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Quincy Promes: da campione a narcotrafficante, la storia che ha scioccato il calcio

Estradato nei Paesi Bassi e condannato a 7 anni e mezzo di carcere

La storia di Quincy Promes è una delle più incredibili e drammatiche del calcio moderno: un giocatore che era arrivato a livelli altissimi, protagonista in Europa e in Nazionale, e che oggi viene ricordato soprattutto per una caduta devastante. Promes, esterno offensivo o attaccante rapido e tecnico, è stato estradato nei Paesi Bassi e dovrà scontare 7 anni e mezzo di carcere, una notizia che ha trasformato definitivamente la percezione pubblica della sua figura. Per anni è stato considerato uno dei talenti più esplosivi del calcio olandese, un giocatore capace di decidere partite con accelerazioni e gol pesanti. La sua carriera sembrava in costante ascesa: grandi club, trasferimenti milionari, convocazioni importanti. Poi, lentamente, qualcosa è cambiato: le polemiche, i casi giudiziari e infine la condanna che lo ha trascinato fuori dal mondo del calcio. Il caso Promes è diventato simbolo di un tema scomodo: come anche una carriera apparentemente perfetta possa distruggersi in modo totale, quando la vita fuori dal campo prende una direzione irreversibile.


Quincy Promes: l’ascesa tra talento, gol e grandi trasferimenti

Da Twente allo Spartak, fino al salto in Liga e all’Ajax

La carriera di Quincy Promes è stata una scalata veloce e potente, costruita su talento puro e numeri importanti. Il suo percorso inizia in Olanda con il FC Twente, ma il primo grande passo arriva nell’estate 2014, quando passa allo Spartak Mosca. È una scelta che, a quel tempo, sembra coraggiosa: un campionato diverso, un contesto lontano dai riflettori della Premier o della Liga, ma con grandi opportunità economiche e tecniche. Nel 2018 arriva il trasferimento al Siviglia, un’operazione che lo porta finalmente in uno dei campionati più competitivi del mondo. L’esperienza in Spagna però dura poco: nell’estate 2019 Promes torna all’Ajax, in un trasferimento importante che lo riporta al centro del progetto di una delle squadre più prestigiose d’Europa. Nel 2021 torna ancora allo Spartak Mosca, chiudendo un cerchio che sembrava legato al suo rendimento migliore. I numeri dei trasferimenti raccontano una carriera da top player: valutazioni alte e passaggi in club storici. La sua ascesa era reale e sembrava destinata a durare a lungo.


I trasferimenti di Quincy Promes: cifre e tappe della sua carriera

La cronologia completa dalla screenshot e il ritorno finale

Guardando la sequenza dei trasferimenti, la carriera di Quincy Promes appare come quella di un giocatore sempre più richiesto e in crescita costante. Dal Twente passa allo Spartak Mosca nel 2014, con una valutazione importante. Nel 2018 lo Spartak lo cede al Siviglia, con un’operazione dal valore elevato, che segna il suo ingresso nel calcio spagnolo. Nel 2019 il Siviglia lo vende all’Ajax, un ritorno in patria che ha un significato enorme: Ajax significa Champions League, pressione, aspettative e possibilità di vincere. Nel 2021 l’Ajax lo cede di nuovo allo Spartak Mosca, con cifre ancora molto alte, confermando che Promes era considerato un asset di grande valore. Poi, nel 2024, compare una fase di “pausa”, e successivamente un nuovo passaggio verso lo United FC. Infine, nel giugno 2025, arriva la voce definitiva: ritiro. Questa cronologia non è solo un elenco: racconta una parabola. Dalla crescita, ai grandi contratti, fino alla progressiva sparizione dal calcio che conta. Una caduta che oggi appare inevitabile, ma che per anni sembrava impossibile.


