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Alessandra Mao, la 15enne che ha superato il record di Federica Pellegrini

Il nome di Alessandra Mao è entrato improvvisamente nella storia del nuoto italiano. Agli Europei juniores di Monaco di Baviera, la quindicenne veneta ha conquistato la medaglia d’oro nei 100 stile libero fermando il cronometro in 54”28. Un tempo che le ha permesso di cancellare un primato appartenuto per oltre vent’anni a Federica Pellegrini.

Il record juniores dei 100 stile libero stabilito dalla “Divina” resisteva infatti dal 10 marzo 2004, quando a Livorno aveva nuotato la distanza in 54”40. Mao ha migliorato quel riferimento di dodici centesimi, completando una gara in rimonta e mostrando qualità agonistiche fuori dal comune.

Il risultato ottenuto in Germania non rappresenta però un episodio isolato. La giovane nuotatrice aveva già attirato l’attenzione conquistando, a soli 14 anni, il titolo italiano assoluto dei 200 stile libero. Le prestazioni successive hanno confermato l’ascesa di un’atleta capace di essere competitiva tanto nella velocità quanto nel mezzofondo veloce.

Alessandra Mao e il record juniores nei 100 stile libero

La rimonta che ha deciso la finale di Monaco

La finale dei 100 stile libero agli Europei juniores 2026 ha mostrato perfettamente una delle caratteristiche principali di Alessandra Mao: la capacità di non perdere lucidità nei momenti più complicati.

Dopo i primi 50 metri, la nuotatrice italiana occupava solamente la settima posizione. Il passaggio in 26”51 sembrava averla allontanata dalla lotta per la medaglia d’oro, ma nella vasca di ritorno Mao ha completamente cambiato ritmo. Con una seconda frazione nuotata in 27”77 ha recuperato sei posizioni, superando tutte le avversarie e toccando per prima la piastra.

Il 54”28 finale le ha consegnato contemporaneamente il titolo continentale e il nuovo primato italiano juniores. Una prestazione particolarmente significativa perché costruita senza lasciarsi condizionare da una partenza meno brillante rispetto a quella delle rivali.

Il primato appartenuto a Federica Pellegrini

Il precedente record italiano juniores apparteneva a Federica Pellegrini, che nel 2004 aveva coperto i 100 stile libero in 54”40. Pochi mesi dopo quella gara, la campionessa veneta avrebbe conquistato ad Atene la sua prima medaglia olimpica nei 200 stile libero, iniziando una carriera destinata a cambiare la storia del nuoto italiano.

Superare un tempo firmato da Pellegrini non significa automaticamente ripercorrerne la straordinaria carriera, ma restituisce la dimensione tecnica dell’impresa compiuta da Mao. Il primato era rimasto imbattuto per 22 anni, attraversando diverse generazioni di velociste italiane.

Il nuovo record colloca Alessandra tra le migliori specialiste nazionali della distanza. Il suo tempo di 54”28 è inoltre molto vicino al primato italiano della categoria Cadette, fissato a 54”22 da Sara Curtis. Considerata l’età e i margini di miglioramento, la giovane veneta potrebbe presto avvicinare nuovi riferimenti cronometrici.

La reazione dopo la delusione nei 200 metri

La vittoria nei 100 stile libero acquista ancora più valore se si considera quanto accaduto nei 200, la distanza sulla quale Mao aveva costruito i primi grandi risultati della carriera. A Monaco non era riuscita a qualificarsi per la finale, chiudendo le batterie lontano dalle proprie migliori prestazioni.

Una delusione del genere avrebbe potuto compromettere il resto della manifestazione. Alessandra, invece, ha trasformato la mancata qualificazione in una spinta emotiva. Nei 100 ha nuotato con determinazione e, soprattutto, ha mantenuto la calma anche quando la gara sembrava essersi messa in salita.

Questa capacità di reagire agli imprevisti è uno degli elementi che maggiormente convincono i suoi allenatori. I tempi possono migliorare attraverso il lavoro, mentre la lucidità sotto pressione è una qualità molto più difficile da costruire.

Dai 200 stile libero alle sei medaglie europee

Il titolo italiano assoluto conquistato a 14 anni

L’esplosione di Alessandra Mao era cominciata prima del record di Monaco. Nel 2025, quando aveva appena 14 anni, la nuotatrice del Team Veneto aveva vinto il titolo italiano assoluto nei 200 stile libero con il tempo di 1’58”86.

Prima di lei, soltanto Novella Calligaris era riuscita a diventare campionessa italiana assoluta a un’età inferiore. Un dato che inserisce la giovane atleta in una tradizione importante per il nuoto femminile veneto, già rappresentato nel corso degli anni dalla stessa Calligaris e da Federica Pellegrini.

