Perché l’Inter vale il triplo della Roma: conti, Champions e risultati
19 settembre 2026 | In sintesi – Inter e Roma arrivano allo scontro diretto con 12 punti dopo quattro giornate, ma sul piano societario appartengono ancora a dimensioni differenti. Football Benchmark attribuisce al club nerazzurro un enterprise value di 2,137 miliardi di euro, contro i 730 milioni della società giallorossa.
- Inter: valore stimato di 2,137 miliardi
- Roma: valutazione di 730 milioni
- Ricavi 2024-25: 546 milioni contro 222
- Champions League e redditività spiegano gran parte del divario
Roma e Inter si presentano alla sfida dello Stadio Olimpico nelle stesse condizioni dal punto di vista sportivo. Entrambe hanno conquistato quattro vittorie nelle prime quattro giornate e guidano la Serie A con 12 punti, come confermato anche dal resoconto sull’avvio di campionato delle due squadre.
La classifica racconta quindi un equilibrio assoluto. I numeri aziendali, invece, descrivono due realtà molto più distanti. Secondo le valutazioni elaborate da Football Benchmark, l’Inter supera i due miliardi di euro di valore complessivo, mentre la Roma si ferma poco sopra i 700 milioni. In termini economici, dunque, il club milanese vale quasi tre volte quello della Capitale.
Non si tratta soltanto di una fotografia legata al momento attuale. La differenza è il risultato di almeno dieci anni di percorsi divergenti, nei quali hanno inciso la partecipazione alle competizioni europee, l’aumento dei ricavi, il valore delle rose, la capacità di controllare i costi e la visibilità internazionale dei due marchi.
Inter e Roma, cosa significa il divario nell’enterprise value
Per comprendere perché l’Inter vale il triplo della Roma bisogna innanzitutto chiarire cosa rappresenta l’enterprise value. Questa espressione non indica semplicemente il prezzo dei calciatori né coincide con il fatturato annuale di una società.
Che cos’è l’enterprise value di una squadra di calcio
L’enterprise value esprime una stima complessiva del valore aziendale. Nel calcio tiene conto delle attività del club, della capacità di produrre ricavi, dei risultati economici, della forza commerciale del marchio e delle prospettive future.
La valutazione può comprendere diversi elementi: rosa, infrastrutture, contratti commerciali, diritti audiovisivi, seguito internazionale e capacità della società di generare utili. Per questo motivo due squadre vicine in classifica possono avere valori aziendali profondamente differenti.
Una singola stagione positiva può migliorare la percezione di un club, ma per costruire una valutazione elevata servono continuità, ricavi ricorrenti e una struttura capace di sostenere la competitività nel tempo.
I parametri utilizzati da Football Benchmark
Il modello di Football Benchmark prende in considerazione cinque grandi aree. La prima riguarda la profittabilità, valutata attraverso indicatori come l’incidenza degli stipendi sui ricavi e il risultato operativo.
La seconda misura la popolarità, anche attraverso la presenza e l’interazione sui social media. Seguono il potenziale sportivo della squadra, il contesto dei diritti televisivi e la disponibilità di uno stadio di proprietà.
Il valore della rosa, quindi, è soltanto una parte dell’analisi. Un club con calciatori importanti, ma con perdite elevate e ricavi insufficienti, può ricevere una valutazione inferiore rispetto a una società capace di trasformare i risultati sportivi in entrate stabili.
Le valutazioni di Inter e Roma nel 2026
Nell’ultima analisi, basata principalmente sui dati economici delle stagioni 2023-24 e 2024-25, l’Inter raggiunge un enterprise value di 2,137 miliardi di euro. La Roma viene invece valutata 730 milioni.
Il valore nerazzurro è quindi superiore di circa 1,4 miliardi. In termini proporzionali, l’Inter vale quasi il 193% in più rispetto alla Roma. Una differenza enorme, soprattutto considerando che dieci anni fa le due società erano separate da appena poche decine di milioni.
Come l’Inter ha costruito il vantaggio sulla Roma
L’attuale distanza non esisteva nel 2016. In quel periodo l’Inter era valutata circa 399 milioni di euro, mentre la Roma si trovava a quota 358 milioni. Il rapporto era sostanzialmente equilibrato e, sotto alcuni aspetti, il club giallorosso presentava indicatori economici persino migliori.
Dieci anni fa il confronto era quasi alla pari
A metà dello scorso decennio la Roma partecipava con continuità alla Champions League, occupava stabilmente le prime posizioni della Serie A e riusciva ad accedere ai ricchi premi distribuiti dalla UEFA.