Quincy Promes in Nazionale: l’era Ronald Koeman e il ruolo chiave

Un’arma offensiva per l’Olanda tra velocità e imprevedibilità

Uno dei capitoli più importanti della storia di Quincy Promes è quello legato alla Nazionale olandese, soprattutto nel periodo in cui il CT era Ronald Koeman. Promes era visto come un giocatore perfetto per il calcio moderno: rapido, verticale, capace di attaccare la profondità e creare superiorità numerica. In un’Olanda che cercava di ritrovare identità dopo anni complicati, Koeman puntava su calciatori con personalità e con capacità di spaccare le partite, e Promes rientrava esattamente in quel profilo. Il suo ruolo non era sempre quello del titolare fisso, ma spesso era un’arma preziosa per cambiare ritmo: poteva giocare esterno alto, seconda punta o anche in un tridente offensivo. Il suo rendimento nei club lo rendeva credibile, e la sua presenza in rosa era vista come un segnale di forza. In quel periodo, Promes sembrava davvero destinato a diventare uno dei volti principali della nuova generazione olandese. Ecco perché oggi la sua caduta colpisce ancora di più: perché non si parla di un giocatore marginale, ma di uno che aveva indossato la maglia della Nazionale in un’epoca importante.


Quincy Promes: la discesa tra scandali, problemi e fine carriera

Quando la vita fuori dal campo distrugge tutto

Il punto più tragico della vicenda Quincy Promes è che la sua caduta non nasce dal campo, ma da ciò che è successo fuori. In molti casi, le carriere finiscono per infortuni, età o calo fisico. Qui, invece, la discesa è legata a una serie di eventi che hanno progressivamente reso impossibile continuare a vivere da calciatore professionista. Il suo nome è diventato sempre più associato a scandali e accuse, fino alla condanna che oggi lo porta a scontare 7 anni e mezzo di carcere. Il calcio, a quel punto, passa in secondo piano: un club non può permettersi di investire su un giocatore con un peso giudiziario così enorme. La “pausa” indicata nel 2024 e il passaggio successivo verso lo United FC sembrano quasi gli ultimi tentativi di restare dentro il mondo del calcio, ma senza la stabilità necessaria per una carriera ad alto livello. Quando arriva l’estradizione nei Paesi Bassi, la storia sportiva finisce definitivamente. La sua parabola diventa così un monito durissimo: anche il talento più brillante può essere cancellato da scelte personali sbagliate.


Da campione a narcotrafficante: perché il caso Promes è un simbolo

Il calcio come opportunità e la responsabilità che spesso si sottovaluta

Il caso di Quincy Promes è diventato simbolico perché racconta una contraddizione fortissima: un uomo che aveva tutto, e che ha perso tutto. Carriera internazionale, grandi contratti, trasferimenti milionari, Nazionale, fama globale. Eppure, non è bastato. Il suo percorso dimostra che il successo sportivo non immunizza dalle scelte sbagliate e non protegge automaticamente dalla realtà. Nel calcio moderno, un giocatore è anche un personaggio pubblico, e ogni comportamento fuori dal campo ha un peso enorme. Quando la narrazione cambia e diventa giudiziaria, non c’è più modo di tornare indietro. La condanna e l’estradizione segnano la fine di qualsiasi “seconda possibilità” sportiva. Ed è proprio per questo che la storia fa così impressione: Promes non era un talento incompiuto, era un calciatore che aveva raggiunto l’élite. La sua vicenda, oggi, viene citata spesso come esempio estremo di come una carriera possa collassare completamente. Non solo per errori professionali, ma per scelte personali devastanti.


Quincy Promes: la parabola completa tra gloria e caduta

Dall’Ajax al carcere, una storia che resta nella memoria

In conclusione, la storia di Quincy Promes è una parabola totale: ascesa, apice e crollo. Dai primi anni in Olanda fino ai trasferimenti allo Spartak Mosca, al Siviglia e all’Ajax, Promes sembrava destinato a essere uno dei protagonisti del calcio europeo. La Nazionale con Ronald Koeman lo aveva inserito in un progetto di rinascita, e per un periodo il suo nome era sinonimo di esplosività e qualità. Poi la caduta: problemi, accuse, allontanamento progressivo dal calcio che conta e infine l’estradizione nei Paesi Bassi. La condanna a 7 anni e mezzo di carcere chiude definitivamente ogni capitolo sportivo. Il calcio, in questa storia, diventa quasi un dettaglio: ciò che resta è la lezione, dura e amara, di quanto sia fragile una carriera anche quando sembra perfetta. Promes è passato dall’essere un simbolo di talento olandese a diventare un caso giudiziario internazionale. E questa trasformazione, nel mondo dello sport, è una delle più scioccanti degli ultimi anni.

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