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Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica.
Probabilità di vincita sul sito ADM.

Molti lo guardano in TV e restano incuriositi dalle scope, dalle pietre che sembrano scivolare lentamente ma con precisione, e dalle indicazioni continue tra compagni di squadra. E allora nasce spontanea la domanda: Come si gioca a curling? In questa guida completa troverete regole, punteggio, ruoli dei giocatori e anche alcune curiosità storiche che rendono il curling uno sport unico e affascinante.


Come si gioca a curling: regole base e obiettivo del gioco

Come si gioca a curling Il gioco si svolge su una pista di ghiaccio lunga e stretta, chiamata sheet, con un bersaglio circolare disegnato a entrambe le estremità: la house. Due squadre composte da quattro giocatori si affrontano lanciando a turno le stone, cioè blocchi di pietra di granito dal peso di circa 20 chili, dotati di un manico. Lo scopo è semplice da dire ma complesso da realizzare: far fermare la stone il più vicino possibile al centro della house, chiamato button.

Ogni partita è divisa in intervalli di gioco detti end. In ciascun end, ogni squadra effettua otto lanci, per un totale di sedici stone in movimento sul campo. A differenza di molti sport, qui non conta solo “tirare forte”: bisogna calcolare direzione, velocità e rotazione. Infatti il giocatore, al momento del rilascio, imprime un effetto alla pietra, il famoso curl, che provoca una traiettoria leggermente curva invece che perfettamente dritta.

La cosa più spettacolare è l’uso delle scope, chiamate broom: due giocatori possono correre davanti alla stone e “spazzare” il ghiaccio per modificarne lo scorrimento. Questo gesto non è casuale: serve a ridurre l’attrito e a far viaggiare la pietra più a lungo oppure a correggere leggermente la traiettoria. Ecco perché, anche se il lancio è fondamentale, nel curling vince spesso chi comunica meglio e gestisce la squadra con lucidità.

Nel curling è permesso anche “spostare” le stone avversarie: se una pietra colpisce quella dell’altra squadra può allontanarla dalla house, proprio come accade in giochi di precisione simili alle bocce. Questo rende la partita un continuo equilibrio tra attacco e difesa: a volte conviene piazzare una stone “di guardia”, altre volte eliminare un ostacolo, altre ancora costruire una strategia a più colpi.


Come si gioca a curling: punteggio, ruoli e tattiche di squadra

Come si gioca a curling quando si parla di punteggio? Alla fine di ogni end si contano i punti in modo molto chiaro: segna solo la squadra che ha la stone più vicina al centro della house. I punti assegnati corrispondono al numero di stone di quella squadra che risultano più vicine rispetto alla prima stone dell’avversario. In pratica, se avete due stone “davanti” a tutte quelle avversarie, segnate due punti; se ne avete tre, segnate tre, e così via. È un sistema che premia precisione e controllo del campo, non la quantità di tiri “spettacolari”.

Un aspetto importante è che ogni squadra ha un tempo limitato per giocare: in molte competizioni, ad esempio, si parla di circa 73 minuti a disposizione per ogni intervallo di gioco, un elemento che aumenta la pressione e obbliga a prendere decisioni rapide senza perdere lucidità.

Nel curling ogni ruolo ha un compito preciso. I primi due giocatori che lanciano spesso hanno il compito di costruire la base dell’end, piazzando stone utili come guardie o pietre di posizionamento. Poi entrano in gioco i giocatori che tirano più tardi, spesso chiamati a fare colpi più complessi: spostare stone avversarie, liberare la house, creare combinazioni vincenti. Il capitano, chiamato skip, è la mente strategica della squadra: decide dove puntare, quale tiro eseguire e come gestire il rischio.

La comunicazione è fondamentale: durante il lancio, lo skip indica il punto esatto in cui vorrebbe fermare la stone, mentre gli altri due compagni gestiscono la spazzata, valutando velocità e traiettoria. È qui che il curling diventa davvero “scacchi sul ghiaccio”: spesso un tiro non serve a fare punto subito, ma a preparare la posizione per gli end successivi o a bloccare le opzioni dell’avversario.

Ecco perché, se vi state chiedendo Come si gioca a curling, dovete immaginarlo come una partita fatta di piccoli dettagli: un centimetro può cambiare tutto. La strategia non riguarda solo “mettere dentro” la pietra, ma anche costruire un vantaggio progressivo, proteggere le stone migliori e decidere quando attaccare e quando difendersi.


Origine del curling: dalla Scozia al mondo

Il curling ha origini antiche e affascinanti. Secondo numerosi documenti storici, questo sport nasce in Scozia nel XVI secolo, quando il clima rigido permetteva di giocare sugli stagni ghiacciati. All’epoca non esistevano le stone moderne: si utilizzavano pietre di fiume a fondo piatto, più grezze ma già adatte allo scivolamento sul ghiaccio.

Con il tempo, furono gli emigranti scozzesi a portare il curling in Canada, dove lo sport si sviluppò in modo enorme e dove nacque anche uno dei club più antichi ancora esistenti. Da lì il curling si è diffuso in tutto il mondo: oggi è praticato in Europa, Nord America, Australia, Nuova Zelanda e in diversi paesi asiatici come Giappone, Corea e Cina.

Questa storia rende il curling ancora più affascinante: non è un gioco nato “per caso”, ma uno sport che ha attraversato secoli, evolvendosi da passatempo invernale a disciplina olimpica. E anche oggi, nonostante la tecnologia e i materiali moderni, mantiene intatta la sua essenza: precisione, strategia e controllo.


Pietre “made in Scozia”: la curiosità del granito

Una delle curiosità più amate dai fan riguarda proprio le stone. Le pietre usate nel curling non sono qualsiasi sasso: sono realizzate in granito, un materiale resistente, stabile e perfetto per scivolare sul ghiaccio senza rompersi facilmente. Ma la cosa più sorprendente è che la maggior parte delle stone utilizzate nelle competizioni ufficiali proviene da un luogo specifico: l’isola scozzese di Ailsa Craig, disabitata e situata a sud-ovest della Scozia.

Da qui si estraggono due tipi particolari di granito, noti per qualità e durata: Blue Hone e Ailsa Craig Common Green. La gestione e la vendita di queste pietre è legata a una famiglia che si occupa del commercio del materiale fin dal 1850, un dettaglio che aggiunge ancora più fascino a questo sport ricco di tradizione.


Il curling in Italia e le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Negli ultimi anni l’Italia ha dimostrato di avere una vera cultura del curling. Basta ricordare le Olimpiadi del 2022, dove nel doppio misto gli azzurri hanno conquistato un oro storico, facendo innamorare tantissimi nuovi tifosi. E con l’avvicinarsi delle Olimpiadi in casa, l’attesa è altissima: Milano-Cortina 2026 rappresenta un’occasione unica per vedere questo sport crescere ancora.

Ecco alcuni nomi italiani che prenderanno parte alle gare olimpiche del curling nel 2026:

  • Doppio Misto: Stefania Constantini, Amos Mosaner

  • Squadra Femminile: S. Constantini, E.A. Mathis, G. Zardini Lacedelli, A. Romei, M. Lo Deserto

  • Squadra Maschile: J. Retornaz, A. Mosaner, S. Arman, M. Giovanella

Se vi siete chiesti Come si gioca a curling ora avete una base solida per guardare le partite con occhi diversi: non solo come spettatori, ma come veri appassionati capaci di capire tattiche, scelte e momenti chiave. Il curling è uno sport che conquista lentamente, proprio come le sue stone… ma quando vi prende, non vi lascia più.

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