La crescita è proseguita anche nelle competizioni internazionali. Ai Mondiali juniores del 2025 Mao ha conquistato il bronzo nei 200 stile libero in 1’57”00, dimostrando di poter competere con le migliori coetanee a livello mondiale.

Il risultato ottenuto al Trofeo Settecolli

Nel giugno 2026, al Trofeo Settecolli di Roma, Alessandra Mao ha chiuso i 200 stile libero in 1’57”24. Con quella prestazione ha ottenuto il pass per gli Europei in vasca lunga di Parigi, confermandosi una delle migliori interpreti italiane della distanza.

Il risultato assume ulteriore importanza considerando il livello della manifestazione e la presenza di avversarie già affermate a livello internazionale. Mao ha chiuso al secondo posto dietro Siobhan Haughey, affrontando la gara con personalità e mantenendo un ritmo elevato sin dalle prime vasche.

I progressi della quindicenne sono documentati anche nel profilo ufficiale di Alessandra Mao su World Aquatics, dove sono raccolti i risultati ottenuti nelle principali competizioni nazionali e internazionali.

Un Europeo juniores da sei medaglie

Il record individuale non è stato l’unico risultato ottenuto a Monaco. Alessandra Mao ha concluso gli Europei juniores con sei medaglie complessive, contribuendo in maniera decisiva al bottino della Nazionale italiana.

Oltre all’oro nei 100 stile libero, ha vinto il titolo nella staffetta 4×200 stile libero femminile e nella 4×100 mista mixed. A questi successi si sono aggiunti due argenti e un bronzo conquistati nelle altre prove a squadre.

Le staffette hanno evidenziato un’altra qualità importante: la capacità di inserirsi nel gruppo e di offrire il proprio contributo quando il risultato dipende anche dalle compagne e dai compagni. Nonostante sia ancora molto giovane, Mao appare già in grado di gestire la responsabilità di una frazione decisiva.

Come è cresciuto il talento di Alessandra Mao

Gli allenamenti tra Preganziol e Monastier

Originaria del Lido di Venezia, Alessandra Mao è cresciuta sportivamente tra Preganziol e Mogliano Veneto. Si allena con il Team Veneto-Stilelibero Preganziol sotto la guida del tecnico Andrea Franconetti, all’interno di un progetto che punta su una crescita graduale.

Gran parte del lavoro viene svolto nella piscina da 25 metri di Preganziol, mentre alcune sedute settimanali si tengono nella vasca olimpica di Monastier. L’alternanza consente alla nuotatrice di curare diversi aspetti: frequenza delle virate, tecnica di nuotata, resistenza e gestione delle distanze in vasca lunga.

Lo staff evita di aumentare troppo rapidamente i carichi. Alessandra ha soltanto 15 anni e il suo sviluppo fisico non è ancora completato. L’obiettivo è consolidare le qualità tecniche senza compromettere l’equilibrio personale e senza trasformare ogni competizione in un esame decisivo.

Le caratteristiche tecniche della giovane campionessa

Mao possiede un galleggiamento naturale molto efficace e una notevole capacità di scivolare sull’acqua. Queste doti le permettono di mantenere una nuotata fluida anche quando la fatica comincia a farsi sentire.

La seconda parte della finale di Monaco ha mostrato anche la sua resistenza alla velocità. Recuperare sei posizioni negli ultimi 50 metri di un 100 stile libero richiede infatti potenza, efficienza tecnica e una distribuzione dello sforzo quasi perfetta.

Tra gli aspetti ancora da perfezionare ci sono le virate, sulle quali la ragazza sta lavorando insieme ai propri tecnici. Proprio la presenza di elementi migliorabili rende le sue prestazioni ancora più interessanti: una maggiore continuità nelle fasi subacquee potrebbe tradursi in ulteriori progressi cronometrici.

Una mentalità già molto matura

Oltre alle qualità fisiche, Alessandra Mao colpisce per il modo in cui affronta allenamenti e competizioni. Le piace lavorare in piscina e non sembra spaventata dalla fatica. Quando arriva il momento della gara riesce spesso a trovare energie supplementari, soprattutto nelle situazioni più difficili.

Il suo atteggiamento è riservato e concreto. Non cerca dichiarazioni clamorose e preferisce lasciare che siano i risultati a raccontarne la crescita. All’interno della squadra, tuttavia, viene descritta come una ragazza partecipe, intelligente e perfettamente inserita nel gruppo.

La maturità agonistica non deve far dimenticare la sua età. Lo staff mantiene perciò un approccio prudente, evitando paragoni eccessivi e proteggendola dalle aspettative generate dal record sottratto a Federica Pellegrini.

Famiglia, scuola e vita lontano dalla piscina

Una famiglia con lo sport nel DNA

La famiglia ha avuto un ruolo fondamentale nel percorso di Alessandra. I genitori, Eros e Romina, hanno entrambi un legame con lo sport e con la tradizione veneziana. La madre è stata campionessa di voga alla veneta, mentre il padre lavora come gondoliere.

