Che fine ha fatto Batistuta? È una domanda che molti tifosi si pongono quando ripensano agli anni d’oro della Serie A. Gabriel Omar Batistuta, il leggendario “Batigol”, è stato uno degli attaccanti più devastanti degli anni ’90 e dei primi 2000. Potenza, tecnica e un fiuto del gol fuori dal comune lo hanno reso un’icona del calcio italiano.
Eppure, il suo percorso non è iniziato con il pallone tra i piedi. Da ragazzo, Batistuta amava la pallavolo e il basket. Il calcio non era la sua priorità. Fu un poster di Maradona ad accendere la scintilla e a cambiare il suo destino. Da lì partì il viaggio che lo avrebbe portato a segnare 183 gol in Serie A con le maglie di Fiorentina, Roma e Inter, oltre a diventare uno dei bomber più prolifici della storia.
Che fine ha fatto Batistuta? Le origini di Batigol
Per capire che fine ha fatto Batistuta, bisogna tornare alle sue radici. La famiglia aveva origini italiane: i trisnonni emigrarono dal Friuli verso l’Argentina nel XIX secolo. Cresciuto ad Avellaneda, con un padre macellaio e una madre segretaria, Gabriel si avvicinò al calcio quasi per caso.
Da giovane veniva soprannominato “gordo” per il fisico robusto, ma quella struttura si sarebbe rivelata un’arma micidiale. Potenza fisica, elevazione e tiro devastante diventarono il suo marchio di fabbrica.
Nel 1991 arrivò alla Fiorentina tra lo scetticismo generale. Nessuno immaginava che sarebbe diventato il simbolo di un’epoca.
L’era Fiorentina: Batistuta idolo di Firenze
Se oggi ci chiediamo che fine ha fatto Batistuta, è impossibile non ricordare il suo legame con Firenze. Con la maglia viola segnò 205 gol tra campionato e coppe, vincendo una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.
“Firenze è stata la mia seconda casa”, ha raccontato più volte. La stagione 1998-1999 fu il momento più vicino al sogno scudetto: la Fiorentina si laureò campione d’inverno grazie anche ai suoi 17 gol nelle prime 17 giornate.
Gli infortuni, però, frenarono quella cavalcata. Rimase il rimpianto di non aver portato uno scudetto in riva all’Arno, ma il suo status di leggenda non venne mai messo in discussione.
Il trionfo con la Roma: lo scudetto del 2001
Un altro capitolo fondamentale per chi si chiede che fine ha fatto Batistuta è quello giallorosso.
Nel 2000 Franco Sensi lo acquistò per circa 70 miliardi di lire. Fu un investimento enorme, ma ripagato immediatamente. Nella sua prima stagione con la Roma segnò 20 gol in campionato, contribuendo in modo decisivo alla conquista del terzo scudetto della storia romanista.
Anche senza la sua iconica maglia numero 9, rimasta a Montella, Batistuta rese leggendaria la numero 18. I suoi gol, la grinta e la celebre esultanza con la “mitragliatrice” entrarono nell’immaginario collettivo.
Che fine ha fatto Batistuta: La mitragliatrice e il mito di Batigol
La mitragliatrice, gesto simbolo di Batistuta, nacque quasi per scherzo a Firenze come dedica a un fisioterapista. Col tempo diventò una firma personale, un marchio che identificava ogni suo gol.
Tra campo e leggenda, la sua figura venne spesso accompagnata da voci e curiosità, come la relazione smentita con Sabrina Ferilli. Ma Batistuta ha sempre mantenuto un profilo riservato, concentrato sulla famiglia e sulla carriera.
Che fine ha fatto Batistuta dopo il ritiro?
Dopo il ritiro dal calcio giocato, la vita di Batistuta non è stata semplice. I problemi fisici, soprattutto alle ginocchia e alle caviglie, sono stati pesanti. Il suo corpo aveva pagato il prezzo di una carriera vissuta sempre al massimo.
In un’intervista confessò di aver sofferto dolori così forti da aver pensato persino all’amputazione delle gambe pur di smettere di soffrire. Una dichiarazione che fece il giro del mondo e mostrò il lato umano del campione.
Con il tempo, però, è riuscito a migliorare la sua condizione fisica grazie a interventi e terapie specifiche. Oggi, a 55 anni, conduce una vita più serena tra Argentina e viaggi, dedicandosi alla famiglia e agli affari personali.
Batistuta oggi: tra famiglia e apparizioni televisive
Chi si chiede che fine ha fatto Batistuta può trovarlo lontano dai riflettori del calcio quotidiano, ma ancora molto amato dai tifosi.
Ha partecipato a eventi sportivi e televisivi, come la comparsa a “Ballando con le stelle” insieme alla moglie Irina, dove ha mostrato un lato più leggero e ironico della sua personalità. La canzone “La vida es un carnaval” è diventata quasi il simbolo della sua nuova fase di vita.
Non allena e non ha intrapreso una carriera dirigenziale di alto profilo, preferendo una dimensione più privata.
Che fine ha fatto Batistuta? Una leggenda che non si spegne
La risposta alla domanda che fine ha fatto Batistuta è semplice: Batigol è diventato mito.
Non è più sui campi della Serie A a segnare gol a raffica, ma il suo nome resta scolpito nella memoria collettiva. I 183 gol in Serie A, lo scudetto con la Roma, l’amore eterno di Firenze e l’esultanza con la mitragliatrice lo hanno reso immortale.
Oggi vive lontano dalle pressioni, con la consapevolezza di aver scritto pagine indelebili del calcio italiano e mondiale.
Perché certe leggende non hanno bisogno di restare sotto i riflettori: continuano a vivere nei ricordi, nei cori degli stadi e nei racconti di chi ha avuto la fortuna di vederle giocare.
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