Chris Paul ai Lakers: la trade bloccata che cambiò la storia NBA
Nel dicembre del 2011 la NBA fu travolta da una delle vicende più controverse della sua storia recente. Chris Paul, uno dei migliori playmaker della lega, sembrava destinato ai Los Angeles Lakers per formare una coppia leggendaria con Kobe Bryant. Tutto appariva definito, ma nel giro di poche ore arrivò il clamoroso stop imposto da David Stern.
Ancora oggi molti tifosi considerano quella decisione uno dei momenti più discussi dell’era moderna NBA. La mancata unione tra Paul e Kobe continua infatti ad alimentare dibattiti, accuse di favoritismi e teorie del complotto.
La trade che avrebbe cambiato la NBA
Nel pieno del lockout NBA del 2011, i Lakers cercavano un ultimo grande colpo per tornare al titolo. Kobe Bryant era ancora dominante, ma la squadra aveva bisogno di un playmaker giovane e spettacolare.
Chris Paul ai Lakers era il sogno perfetto
Chris Paul aveva soltanto 26 anni ed era già considerato uno dei migliori registi della lega. Visione di gioco, leadership e capacità difensive lo rendevano il partner ideale per Kobe Bryant.
L’idea dei Lakers era semplice: sacrificare Pau Gasol per ottenere un giocatore capace di prolungare la finestra vincente della franchigia. In molti consideravano Paul l’anello mancante per inseguire un nuovo titolo NBA.
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L’accordo con Hornets e Rockets
L’8 dicembre 2011 Adrian Wojnarowski lanciò la notizia destinata a sconvolgere il basket americano. La trade coinvolgeva Lakers, Hornets e Rockets.
Secondo l’accordo:
- Chris Paul sarebbe andato ai Lakers
- Pau Gasol sarebbe finito ai Rockets
- New Orleans avrebbe ricevuto Kevin Martin, Luis Scola, Lamar Odom, Goran Dragic e una scelta al Draft
La notizia fece immediatamente il giro del mondo. Per molti appassionati era nata una nuova super squadra.
Kobe Bryant aveva già parlato con Paul
Negli anni successivi Chris Paul raccontò di aver già discusso con Kobe Bryant del futuro insieme ai Lakers. I due erano pronti a condividere il parquet e puntare al titolo.
Anche la famiglia Paul aveva iniziato a organizzare il trasferimento a Los Angeles. Sembrava davvero tutto concluso.
Poi arrivò la telefonata che cambiò tutto.
Perché Stern bloccò Chris Paul ai Lakers
La domanda che ancora oggi si pongono milioni di tifosi è semplice: perché la NBA fermò lo scambio?
La risposta è legata a una situazione molto particolare.
Gli Hornets erano controllati dalla NBA
Nel 2011 gli Hornets non avevano un proprietario stabile. George Shinn, precedente owner della franchigia, aveva problemi economici e non poteva più sostenere i costi della squadra.
Per evitare il fallimento, la NBA prese temporaneamente il controllo della franchigia. David Stern, commissioner della lega, si ritrovò quindi a gestire direttamente gli Hornets.
Questa situazione rese tutto estremamente delicato.
Gli altri proprietari protestarono
Molti owner NBA erano contrari alla nascita di un’altra superpotenza a Los Angeles. Dan Gilbert, proprietario dei Cleveland Cavaliers, fu uno dei più duri oppositori della trade.
Gilbert inviò una mail durissima a Stern criticando apertamente l’operazione. Secondo lui, i Lakers avrebbero ottenuto un vantaggio sproporzionato.
La pressione degli altri proprietari aumentò rapidamente e Stern decise di intervenire.
Stern parlò di motivi tecnici
David Stern ha sempre sostenuto che la trade non fosse abbastanza vantaggiosa per New Orleans. Secondo il commissioner, gli Hornets avrebbero potuto ottenere di più in cambio di Chris Paul.
Inoltre la NBA temeva che una cessione del genere potesse abbassare il valore della franchigia in vista della vendita a un nuovo proprietario.