Per agevolare gli allenamenti dei figli, la famiglia si è trasferita dal Lido di Venezia a Mogliano Veneto. Anche il fratello maggiore Federico si è distinto nel nuoto, diventando campione europeo juniores in staffetta, mentre il fratello più piccolo frequenta la stessa società sportiva.

La presenza di persone abituate alle dinamiche dello sport aiuta Alessandra a vivere risultati e difficoltà con equilibrio. In casa i successi non diventano fonte di pressione, ma una tappa di un percorso che deve essere sostenibile nel tempo.

Lo studio e gli interessi di una quindicenne

Fuori dalla piscina, Mao conduce una vita simile a quella delle sue coetanee. Frequenta il liceo delle Scienze Applicate Parini di Mestre e deve organizzare lo studio tenendo conto di allenamenti, gare e raduni della Nazionale.

La collaborazione con gli insegnanti le permette di recuperare le lezioni perse durante le trasferte. Dopo gli allenamenti torna a casa, studia e trascorre il tempo libero con la famiglia. Tra i suoi interessi ci sono gli origami, i due gatti e le partite a Monopoli con i fratelli.

Anche l’alimentazione richiede una particolare attenzione. Essendo intollerante al glutine e al lattosio, durante le competizioni internazionali porta con sé alcuni prodotti adatti alle proprie necessità, così da seguire correttamente la dieta anche lontano da casa.

Sarah Sjöström come modello sportivo

Il principale riferimento internazionale di Alessandra Mao è Sarah Sjöström, fuoriclasse svedese capace di mantenersi ai massimi livelli per moltissimi anni. Non si tratta soltanto di un modello legato alla velocità, ma anche alla continuità e alla longevità agonistica.

Per la giovane italiana, tuttavia, il nuoto conserva soprattutto una dimensione personale. L’acqua rappresenta un luogo nel quale isolarsi dalle difficoltà quotidiane e ritrovare serenità. Questo rapporto spontaneo con la piscina potrebbe diventare uno dei suoi punti di forza nel lungo periodo.

Il futuro di Alessandra Mao con la Nazionale maggiore

Gli Europei di Parigi come esperienza di crescita

Il passaggio successivo sarà il confronto stabile con le atlete della Nazionale maggiore. Agli Europei di Parigi, in programma dal 10 agosto 2026, Mao potrà gareggiare nei 200 stile libero e offrire il proprio contributo alle staffette azzurre.

L’obiettivo principale non sarà necessariamente la medaglia individuale. Affrontare avversarie più esperte, imparare a gestire un grande evento internazionale e inserirsi nei meccanismi della squadra rappresentano già passaggi fondamentali.

La 4×100 stile libero e la 4×200 potrebbero offrirle occasioni importanti. I suoi tempi la rendono una candidata credibile per entrambe le formazioni, ma le scelte definitive dipenderanno dalle condizioni delle atlete e dalle valutazioni dello staff tecnico.

Perché il paragone con Pellegrini va gestito con prudenza

Il record juniores rende inevitabile l’accostamento con Federica Pellegrini, ma le due carriere appartengono a epoche e contesti differenti. Mao deve ancora completare lo sviluppo fisico, accumulare esperienza e capire quale distanza diventerà la sua specialità principale.

La capacità di essere competitiva sia nei 100 sia nei 200 stile libero rappresenta comunque un vantaggio. Potrebbe evolversi in una velocista resistente, diventare una specialista dei 200 oppure mantenere entrambe le distanze nel proprio programma.

L’aspetto decisivo sarà permetterle di crescere senza trasformare ogni risultato nel confronto con una delle più grandi campionesse della storia italiana. Il 54”28 di Monaco è un punto di partenza prestigioso, non un obbligo a ripetere il percorso della Divina.

Il sogno olimpico verso Brisbane 2032

Quando si parla di un talento così giovane, la prospettiva olimpica appare inevitabile. Brisbane 2032 potrebbe rappresentare l’appuntamento della piena maturità sportiva, ma prima ci saranno altre competizioni internazionali attraverso le quali costruire esperienza.

Il futuro del nuoto italiano passa anche da atlete come Alessandra Mao e Sara Curtis, protagoniste di una generazione capace di alzare il livello della velocità femminile. La concorrenza interna potrà stimolare entrambe e rendere più competitive le staffette azzurre.

Per ora, però, la parola d’ordine resta gradualità. Alessandra Mao ha già conquistato un titolo italiano assoluto, sei medaglie europee juniores e un record appartenuto per 22 anni a Federica Pellegrini. A 15 anni ha dimostrato di possedere talento, tecnica e carattere. Il resto della storia dovrà essere scritto una vasca alla volta.

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