Volante nel calcio: storia e ruolo del numero 5
Il volante nel calcio è molto più di un semplice centrocampista. È equilibrio, geometria e protezione. È il giocatore che collega difesa e attacco, che imposta l’azione e allo stesso tempo interrompe quella avversaria.
Nel panorama sudamericano questo ruolo rappresenta una figura chiave, quasi identitaria. In Europa, invece, la sua affermazione è stata più altalenante. Eppure, osservando le squadre che vincono, si nota un dettaglio costante: davanti alla difesa c’è sempre un interprete capace di governare i ritmi.
Ma da dove nasce il termine “volante”? E perché oggi è tornato centrale nelle strategie moderne?
Cos’è il volante nel calcio moderno
Il volante nel calcio moderno è il centrocampista che si posiziona stabilmente davanti alla linea difensiva. Non è soltanto un interditore e non è solo un regista. È entrambe le cose.
Il ruolo davanti alla difesa
Il suo compito principale è schermare i centrali. Intercetta passaggi, legge le linee di gioco e si abbassa quando serve creare superiorità numerica in fase di costruzione. In molte squadre attuali, il volante diventa il primo riferimento in uscita palla. Si smarca tra le linee di pressione e offre sempre una soluzione pulita.
Differenza tra volante e regista
Spesso si confonde il volante con il regista classico. In realtà, non coincidono sempre. Il regista tradizionale, nella cultura italiana, era più orientato alla rifinitura. Il volante, invece, deve avere anche capacità difensive importanti. Deve correre, contrastare e recuperare palloni.
È un giocatore completo, meno appariscente ma fondamentale.
Le qualità tecniche e mentali richieste
Un buon volante deve possedere:
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Visione di gioco
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Precisione nei passaggi
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Intelligenza tattica
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Resistenza fisica
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Leadership silenziosa
Non basta toccare tanti palloni. Serve scegliere sempre la soluzione giusta. Secondo analisi tattiche pubblicate su siti autorevoli come The Coaches’ Voice, le squadre con un centrocampista capace di gestire il ritmo riducono drasticamente le transizioni subite.
Le origini del volante nel calcio
Il termine ha radici profonde e una storia affascinante. Non nasce per descrivere una funzione astratta, ma da un uomo in carne e ossa.
Dal Metodo al Sistema
Negli anni tra le due guerre, molte squadre utilizzavano il cosiddetto “Metodo”, un sistema tattico che prevedeva un centromediano centrale con compiti sia difensivi sia di costruzione.
Con l’arrivo del “Sistema” (WM) e poi del catenaccio, il ruolo cambiò forma. In Italia, la figura si trasformò gradualmente, perdendo centralità.
In Sudamerica, invece, rimase un pilastro.
Carlos Volante: l’uomo che diventò un ruolo
Il nome “volante” deriva da un calciatore argentino: Carlos Volante.
Era un centrocampista completo, capace di recuperare palloni e di avviare l’azione con lucidità. Durante la sua carriera in Sudamerica, gli allenatori iniziarono a dire ai giovani: “Gioca come Volante”.
Col tempo, il cognome si trasformò in definizione tattica. Il giocatore divenne simbolo di una posizione.
L’affermazione in Sudamerica
In Brasile e Argentina, il numero 5 è tradizionalmente il volante. Non è un marcatore puro. È il motore della squadra.
Figura centrale e sempre nel vivo del gioco, il volante sudamericano incarna disciplina e creatività. Questa interpretazione ha influenzato anche il calcio europeo negli ultimi decenni.
Il volante nel calcio contemporaneo
Oggi il volante nel calcio è tornato protagonista. Il gioco posizionale e la costruzione dal basso ne hanno esaltato le qualità.
Il ritorno con il gioco a zona
Con l’abbandono delle marcature a uomo rigide, il centrocampista davanti alla difesa ha riacquistato importanza.
Nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1, il volante è la base della struttura. Senza di lui, la squadra perde equilibrio.
Grandi interpreti del volante nel calcio moderno
Negli ultimi anni abbiamo visto interpreti di altissimo livello:
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Jorginho
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Casemiro
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Busquets
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Mascherano
Ognuno con caratteristiche diverse, ma tutti capaci di dare stabilità e ordine.
Chi analizza il calcio sa che la presenza di un grande volante incide anche sulle quote e sulle dinamiche di gioco, aspetti spesso approfonditi nel mondo delle scommesse sportive su portali specializzati come nel blog di Quigioco.
Il numero 5: simbolo del volante nel calcio
In Italia il numero 5 era storicamente associato allo stopper. In Sudamerica rappresenta invece il cervello tattico. Questa differenza culturale dimostra quanto il volante sia legato alla tradizione calcistica latinoamericana.
Oggi, però, anche in Serie A il numero 5 può appartenere a un costruttore di gioco, segno di un cambiamento ormai consolidato.
Le responsabilità tattiche del volante nel calcio
Il volante nel calcio moderno è sottoposto a richieste sempre più complesse.
Costruzione dal basso
Quando il portiere avvia l’azione, il volante si propone centralmente. Riceve spalle alla pressione e deve girarsi rapidamente. Una scelta sbagliata può essere fatale.
Per questo motivo, allenatori e analisti dedicano grande attenzione alla sua formazione tecnica.
Il volante nel calcio nella copertura degli spazi
In fase difensiva, il volante deve leggere le linee di passaggio avversarie.
Non sempre entra in tackle. Spesso si limita a chiudere lo spazio corretto, inducendo l’avversario all’errore.
Gestione dei tempi
Un grande volante sa quando accelerare e quando rallentare.
Gestisce il possesso palla nei momenti delicati. Nei finali di partita, la sua lucidità diventa decisiva.
Perché il volante nel calcio è decisivo per vincere
Osservando le squadre campioni d’Europa o del mondo, emerge una costante.
Dietro i riflettori puntati sugli attaccanti, c’è sempre un centrocampista capace di equilibrare il sistema.
Equilibrio tra difesa e attacco
Il volante crea connessione tra reparti. Senza di lui, la squadra si spezza.
Il suo lavoro spesso non finisce negli highlights, ma incide sull’intera struttura.
Leadership silenziosa
Molti volanti non sono capitani ufficiali. Tuttavia guidano i compagni con la posizione e le scelte di gioco.
Comandano attraverso la competenza tattica.
Continuità nelle grandi squadre
Le squadre che mantengono competitività nel tempo investono su questo ruolo.
Non è un caso che nei progetti tecnici a lungo termine la prima pedina scelta sia spesso il centrocampista centrale.
Conclusione
Il volante nel calcio non è soltanto una posizione tattica. È un concetto. È l’idea di equilibrio applicata al gioco.Nato dall’esperienza di un calciatore sudamericano che ha lasciato un’impronta indelebile, il ruolo si è evoluto attraversando epoche e sistemi di gioco.
Oggi è tornato centrale. Le squadre moderne hanno bisogno di un giocatore capace di difendere e costruire, di proteggere e inventare.
Il numero 5 non è più soltanto una maglia. È un simbolo di intelligenza calcistica.
E, guardando il calcio contemporaneo, appare evidente una verità: chi aspira a vincere non può fare a meno di un grande volante.
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