Sassuolo-Juventus 3-2, Adzic decide al 94’: crollo bianconero nel finale
14 settembre 2026
Il Sassuolo ha battuto la Juventus 3-2 il 13 settembre 2026 al Mapei Stadium, infliggendo alla squadra di Luciano Spalletti la prima sconfitta del campionato. Sebastiano Esposito e Kieron Bowie hanno portato due volte avanti gli emiliani, ripresi in entrambe le occasioni da Edon Zhegrova. Al 94’, però, Vasilije Adzic ha completato la beffa con il gol dell’ex. La Juventus resta così esposta al rischio di scivolare a cinque punti dalla vetta dopo appena quattro giornate.
- Risultato finale: Sassuolo-Juventus 3-2
- Marcatori: Sebastiano Esposito, doppietta di Edon Zhegrova, Kieron Bowie e Vasilije Adzic
- Gol decisivo: Adzic al 94’ su contropiede
- Dato principale: prima sconfitta della Juventus nel campionato 2026/27
Il risultato maturato a Reggio Emilia non racconta soltanto un finale imprevedibile. Per lunghi tratti la Juventus ha mantenuto il possesso del pallone senza riuscire a trasformarlo in una pressione realmente pericolosa. La circolazione lenta, le difficoltà nel verticalizzare e la scarsa presenza nell’area avversaria hanno permesso al Sassuolo di difendersi con ordine e scegliere i momenti nei quali accelerare. Soltanto l’ingresso di Zhegrova ha dato maggiore imprevedibilità alla manovra bianconera, producendo due reti che sembravano sufficienti almeno per evitare la sconfitta.
La squadra di Luciano Spalletti ha però vanificato la doppia rimonta con una gestione disordinata degli ultimi minuti. Dopo il 2-2 segnato nel recupero, la Juventus avrebbe dovuto proteggere il pareggio e impedire nuove transizioni. Ha invece continuato ad attaccare senza mantenere le necessarie coperture, concedendo al Sassuolo il contropiede trasformato da Adzic nel definitivo 3-2. L’episodio finale ha aggravato una prestazione già condizionata dagli errori difensivi e dalla serata complicata di alcuni giocatori chiave.
Per Alberto Aquilani si tratta invece di un successo prestigioso, costruito attraverso una preparazione tattica precisa. Il Sassuolo ha limitato le principali soluzioni offensive della Juventus, ha impedito ai bianconeri di sfruttare con continuità i calci piazzati e ha attaccato con efficacia gli spazi lasciati dalla difesa. Dopo quattro giornate sarebbe prematuro parlare di crisi juventina, ma il Sassuolo-Juventus 3-2 rappresenta un avvertimento evidente alla vigilia degli impegni contro il N.E.C. Nijmegen in Europa League e l’Atalanta in campionato.
Sassuolo-Juventus 3-2: una sconfitta che fa rumore
La Juventus torna da Reggio Emilia con una sconfitta difficile da spiegare soltanto attraverso il risultato. Il Sassuolo-Juventus 3-2 racconta infatti una partita nella quale i bianconeri hanno mostrato limiti evidenti nella costruzione, nella gestione del ritmo e soprattutto nel controllo delle transizioni avversarie.
La squadra di Luciano Spalletti è riuscita a recuperare due volte lo svantaggio, dimostrando carattere e trovando in Edon Zhegrova un protagonista inatteso. Tuttavia, proprio quando il pareggio sembrava ormai acquisito, la Juventus si è fatta sorprendere da un ultimo contropiede, lasciando campo a Vasilije Adzic per il gol decisivo.
Il risultato interrompe l’imbattibilità dei bianconeri già alla quarta giornata di campionato. Non è ancora il momento di parlare apertamente di crisi, ma la prestazione del Mapei Stadium impone una riflessione immediata, soprattutto considerando gli impegni ravvicinati che attendono la squadra.
