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Il tunnel nel calcio non è solo un dribbling. È un gesto che accende lo stadio, fa esplodere i social e spesso lascia un avversario con una sola domanda in testa: “Com’è possibile che sia successo proprio a me?”.

Quando un giocatore fa passare la palla tra le gambe del difensore, non sta semplicemente cercando spazio. Sta mandando un messaggio: coraggio, sicurezza, talento e una punta di ironia. Un tunnel fatto bene può cambiare l’inerzia di una partita, ma soprattutto cambia l’energia del pubblico.

Ecco perché questo numero è diventato un simbolo: un mix di tecnica, istinto e teatralità. In questa guida vediamo come nasce, perché è così difficile da eseguire e quali campioni lo hanno trasformato in una firma personale.

Cos’è il tunnel nel calcio e perché è così iconico

Il tunnel è uno dei gesti più amati e temuti del gioco. Da una parte regala spettacolo, dall’altra può umiliare chi lo subisce. Ma come si definisce davvero?

Il significato del tunnel nel calcio (oltre il semplice dribbling)

Il tunnel avviene quando un calciatore fa passare il pallone in mezzo alle gambe dell’avversario e lo recupera dall’altro lato.
La differenza rispetto a un dribbling “normale” è chiara: nel tunnel non conta solo superare l’uomo, conta come lo superi.

È un gesto che unisce:

  • precisione millimetrica

  • lettura dell’equilibrio del difensore

  • scelta di tempo perfetta

  • rapidità mentale e fisica

Un tunnel può essere efficace e funzionale, ma spesso ha anche un valore emotivo. È un gesto che aumenta fiducia e carisma all’istante.

Perché un tunnel può cambiare una partita

Un tunnel non vale un gol, ma può valere moltissimo. Può:

  • far saltare la pressione avversaria

  • costringere un difensore a “tirarsi indietro” nei duelli successivi

  • dare energia alla squadra e ai tifosi

  • creare superiorità numerica in pochi secondi

A volte è la scintilla che sblocca un match nervoso. Non è raro vedere un’azione diventare più pericolosa dopo un tunnel che rompe ritmo e sicurezza degli avversari.

Quando il tunnel nel calcio diventa “perfidia” e quando è pura arte

C’è un confine sottile tra spettacolo e provocazione.
Se fai un tunnel in zona innocua, magari senza necessità e con un avversario già in difficoltà, il gesto può sembrare uno sberleffo.

Se invece lo fai per liberarti, superare un pressing o entrare in area, diventa una scelta tecnica di altissimo livello. È qui che il tunnel si trasforma in arte: quando è bello, sì, ma anche utile.

I grandi maestri del tunnel: da Sivori a Ronaldinho

Nel tempo, alcuni campioni hanno reso il tunnel un marchio personale. Non tutti lo interpretavano allo stesso modo: c’è chi lo usava per dominare, chi per divertire e chi per creare vantaggio immediato.

Sivori e l’idea del tunnel come firma di superiorità

Omar Sivori, arrivato in Italia con la fame di chi vuole imporsi subito, non si limitava a giocare bene. Voleva fare qualcosa di speciale.
Il tunnel, per lui, era una dimostrazione: non solo “ti supero”, ma “ti supero a modo mio”.

Il bello è che nei suoi gesti c’era quasi sempre una logica: tunnel e poi accelerazione, assist o conclusione. Un tunnel “pulito”, che non finiva nella vanità ma nell’efficacia.

El Trinche Carlovich e il tunnel come magia popolare

El Trinche è una leggenda più raccontata che vista. Però chi lo ha vissuto giura che fosse capace di giocare con il pallone come se fosse parte del corpo.
Per lui il tunnel non era un colpo isolato, era un linguaggio. Un modo per parlare alla gente sugli spalti.

Il tunnel in questo caso è quasi poesia: non sempre serve a segnare, ma serve a creare un momento che resta.

Garrincha: la semplicità che diventa impossibile da fermare

Garrincha aveva uno stile diverso. Pochi fronzoli, ma un’arma letale: finta da una parte e uscita dall’altra.
Quando vedeva il difensore aprire le gambe, lo puniva con una giocata rapidissima.

Nel suo calcio non c’era tempo per esultare dopo un tunnel. Il suo obiettivo era immediato: andare sul fondo e crossare. Il pubblico si esaltava, lui continuava a correre.

Best e Maradona: tunnel come estro totale

George Best era uno che sembrava giocare per impressionare chiunque lo guardasse. Il tunnel gli veniva naturale, anche in area di rigore, dove il rischio è altissimo.

Maradona, invece, mescolava tunnel, finte e cambi di direzione in una danza continua. Con lui il tunnel era spesso una conseguenza inevitabile: se provavi a rubargli palla, finivi nel caos.