L’Inter stava invece attraversando una fase di ricostruzione. La società aveva ridotto il tradizionale sostegno economico della famiglia Moratti ed era passata attraverso la gestione di Erick Thohir, senza riuscire a ritrovare immediatamente la competitività necessaria per tornare nell’élite europea.
Nel 2016 il valore dei due club era dunque molto simile. Anche i ricavi mostravano una situazione favorevole alla Roma: al netto delle operazioni legate alla compravendita dei calciatori, i giallorossi fatturavano circa 219 milioni, contro i 183 milioni dell’Inter.
La svolta sportiva e commerciale dei nerazzurri
Negli anni successivi lo scenario è cambiato. L’arrivo della proprietà cinese ha portato investimenti, una maggiore attenzione allo sviluppo commerciale e il progressivo ritorno dell’Inter in Champions League.
La società nerazzurra ha ricostruito una squadra in grado di competere per i trofei nazionali ed europei. Gli scudetti, le coppe conquistate e le finali internazionali hanno prodotto un effetto moltiplicatore: premi UEFA, incassi da stadio, sponsorizzazioni più ricche, maggiore esposizione televisiva e crescita globale del marchio.
Anche durante i periodi più complessi della gestione Zhang, segnati dai problemi finanziari della proprietà, l’Inter ha mantenuto un livello sportivo elevato. La continuità dei risultati ha protetto il valore della rosa e ha consentito al club di rimanere stabilmente tra le società più visibili del calcio europeo.
Il rallentamento della Roma dopo il 2018
La Roma ha seguito una traiettoria differente. La semifinale di Champions League raggiunta nel 2018 sembrava poter rappresentare l’inizio di una nuova fase, ma quel risultato è rimasto isolato.
Negli anni successivi il club non è riuscito a qualificarsi con regolarità alla principale competizione europea. La vittoria della Conference League nel 2022 ha restituito entusiasmo e prestigio, ma il torneo non garantisce ricavi paragonabili a quelli della Champions.
L’assenza prolungata dalla competizione più remunerativa ha limitato la crescita delle entrate e la possibilità di espandere il marchio sui mercati internazionali. La Roma ha continuato a essere una società seguita e riconoscibile, ma non ha avuto la stessa continuità sportiva e commerciale dell’Inter.
Il peso decisivo di ricavi, costi e Champions League
Il dato che spiega meglio la distanza tra le due società riguarda il fatturato. Nel 2024-25 l’Inter ha raggiunto ricavi per circa 546 milioni di euro, mentre la Roma si è fermata intorno ai 222 milioni.
Il club nerazzurro genera quindi entrate quasi due volte e mezzo superiori. Una capacità economica che incide direttamente sulle possibilità di investimento, sul valore della rosa e sulla sostenibilità complessiva del progetto.
L’Inter ha più che raddoppiato i propri ricavi
Il passaggio da 183 a 546 milioni in meno di dieci anni mostra quanto sia stata profonda la trasformazione dell’Inter. La crescita non dipende da una sola voce, ma dall’unione di più componenti.
I ricavi UEFA hanno assunto un ruolo centrale grazie alle frequenti qualificazioni in Champions e ai lunghi percorsi europei. Sono aumentate anche le entrate commerciali, le sponsorizzazioni, il merchandising e gli incassi legati alle partite.
La presenza costante nei grandi appuntamenti ha reso l’Inter più interessante per sponsor e partner internazionali. Ogni stagione ad alto livello ha rafforzato quella successiva, alimentando un meccanismo positivo tra competitività, visibilità e fatturato.
Dalle perdite all’utile: il risanamento nerazzurro
La crescita dei ricavi, da sola, non sarebbe stata sufficiente. L’Inter ha dovuto intervenire anche sui costi dopo la perdita di circa 246 milioni registrata nel 2020-21.
La società ha progressivamente ridotto il monte ingaggi, gestito con maggiore attenzione le scadenze contrattuali e utilizzato il mercato anche per produrre plusvalenze. Allo stesso tempo, il management ha continuato ad allestire una squadra competitiva attraverso parametri zero, operazioni mirate e valorizzazione degli investimenti.
Questo percorso ha portato il bilancio 2024-25 a chiudersi con un utile di circa 35 milioni di euro. Il ritorno alla redditività rappresenta un elemento determinante nella valutazione aziendale, perché rende il progetto più credibile e meno dipendente dalle risorse immesse dalla proprietà.
La Roma continua a chiudere i bilanci in perdita
La Roma ha ridotto sensibilmente il proprio passivo, ma non ha ancora completato il riequilibrio economico. La perdita di circa 219 milioni del 2021-22 è scesa a 54 milioni nel 2024-25, segnale di un miglioramento evidente ma ancora insufficiente per raggiungere l’equilibrio.