Adzic firma il più doloroso dei gol dell’ex
Il protagonista dell’ultima azione è Vasilije Adzic, talento montenegrino cresciuto calcisticamente nell’ambiente juventino e passato al Sassuolo per trovare maggiore continuità. Entrato nella ripresa, il centrocampista sfrutta una ripartenza concessa in modo inspiegabile dalla difesa bianconera.
Al 94’, con la Juventus sbilanciata alla ricerca di una vittoria ormai improbabile, Adzic accompagna il contropiede, entra in area e supera Guglielmo Vicario. È il classico gol dell’ex, ma con un peso particolare: arriva praticamente sull’ultima azione e trasforma una rimonta sofferta in una sconfitta bruciante.
La Juventus paga così una gestione emotiva disordinata. Dopo aver raggiunto il 2-2 nel recupero, avrebbe dovuto proteggere il risultato e chiudere ogni spazio. Al contrario, la squadra si è lanciata nuovamente in avanti senza le necessarie coperture preventive.
La doppietta di Zhegrova non basta alla Juventus
La nota più positiva per Spalletti è rappresentata da Edon Zhegrova. L’esterno kosovaro entra a circa mezz’ora dalla fine e modifica completamente il volto dell’attacco juventino. La sua capacità di puntare l’uomo, accelerare e calciare con rapidità mette in seria difficoltà una difesa del Sassuolo che fino a quel momento aveva controllato senza grandi problemi.
Il primo gol nasce anche da un’uscita sbagliata di Arijanet Muric. Zhegrova legge bene la situazione e trova la rete dell’1-1 all’82’. Dopo il nuovo vantaggio neroverde firmato da Bowie, l’attaccante juventino colpisce ancora nel recupero, sorprendendo il portiere sul primo palo.
Due reti che sembravano aver salvato la Juventus, ma che alla fine non hanno prodotto nemmeno un punto. La doppietta resta comunque un segnale importante per Spalletti: in una squadra apparsa statica, Zhegrova ha portato iniziativa, imprevedibilità e concretezza.
Il Sassuolo colpisce nei momenti decisivi
La squadra di Alberto Aquilani disputa una partita intelligente. Il Sassuolo non forza il possesso, accetta di lasciare il pallone agli avversari e prepara con attenzione le uscite in verticale. L’obiettivo è impedire alla Juventus di trovare ritmo e sfruttare gli spazi lasciati alle spalle della linea difensiva.
I neroverdi passano in vantaggio al 65’ con Sebastiano Esposito, bravo ad attaccare il corridoio tra Kalulu e Bremer. La mancata salita della difesa tiene in gioco l’attaccante, che davanti a Vicario conclude in diagonale con precisione.
All’89’ arriva il 2-1 di Kieron Bowie, favorito da un pesante errore di Bremer. Infine, quando il pareggio sembra aver chiuso l’incontro, Adzic completa il successo del Sassuolo con una ripartenza tanto semplice quanto letale.
Juventus lenta e prevedibile al Mapei Stadium
Prima del finale spettacolare, la partita era stata caratterizzata soprattutto dalle difficoltà della Juventus. Il possesso palla bianconero, pur superiore a quello degli avversari, si è sviluppato quasi sempre lontano dalla porta di Muric.
Bremer, Jhon Lucumí, Douglas Luiz e Teun Koopmeiners hanno faticato a trovare linee di passaggio verticali. Il pallone è circolato prevalentemente in orizzontale, consentendo al Sassuolo di sistemarsi senza affanno dietro la linea della palla.
Il 55% di possesso non si è tradotto in un reale controllo offensivo. I 29 tocchi complessivi nell’area avversaria, soltanto sei dei quali nel primo tempo, descrivono una Juventus incapace di occupare con continuità gli ultimi metri.
Nico Gonzalez sfiora subito il vantaggio
La prima occasione arriva già al 2’, quando Nico Gonzalez colpisce la parte alta della traversa con una conclusione dal limite. È il quinto legno centrato dalla Juventus nelle prime quattro giornate, un dato che evidenzia anche una componente di sfortuna.