Ronaldinho e l’era moderna dello show

Se c’è un volto collegato al tunnel nella cultura pop recente, è Ronaldinho.
A lui non serviva per forza far gol o creare un’azione perfetta. Gli bastava il gesto, l’applauso, quella sensazione di aver trasformato un momento normale in uno speciale.

Ronaldinho ha reso il tunnel un contenuto prima ancora che un’azione. E infatti oggi è uno dei numeri più cercati e condivisi dagli appassionati.

Se ami le giocate spettacolari e vuoi scoprire altre curiosità calcistiche, puoi trovare altre guide e approfondimenti nel blog di Quigioco.

Come fare un tunnel nel calcio: tecnica, tempismo e psicologia

Fare un tunnel non significa “tirare dritto e sperare”. È un gesto che richiede controllo e lettura. E soprattutto: va fatto nel momento giusto.

Il segreto numero uno: leggere le gambe del difensore

Un tunnel nasce da un dettaglio. Quando il difensore:

  • apre troppo le gambe per cambiare direzione

  • carica il peso su un piede

  • prova ad avvicinarsi in modo aggressivo

  • è in ritardo sulla giocata

In quel momento lo spazio tra le gambe si trasforma in un corridoio. Chi sa riconoscerlo ha un vantaggio enorme.

La postura del corpo e il controllo del pallone

Il tunnel non è solo piede. È tutto il corpo.
Se vuoi provarlo, lavora su:

  • controllo palla ravvicinato

  • ultimo tocco “morbido” e preciso

  • spalla e busto che simulano un movimento

  • ripartenza rapida dopo l’esecuzione

Il tunnel perfetto non finisce quando la palla passa tra le gambe. Finisce quando la recuperi e prosegui l’azione.

Quando evitare il tunnel nel calcio: errori e rischi

Ci sono situazioni in cui un tunnel può trasformarsi in un errore pesante. Evitalo se:

  • sei in uscita difensiva vicino alla tua area

  • non hai copertura alle spalle

  • perdi palla e regali un contropiede

  • l’avversario è già “chiuso” e non apre le gambe

Il tunnel non è obbligatorio. È una scelta. E come tutte le scelte di talento, richiede lucidità.

Allenarsi al tunnel: esercizi semplici ma utili

Vuoi migliorare? Prova esercizi pratici:

  • 1 vs 1 a spazio stretto: ti costringe a giocare rapido

  • finte di corpo + tocco: il tunnel nasce spesso da una finta credibile

  • controllo orientato: impari a uscire subito dopo il gesto

  • partitelle con vincolo: punto extra se crei superiorità con un dribbling efficace

L’obiettivo non è fare tunnel “a caso”. È saperlo fare quando serve.

Tunnel e cultura calcistica: gesto tecnico o provocazione?

Il tunnel divide. C’è chi lo ama e chi lo vive come uno sgarbo. Ma è proprio questa tensione che lo rende leggendario.

Perché chi subisce un tunnel spesso si innervosisce

Subire un tunnel significa perdere un duello in modo netto. È diverso da essere saltati con una finta.
Il tunnel ti mette in difficoltà anche psicologicamente, perché sembra dire: “Non hai controllo”.

E quando un difensore perde controllo, rischia:

  • fallo inutile

  • ammonizione

  • timore nel successivo uno contro uno

Il tunnel nel calcio nei social: spettacolo e highlight

Oggi il tunnel vive una seconda vita fuori dal campo.
Basta una clip di due secondi per far girare il mondo. È un gesto perfetto per gli highlight: breve, chiaro, immediato.

Per questo è diventato parte della cultura calcistica globale, come raccontano anche le principali istituzioni del calcio internazionale, ad esempio FIFA.

Il tunnel “utile” è sempre il migliore

La verità è semplice: il tunnel più bello è quello che porta a qualcosa.
Un assist, un tiro, un cross, una transizione.

Quando il gesto diventa funzionale, nessuno può criticarlo davvero. È calcio puro: istinto e risultato.

Conclusione: il tunnel nel calcio è fantasia, coraggio e tempismo

Il tunnel nel calcio resta uno dei gesti più affascinanti di sempre.
È un atto tecnico, ma anche mentale: serve audacia, serve freddezza e serve la capacità di leggere l’avversario in un attimo.

I grandi maestri ci hanno insegnato che può essere:

  • un’arma di gioco (Sivori, Garrincha)

  • un simbolo di creatività (Best, Maradona)

  • una festa per il pubblico (Ronaldinho)

E alla fine, forse, è proprio questo il suo potere: trasformare una partita in un ricordo. Anche solo per un secondo.

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