La famiglia Friedkin ha sostenuto il club con importanti immissioni di capitale, finanziando il mercato e coprendo le esigenze della società. Tuttavia, una proprietà solida non determina automaticamente una crescita dell’enterprise value.
Per aumentare la valutazione servono ricavi strutturali, risultati sportivi ripetuti e una gestione capace di ridurre la necessità di continui interventi degli azionisti. Il bilancio 2025-26 dovrebbe rimanere in perdita, mentre l’Inter punta a confermare il risultato positivo dell’esercizio precedente.
Champions, stadio e management: le chiavi per il futuro
La nuova stagione offre alla Roma l’opportunità di ridurre almeno una parte della distanza. Il ritorno in Champions League rappresenta un passaggio fondamentale, ma dovrà diventare una presenza stabile e non un episodio isolato.
La Champions vale molto più dei soli premi UEFA
Partecipare alla Champions significa ricevere premi, quote legate al ranking, incassi al botteghino e maggiore visibilità. Gli effetti, però, vanno oltre le entrate distribuite direttamente dalla UEFA.
Le partite internazionali aumentano il valore delle sponsorizzazioni, favoriscono la vendita di prodotti ufficiali e permettono ai calciatori di acquisire maggiore esposizione. Anche il valore della rosa può beneficiare delle prestazioni offerte contro le migliori squadre europee.
Per l’Inter questo meccanismo è diventato ricorrente. La Roma deve riuscire a trasformare la qualificazione europea in una base permanente del proprio modello industriale.
Il ruolo dei dirigenti nei risultati dell’Inter
La crescita nerazzurra porta anche la firma del management. La dirigenza guidata da Giuseppe Marotta ha saputo mantenere una squadra vincente pur dovendo rispettare vincoli economici sempre più rigidi.
L’Inter ha sostituito giocatori importanti senza abbassare sensibilmente il livello tecnico, costruendo una rosa profonda e valorizzabile. La capacità di programmare il mercato e controllare gli ingaggi ha consentito di unire sostenibilità e ambizione.
La Roma sta cercando di avviare un percorso simile attraverso un’organizzazione più stabile e una guida tecnica affidata a Gian Piero Gasperini. Il tecnico è conosciuto per la capacità di migliorare i calciatori e aumentare il rendimento collettivo: qualità che possono produrre benefici sportivi ed economici.
Il nuovo stadio può cambiare la dimensione dei club
Inter e Roma condividono una necessità: disporre di un impianto moderno in grado di produrre ricavi durante tutto l’anno. Lo stadio di proprietà non significa soltanto aumentare gli incassi delle partite.
Hospitality, attività commerciali, eventi, museo, ristorazione e sponsorizzazioni possono generare entrate continuative. Inoltre, un impianto controllato direttamente dalla società rappresenta un asset che può incidere positivamente sulla valutazione complessiva del club.
Entrambi i progetti restano complessi e legati a lunghi procedimenti amministrativi. Chi riuscirà a completare prima questo passaggio potrà ottenere un vantaggio importante nel confronto con le grandi società europee.
Il campo può ridurre una distanza costruita in dieci anni
Il fatto che Roma e Inter abbiano gli stessi punti dimostra che il valore aziendale non determina automaticamente il risultato di una partita. Sul terreno di gioco contano organizzazione, condizione fisica, qualità tecnica e capacità degli allenatori di preparare la sfida.
Su un’intera stagione, però, una maggiore disponibilità economica permette di costruire rose più profonde, gestire gli infortuni e mantenere un livello elevato in più competizioni. È proprio questa continuità ad aver favorito la crescita dell’Inter.
Roma competitiva, ma il divario industriale resta
La Roma può battere l’Inter e contendere ai nerazzurri le prime posizioni. Il buon avvio della squadra di Gasperini dimostra che il progetto tecnico possiede basi interessanti.
Il confronto societario richiede però tempi più lunghi. Recuperare oltre 1,4 miliardi di euro di enterprise value significa tornare stabilmente in Champions, aumentare il fatturato, ridurre le perdite e completare il progetto del nuovo stadio.
L’Inter, nel frattempo, dovrà confermare i progressi economici senza perdere competitività. Il passaggio a Oaktree ha aperto una fase orientata alla stabilità finanziaria e alla valorizzazione del club nel medio-lungo periodo.
Oggi la classifica mette Roma e Inter sullo stesso piano. I bilanci raccontano invece un decennio nel quale i nerazzurri hanno trasformato i successi sportivi in crescita economica, mentre i giallorossi hanno faticato a trovare continuità. È questa la ragione principale per cui, almeno come azienda, l’Inter vale quasi tre volte la Roma.
LAVORA CON NOI