L’argentino prova più volte ad attaccare la profondità, ma raramente viene servito con i tempi corretti. Il problema non è soltanto individuale: la manovra bianconera impiega troppi secondi per superare la prima pressione, permettendo agli avversari di chiudere gli spazi.
Nella ripresa Spalletti decide di sostituirlo inserendo Woltemade, ma la scelta non produce l’effetto sperato. La coppia formata dal tedesco e da Kolo Muani fatica a trovare connessioni e movimenti complementari.
Alajbegovic accende la fascia sinistra
Tra i giocatori più intraprendenti figura Kerim Alajbegovic. Il giovane centrocampista costruisce una buona intesa con Zeki Çelik sulla fascia sinistra e riesce più volte a superare la prima pressione neroverde.
Al 15’ crea una delle situazioni più interessanti della prima frazione, mettendo in area un pallone sul quale nessun compagno attacca né il centro della porta né il secondo palo. È un episodio che sintetizza i problemi della Juventus: anche quando l’azione si sviluppa correttamente, manca la presenza necessaria nell’area di rigore.
Alajbegovic prova anche la conclusione dalla distanza nella ripresa, trovando la risposta di Muric. La sua vivacità, però, resta un’eccezione all’interno di una prestazione collettiva troppo compassata.
Koopmeiners spreca una grande occasione
Al 33’ Francisco Conceição riesce a liberarsi sulla destra e serve Koopmeiners al limite dell’area. Il centrocampista olandese ha spazio per calciare, ma la conclusione è centrale e viene bloccata senza difficoltà da Muric.
Per Koopmeiners si tratta di un’altra opportunità mancata in un periodo nel quale il suo rendimento offensivo continua a essere inferiore alle aspettative. Schierato al posto dell’infortunato Manuel Locatelli, l’olandese non riesce a dare velocità alla manovra né a incidere negli ultimi metri.
La sua prestazione riflette quella dell’intero centrocampo: tanto possesso, poche accelerazioni e pochissimi palloni giocati alle spalle della linea mediana del Sassuolo.
Gli errori tattici che hanno condannato la Juventus
Il problema principale della Juventus non riguarda soltanto la lentezza del possesso. La squadra perde progressivamente equilibrio quando la partita si allunga e non riesce a proteggere la propria difesa.
Spalletti prova a cambiare l’uscita dal basso inserendo Lloyd Kelly per Lucumí all’intervallo, ma la sostituzione non modifica in modo sostanziale lo sviluppo dell’azione. La Juventus continua a costruire con difficoltà e si affida soprattutto alle iniziative individuali.
La linea difensiva sbaglia sul gol di Esposito
In occasione dell’1-0, Nemanja Matic individua rapidamente il movimento di Sebastiano Esposito. Kalulu e Bremer non interpretano allo stesso modo la situazione: uno prova a salire, mentre l’altro resta più basso, rendendo inefficace il tentativo di mettere l’attaccante in fuorigioco.
Esposito riceve in posizione regolare e conclude alle spalle di Vicario. È un errore di reparto prima ancora che individuale, perché evidenzia una comunicazione insufficiente tra i difensori centrali.
La Juventus aveva costruito parte del proprio avvio stagionale sulla solidità della retroguardia. A Reggio Emilia, invece, il reparto arretrato perde compattezza proprio quando la squadra avrebbe bisogno di maggiore sicurezza.
Bremer protagonista di una serata complicata
L’errore più evidente arriva all’89’. Bremer gestisce male un pallone apparentemente controllabile e concede al Sassuolo l’occasione per riportarsi avanti. Bowie approfitta dell’incertezza e realizza il 2-1.
Il difensore brasiliano vive una delle serate più difficili della sua esperienza juventina. Oltre all’episodio del secondo gol, appare insicuro quando deve impostare e fatica a gestire gli spazi più ampi creati dai cambi offensivi di Spalletti.
Quando la Juventus aumenta il numero degli attaccanti, i difensori restano spesso esposti in campo aperto. Proprio questa situazione prepara il terreno anche per il definitivo 3-2 di Adzic.
