Mercato Juventus, troppi nodi irrisolti: Spalletti aspetta portiere e centravanti
Il mercato Juventus continua a essere dominato da interrogativi che, con l’avvicinarsi dell’inizio della nuova stagione, diventano sempre più pesanti. La preparazione estiva è entrata nella fase decisiva, Luciano Spalletti sta costruendo la sua nuova squadra, ma alcuni dei tasselli più importanti della rosa bianconera devono ancora essere sistemati. In particolare, restano aperte due questioni considerate centrali ormai da mesi: il nuovo portiere e il centravanti.
Il problema non è soltanto il numero di operazioni ancora da completare. A rendere particolare la situazione è soprattutto il tempo trascorso da quando queste necessità sono diventate evidenti. La Juventus conosce da mesi le zone nelle quali intervenire, ma non è ancora riuscita a trasformare le proprie priorità in operazioni definitive.
Nel frattempo Spalletti deve allenare un gruppo inevitabilmente provvisorio, provando soluzioni che potrebbero perdere significato nel momento in cui arriveranno nuovi giocatori o partiranno alcuni elementi attualmente presenti in rosa.
Mercato Juventus, le priorità sono ancora portiere e attaccante
La programmazione della Juventus per la nuova stagione aveva indicato molto presto due caselle particolarmente importanti. La prima riguarda la porta, la seconda il ruolo di numero nove.
Spalletti aspetta ancora la Juventus definitiva
Luciano Spalletti ha avuto il vantaggio di conoscere con largo anticipo il proprio futuro. Il rinnovo firmato il 9 aprile ha permesso all’allenatore di partecipare alla pianificazione della stagione senza dover attendere la conclusione del campionato o l’inizio ufficiale della sessione estiva.
Proprio per questo l’attuale situazione appare particolare.
Sono trascorsi oltre tre mesi da quel momento e la Juventus non ha ancora consegnato al tecnico la rosa definitiva. Nel frattempo sono cambiate alcune figure dirigenziali e l’organizzazione dell’area sportiva ha attraversato una nuova fase, ma le esigenze principali della squadra sono rimaste sostanzialmente identiche.
Per un allenatore come Spalletti, che basa gran parte del proprio lavoro sulla costruzione di automatismi e principi tattici precisi, ogni settimana può diventare preziosa.
La questione del nuovo portiere
Uno dei punti ancora aperti riguarda il futuro della porta bianconera.
Il mercato ha prodotto diversi nomi e differenti possibilità. Tra quelli accostati alla Juventus ci sono profili internazionali importanti, con Emiliano “Dibu” Martinez che continua a rappresentare una delle suggestioni più affascinanti, mentre anche il nome di Guglielmo Vicario è entrato nelle valutazioni attorno al club.
Da una parte c’è quindi la possibilità di puntare su un portiere di grandissima esperienza internazionale; dall’altra quella di investire su un giocatore italiano che conosce perfettamente il campionato e che negli ultimi anni ha accumulato esperienza anche in Premier League.
Ma finché non arriverà una decisione definitiva, il reparto continuerà a essere circondato dall’incertezza.
Il centravanti resta il grande nodo del mercato Juventus
La seconda grande questione è quella dell’attacco.
La Juventus sa da tempo di aver bisogno di un centravanti capace di diventare un punto di riferimento stabile del progetto di Spalletti. Jonathan David e Loïs Openda rappresentano alternative offensive importanti, ma la società continua a lavorare anche su altri profili.
Il nome che continua a tornare con maggiore insistenza è quello di Randal Kolo Muani.
L’attaccante francese ha attraversato diverse fasi della storia recente del mercato bianconero, diventando quasi un elemento di continuità tra differenti gestioni sportive. Sono cambiati dirigenti, strategie e interlocutori, ma il suo nome è rimasto costantemente vicino alla Juventus.
Ed è proprio questa lunga attesa a trasformare una trattativa importante in uno dei simboli del mercato juventino.
