poli mondiali di questo sport attraverso infrastrutture all’avanguardia, partnership internazionali e l’organizzazione di eventi sempre più prestigiosi.

Il simbolo di questa ambizione è il nuovo National Tennis Centre che sorgerà a Qiddiya City, un complesso destinato a ridefinire il ruolo dell’Arabia Saudita nel panorama tennistico internazionale. Non si tratta solamente della costruzione di un impianto moderno, ma dell’inizio di un progetto molto più ampio che mira a influenzare il futuro del tennis professionistico.

Per approfondire il progetto Vision 2030 promosso dal governo saudita è possibile consultare il portale ufficiale di Saudi Vision 2030


Il National Tennis Centre sarà il cuore del tennis saudita

Un impianto progettato per i grandi eventi

Il nuovo National Tennis Centre sorgerà all’interno di Qiddiya City, una città completamente nuova situata a circa quaranta minuti da Riad e destinata a diventare uno dei principali poli dedicati a sport, cultura e intrattenimento dell’intero Medio Oriente.

L’impianto è stato progettato dallo studio internazionale Populous, già protagonista della realizzazione di numerose infrastrutture sportive di fama mondiale. L’obiettivo è offrire una struttura in grado di ospitare le più importanti competizioni ATP, WTA e ITF rispettando tutti gli standard richiesti dagli organismi internazionali.

Trenta campi e oltre trentamila posti disponibili

Il complesso comprenderà complessivamente trenta campi da tennis.

La parte principale sarà costituita da ventotto campi in cemento, superficie predominante nel circuito professionistico, mentre due saranno realizzati in terra battuta per consentire la preparazione anche ai tornei europei.

Il fiore all’occhiello sarà il Centre Court, un’arena da circa quindicimila spettatori dotata di tetto retrattile che permetterà lo svolgimento degli incontri durante tutto l’anno, indipendentemente dalle condizioni climatiche.

Accanto al campo centrale sorgeranno un secondo stadio coperto da ottomila posti, un’arena da cinquemila spettatori, un altro impianto da duemila posti e numerosi campi dedicati sia alle gare sia agli allenamenti.

Un centro dedicato anche alla crescita dei giovani

Il National Tennis Centre non sarà esclusivamente una sede per ospitare grandi tornei internazionali.

Il progetto prevede infatti un moderno High Performance Training Centre, completo di aree mediche, palestre, spazi per il recupero atletico, sale dedicate agli atleti e un media centre.

L’intenzione è quella di sviluppare anche il movimento tennistico nazionale, formando le future generazioni di giocatori sauditi e creando un sistema di crescita tecnica che possa produrre atleti competitivi ai massimi livelli.


Gli investimenti del fondo PIF stanno trasformando il tennis mondiale

Il ruolo sempre più centrale del Public Investment Fund

Dietro questa rivoluzione c’è il Public Investment Fund (PIF), il potente fondo sovrano saudita che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nello sport internazionale.

Nel tennis la crescita è stata progressiva ma estremamente efficace.

Il fondo è diventato partner strategico di ATP e WTA, entrando in numerosi accordi commerciali che oggi interessano buona parte del calendario mondiale.

Per conoscere il funzionamento del circuito professionistico e delle classifiche è possibile consultare il sito ufficiale dell’ATP Tour

Partnership con ATP e WTA

Dal 2024 il marchio PIF compare direttamente nelle classifiche ufficiali ATP e WTA grazie a un importante accordo di naming rights.

Parallelamente il fondo sostiene alcuni tra i tornei più importanti del calendario internazionale, compresi eventi storici come Indian Wells, Miami, Madrid e Pechino.

Anche le ATP Finals di Torino, le WTA Finals disputate a Riad e le Next Gen ATP Finals ospitate a Gedda rientrano nella strategia di espansione saudita.

Questo sistema di collaborazioni consente all’Arabia Saudita di essere presente lungo tutta la stagione tennistica, aumentando progressivamente il proprio peso economico e mediatico.

Sponsorizzazioni individuali ai campioni

L’investimento non riguarda soltanto le competizioni.

Diversi tennisti hanno infatti stretto accordi personali con il fondo saudita.