L’assalto finale cancella ogni equilibrio
Dopo il pareggio di Zhegrova, la Juventus si lascia trascinare dall’entusiasmo. La squadra interpreta gli ultimi istanti come un’occasione per completare la rimonta, ma dimentica di proteggere il punto appena conquistato.
Il Sassuolo recupera il pallone e trova davanti a sé una porzione enorme di campo. La transizione si sviluppa senza che il centrocampo bianconero riesca a interromperla, mentre i difensori arretrano senza poter controllare tutti gli inserimenti.
L’azione conclusa da Adzic dimostra come il desiderio di vincere debba sempre essere accompagnato da lucidità e organizzazione. L’aggressività offensiva voluta da Spalletti può diventare un’arma, ma senza equilibrio rischia di trasformarsi in una debolezza strutturale.
Spalletti chiamato alla reazione tra Europa e Atalanta
La prima sconfitta stagionale arriva in un momento delicato del calendario. La Juventus dovrà evitare che il ko contro il Sassuolo lasci conseguenze psicologiche, perché il tempo per analizzare gli errori è limitato.
Giovedì 17 settembre 2026 i bianconeri affronteranno il N.E.C. Nijmegen nella fase campionato di Europa League, come indicato dal calendario ufficiale della UEFA Europa League. Successivamente arriverà la sfida di campionato contro l’Atalanta, un appuntamento già importante per misurare la capacità di reazione del gruppo.
Kolo Muani resta ancora senza gol
Tra le questioni da risolvere c’è anche il digiuno di Randal Kolo Muani. L’attaccante francese non segna da 179 giorni e contro il Sassuolo non riesce a incidere né da riferimento centrale né quando viene affiancato da Woltemade.
La Juventus ha bisogno di ritrovare il proprio centravanti, soprattutto nelle partite in cui gli esterni non riescono a creare superiorità con continuità. L’assenza di movimenti coordinati dentro l’area rende più semplice il lavoro delle difese avversarie e costringe spesso i centrocampisti a cercare conclusioni dalla distanza.
L’esperimento con Woltemade non convince
L’ingresso di Nick Woltemade dovrebbe aumentare il peso offensivo, ma il tedesco appare ancora distante dalla migliore condizione. La sua occasione più importante arriva con un colpo di testa da posizione favorevole, terminato fuori.
La contemporanea presenza di Woltemade e Kolo Muani non produce automatismi efficaci. I due attaccanti occupano talvolta zone simili, mentre la squadra fatica a servirli con cross precisi o passaggi verticali.
Spalletti dovrà lavorare sulle distanze e sulla distribuzione degli spazi. Aumentare il numero degli attaccanti non garantisce automaticamente una maggiore pericolosità, soprattutto se la manovra resta lenta.
La prima sconfitta non è una crisi, ma un avvertimento
Quattro giornate non possono definire un’intera stagione. La Juventus ha ancora tempo per correggere i propri difetti e trovare continuità, ma il 3-2 subito contro il Sassuolo rappresenta un segnale da non sottovalutare.
Nella passata stagione il primo ko era arrivato alla settima giornata, mentre nell’annata precedente la squadra era rimasta imbattuta per oltre un girone. Questa volta la battuta d’arresto arriva molto prima e rischia di allontanare subito i bianconeri dalle prime posizioni.
Il Sassuolo-Juventus 3-2 lascia quindi due immagini opposte: da una parte la soddisfazione di Aquilani, capace di preparare una partita attenta e coraggiosa; dall’altra la delusione di Spalletti, tradito dalla lentezza della manovra e dagli errori difensivi.
La reazione contro il N.E.C. e l’Atalanta dirà se quello del Mapei Stadium è stato soltanto un incidente di percorso oppure il primo sintomo di difficoltà più profonde. Una certezza, però, esiste già: dopo una sconfitta del genere, la Juventus non può più permettersi di giocare senza ritmo, equilibrio e lucidità.
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