Kolo Muani e Vlahovic al centro del mercato Juventus
Il reparto offensivo è probabilmente quello nel quale si intrecciano più variabili. Prima di acquistare, infatti, la Juventus deve comprendere definitivamente quale sarà il destino di alcuni giocatori già presenti.
Kolo Muani continua a mettere tutti d’accordo
Pochi giocatori sono riusciti a mantenere così a lungo una posizione centrale nelle strategie juventine quanto Kolo Muani.
Il francese è stato apprezzato da differenti aree della società e continua a essere considerato un profilo ideale per caratteristiche fisiche, capacità di attaccare gli spazi e versatilità offensiva.
Spalletti potrebbe utilizzarlo sia come riferimento centrale sia all’interno di un sistema più dinamico, nel quale gli attaccanti cambiano continuamente posizione.
Il problema, tuttavia, resta arrivare alla formula economica e contrattuale capace di trasformare l’interesse in un trasferimento vero e proprio.
Ed è qui che il mercato Juventus sembra essersi inceppato più volte: molti obiettivi sono stati individuati con largo anticipo, ma la fase conclusiva delle operazioni continua a richiedere tempi lunghissimi.
Il futuro di Vlahovic condiziona le strategie
Parallelamente resta aperto il capitolo Dusan Vlahovic.
L’attaccante serbo continua a rappresentare una delle variabili più importanti dell’intero mercato bianconero. Il suo futuro può incidere sulla struttura tecnica della squadra, sugli investimenti e soprattutto sulle risorse disponibili per un nuovo centravanti.
Un’eventuale permanenza cambierebbe inevitabilmente le esigenze del reparto. Una partenza, invece, renderebbe ancora più urgente l’arrivo di un nuovo numero nove.
È una situazione nella quale ogni scelta produce conseguenze sulle operazioni successive.
La Juventus deve quindi muoversi su più tavoli contemporaneamente, mantenendo aperte alternative che permettano alla società di reagire rapidamente a eventuali sviluppi.
Pellegrino e le alternative per l’attacco
Nel frattempo vengono valutati anche profili differenti.
Tra i nomi finiti nel radar juventino c’è anche Mateo Pellegrino, soluzione con caratteristiche diverse rispetto a Kolo Muani e potenzialmente utilizzabile all’interno di una strategia più ampia.
Il mercato moderno impone infatti di lavorare contemporaneamente su prime scelte, alternative e occasioni improvvise.
Il rischio, però, è arrivare troppo avanti nella preparazione con una rosa ancora incompleta.
Una Juventus in costruzione mentre il campionato si avvicina
È probabilmente questo il problema principale per Spalletti. Non sapere esattamente quali saranno gli uomini sui quali potrà contare quando inizieranno le partite ufficiali significa dover gestire una preparazione differente.
Il ritiro procede con una rosa ancora provvisoria
Gli allenamenti estivi non servono soltanto a recuperare la condizione atletica.
Sono il momento nel quale un nuovo progetto prende forma: vengono costruiti meccanismi difensivi, movimenti offensivi, pressing, uscite dal basso, palle inattive e gerarchie.
Allenare per settimane un portiere destinato eventualmente a partire oppure costruire il sistema offensivo attorno a un centravanti che potrebbe lasciare Torino significa inevitabilmente lavorare con alcune incognite.
Spalletti continuerà naturalmente a sviluppare i principi generali del proprio calcio, ma avere prima possibile gli interpreti definitivi permetterebbe di accelerare l’intero processo.
Le amichevoli diventano test importanti
Anche le partite di preparazione acquistano un valore particolare.
Gli appuntamenti contro avversari come Standard Liegi, Nizza e Chelsea permetteranno all’allenatore di misurare il livello raggiunto dalla squadra, ma rappresenteranno soprattutto un banco di prova per comprendere quali reparti abbiano ancora bisogno di interventi.
Il problema è che il risultato tecnico delle amichevoli potrebbe fornire indicazioni su una Juventus destinata comunque a cambiare nelle settimane successive.
Il tempo, dunque, comincia a diventare una variabile importante.
Frosinone-Juventus apre il campionato il 23 agosto
Il calendario non aspetta il mercato.