Anni dopo Stern spiegò la sua posizione in un’intervista riportata anche da Sports Illustrated, ribadendo di aver agito esclusivamente nell’interesse degli Hornets.
Chris Paul ai Lakers: le conseguenze del veto
La decisione ebbe conseguenze devastanti per i Lakers.
Lamar Odom rimase sconvolto
Lamar Odom aveva appena vinto il premio di Sixth Man of the Year e non si aspettava di essere coinvolto nello scambio.
Quando la trade saltò, il rapporto con la franchigia si incrinò definitivamente. Pochi giorni dopo venne ceduto ai Dallas Mavericks.
Quell’episodio segnò l’inizio del declino personale e professionale del giocatore.
Kobe Bryant voleva Chris Paul ai Lakers
Anche Kobe Bryant rimase furioso. Il campione dei Lakers sapeva perfettamente che Chris Paul avrebbe potuto cambiare il destino della squadra.
I Lakers persero una grande occasione per restare competitivi nella corsa al titolo. La stagione 2011-12 si concluse infatti con l’eliminazione contro gli Oklahoma City Thunder.
Phil Jackson aveva previsto tutto
Phil Jackson, storico allenatore dei Lakers, aveva già intuito i possibili problemi un anno prima.
Secondo Jackson, la NBA si sarebbe trovata in una situazione scomoda nel momento in cui avesse dovuto gestire direttamente una trade così importante.
Le sue parole si rivelarono profetiche.
Chris Paul finì ai Clippers
La parte più dolorosa per i tifosi Lakers arrivò pochi giorni dopo.
Dopo il veto ai Lakers, Stern approvò i Clippers
Il 12 dicembre 2011 David Stern autorizzò la cessione di Chris Paul ai Los Angeles Clippers.
In cambio gli Hornets ottennero:
- Eric Gordon
- Chris Kaman
- Al-Farouq Aminu
- una scelta al Draft
Molti osservatori considerarono questa proposta persino inferiore a quella iniziale dei Lakers.
Nacque l’era Lob City
Con l’arrivo di Chris Paul iniziò la spettacolare epoca della Lob City insieme a Blake Griffin e DeAndre Jordan.
I Clippers diventarono improvvisamente una delle squadre più divertenti della NBA, mentre i Lakers entrarono lentamente in una fase di declino.
Per anni i tifosi gialloviola considerarono quella decisione una vera ingiustizia sportiva.
La legacy della trade mancata
A distanza di oltre dieci anni, la mancata trade tra Chris Paul e Lakers resta uno degli episodi più discussi della storia NBA.
Chris Paul ai Lakers resta una grande occasione persa
Molti esperti sono convinti che Kobe Bryant e Chris Paul avrebbero potuto vincere almeno un titolo insieme. L’unione tra uno dei migliori scorer della storia e uno dei playmaker più intelligenti della lega sembrava perfetta.
La NBA però prese una direzione completamente diversa.
Le teorie del complotto non si sono mai fermate
Ancora oggi esistono tifosi convinti che Stern abbia volutamente impedito ai Lakers di creare una super squadra.
Altri invece sostengono che il commissioner abbia semplicemente difeso gli interessi economici degli Hornets.
La verità probabilmente sta nel mezzo.
Jeannie Buss difese Stern
Negli anni successivi Jeannie Buss cercò di spegnere le polemiche. La proprietaria dei Lakers spiegò che David Stern non agì con cattiveria verso la franchigia.
Secondo Buss, il commissioner cercò soltanto di proteggere il valore degli Hornets in un momento molto delicato.
Nonostante ciò, per molti tifosi Lakers resterà sempre l’uomo che impedì di vedere insieme Kobe Bryant e Chris Paul.
Conclusione
La trade bloccata tra Chris Paul e Lakers rappresenta ancora oggi uno dei più grandi “what if” della storia NBA. L’idea di vedere Kobe Bryant e Chris Paul insieme continua ad affascinare appassionati e analisti.
Quel veto cambiò il destino di più franchigie, influenzò il futuro dei Lakers e contribuì alla nascita dei Clippers della Lob City. Una decisione che continua a far discutere e che probabilmente resterà per sempre una delle più controverse dell’era David Stern.
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