Tra questi figura anche Matteo Berrettini, che porta il logo PIF sull’abbigliamento da gara, testimonianza di un rapporto commerciale sempre più consolidato tra il tennis professionistico e gli investitori sauditi.


Il Masters 1000 del 2028 cambierà il calendario ATP

Un nuovo torneo destinato a fare storia

Uno dei passaggi più importanti di questa strategia arriverà nel 2028.

L’Arabia Saudita ospiterà infatti un nuovo Masters 1000 ATP, evento destinato a rappresentare una svolta storica per il circuito maschile.

Si tratterà del primo ingresso di un torneo in questa categoria dalla nascita dell’attuale format dei Masters 1000, introducendo un nuovo equilibrio nel calendario internazionale.

Cambia la geografia del tennis mondiale

L’inserimento del torneo saudita porterà inevitabilmente modifiche alla programmazione della stagione.

Gli organizzatori stanno già valutando una revisione di alcuni appuntamenti tradizionali, soprattutto nella parte iniziale dell’anno, con l’obiettivo di creare una sequenza di eventi più funzionale ai nuovi equilibri internazionali.

La posizione geografica dell’Arabia Saudita, unita alle condizioni climatiche favorevoli durante l’inverno europeo, rende il Paese particolarmente interessante anche come sede per allenamenti e preparazione atletica.

Qiddiya punta a diventare una base per i professionisti

Il National Tennis Centre sarà operativo durante tutto l’anno.

Grazie ai servizi integrati presenti nella nuova città di Qiddiya, gli atleti potranno usufruire di strutture moderne, centri di recupero, hotel, aree ricreative e impianti sportivi concentrati in un’unica destinazione.

L’obiettivo è trasformare Qiddiya in uno dei principali punti di riferimento per la preparazione off-season dei professionisti del circuito.


Nadal e il Six Kings Slam rafforzano la strategia saudita

Rafael Nadal ambasciatore del progetto

Per accelerare la crescita del movimento, la Federazione Saudita di Tennis ha scelto come ambasciatore uno dei nomi più prestigiosi della storia di questo sport.

Rafael Nadal partecipa infatti allo sviluppo dei programmi dedicati ai giovani e sostiene il percorso di crescita del tennis saudita attraverso iniziative di formazione e promozione.

L’ex numero uno del mondo ha più volte spiegato come il proprio coinvolgimento nasca dalla volontà di contribuire alla diffusione del tennis tra le nuove generazioni, favorendo l’accesso allo sport in un Paese che sta investendo fortemente nel settore.

Il successo del Six Kings Slam

Tra gli eventi che hanno attirato maggiormente l’attenzione internazionale figura il Six Kings Slam.

L’esibizione organizzata a Riad ha riunito alcuni dei migliori tennisti del pianeta grazie a premi economici senza precedenti.

Le prime due edizioni hanno visto protagonista Jannik Sinner, capace di conquistare il titolo superando Carlos Alcaraz nelle finali e incassando un premio multimilionario che ha fatto discutere tutto il mondo del tennis.

Il torneo ha rappresentato una vetrina perfetta per mostrare le ambizioni saudite e anticipare quello che diventerà il futuro del movimento nazionale.


Il futuro del tennis passa anche dall’Arabia Saudita

Negli ultimi anni l’Arabia Saudita ha dimostrato di voler assumere un ruolo centrale nello sport mondiale, e il tennis rappresenta uno dei progetti più ambiziosi dell’intera strategia nazionale.

La costruzione del National Tennis Centre, gli investimenti del Public Investment Fund, l’arrivo del Masters 1000 e la collaborazione con figure iconiche come Rafael Nadal delineano un piano destinato ad avere effetti duraturi sul circuito professionistico.

Resta naturalmente aperto il dibattito sulle implicazioni sportive, economiche ed etiche di questa espansione, ma appare ormai evidente come il Regno non sia più un semplice investitore esterno. Sta costruendo infrastrutture permanenti, stringendo partnership con le principali istituzioni del tennis e creando le condizioni per diventare una tappa imprescindibile del calendario internazionale.

Il 2028 potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di una nuova fase, nella quale l’Arabia Saudita sarà chiamata non solo a ospitare grandi eventi, ma anche a contribuire allo sviluppo di una nuova generazione di giocatori e alla crescita globale di uno degli sport più seguiti al mondo.

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