La nuova Serie A inizierà nel weekend del 22-24 agosto 2026 e la Juventus debutterà domenica 23 agosto contro il Frosinone. La seconda giornata prevede invece Juventus-Parma il 29 agosto all’Allianz Stadium.
Il calendario completo e gli aggiornamenti ufficiali della stagione sono consultabili sul sito della Lega Serie A.
Significa che manca ormai meno di un mese alla prima partita con punti in palio. Non è ancora un’emergenza, ma la finestra temporale nella quale costruire la squadra si sta progressivamente riducendo.
Il mercato Juventus deve accelerare
La situazione non può naturalmente essere attribuita a una sola figura.
La Juventus ha attraversato cambiamenti importanti nella propria struttura dirigenziale e alcune delle persone chiamate recentemente a occuparsi dell’area sportiva hanno avuto poco tempo per intervenire.
I cambi dirigenziali hanno rallentato la programmazione
Quando cambiano uomini, responsabilità e strategie, è inevitabile che alcune trattative debbano essere rivalutate.
Ogni dirigente possiede idee differenti sul valore economico di un giocatore, sulla sostenibilità dell’operazione e sulle caratteristiche che deve avere un nuovo acquisto.
Per questo sarebbe semplicistico attribuire i ritardi esclusivamente all’attuale gestione.
Resta però un dato difficilmente contestabile: le esigenze erano note da tempo e alcune delle operazioni più importanti non sono ancora state chiuse.
Kessie, Martinez e Vicario: tanti nomi, poche certezze
Il mercato juventino continua intanto a produrre indiscrezioni.
Oltre agli attaccanti e ai portieri, anche Franck Kessie è stato indicato tra i giocatori potenzialmente utili per aggiungere fisicità ed esperienza al centrocampo.
Martinez, Vicario, Kessie, Kolo Muani, Pellegrino e naturalmente Vlahovic sono così diventati protagonisti di una sessione nella quale le ipotesi sono numerose, mentre le risposte definitive continuano a essere poche.
Per i tifosi, inevitabilmente, aumenta l’attesa.
Spalletti ha bisogno di certezze
Il vero punto della questione riguarda però il campo.
Luciano Spalletti non ha bisogno semplicemente di nuovi acquisti. Ha bisogno di sapere quali saranno i calciatori sui quali costruire la propria Juventus.
Un portiere influenza il modo di iniziare l’azione, l’altezza della linea difensiva e la gestione della profondità. Un centravanti modifica invece lo sviluppo offensivo, i movimenti degli esterni, gli inserimenti dei centrocampisti e il modo di attaccare l’area.
Non stiamo quindi parlando di due rinforzi marginali.
Portiere e numero nove rappresentano due riferimenti strutturali nella costruzione di una squadra.
Juventus, il problema non è scegliere ma decidere
Il mercato Juventus arriva dunque alla fase nella quale non basta più individuare gli obiettivi.
Bisogna trasformare le strategie in decisioni.
La dirigenza conosce le richieste di Spalletti, conosce le caratteristiche necessarie per completare la rosa e dispone di una lista di giocatori seguiti ormai da settimane. L’obiettivo deve essere ridurre il più rapidamente possibile la distanza tra intenzioni e operazioni concluse.
Il campionato non inizierà domani, ma nemmeno tra tre mesi.
Il 23 agosto a Frosinone arriverà il primo appuntamento ufficiale e, appena sei giorni più tardi, l’Allianz Stadium ospiterà Juventus-Parma.
Per quella data Spalletti vorrebbe avere una squadra riconoscibile, equilibrata e soprattutto definitiva.
Oggi, invece, il punto interrogativo resta ancora il simbolo migliore per descrivere la situazione bianconera.
Chi sarà il portiere titolare? Chi guiderà l’attacco? Vlahovic resterà? Kolo Muani arriverà finalmente a Torino? Ci sarà spazio per un altro investimento importante a centrocampo?
Le domande sono numerose.
Il tempo per trovare le risposte, invece, comincia a diminuire.
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