Infortunio di Politano: cosa è successo e come sta Matteo
Brutte notizie per gli azzurri: gli esami strumentali hanno confermato che Infortunio di Politano non è un semplice fastidio passeggero, ma una vera lesione muscolare che obbligherà l’esterno offensivo a fermarsi. Il problema riguarda il muscolo semimembranoso della coscia destra, un’area che viene sollecitata continuamente durante scatti, cambi di direzione e accelerazioni improvvise. In un calcio sempre più intenso e fisico, questo tipo di stop può diventare determinante, soprattutto se arriva in un periodo pieno di partite ravvicinate e obiettivi delicati da inseguire.
Il Napoli, infatti, sta attraversando una fase in cui ogni assenza pesa il doppio: non solo perché mancano titolari di qualità, ma perché si riducono anche le alternative da utilizzare a gara in corso. Politano è uno di quei giocatori capaci di cambiare ritmo e dare imprevedibilità alla manovra, alternando ampiezza, inserimenti e soluzioni offensive immediate. Per questo lo staff medico e tecnico dovrà essere prudente, evitando di bruciare i tempi di recupero: in caso contrario, una ricaduta potrebbe trasformare un’assenza di settimane in uno stop ancora più lungo e dannoso per la stagione.
Infortunio di Politano e lesione al semimembranoso: perché serve cautela
Quando si parla di una lesione al semimembranoso, non si tratta solo di una “contrattura un po’ più forte”. L’Infortunio di Politano interessa un muscolo fondamentale per la corsa e la spinta, soprattutto in un ruolo che richiede continui sprint e ripartenze. La riabilitazione deve essere strutturata con attenzione: prima lo stop assoluto, poi fisioterapia, rinforzo e infine un rientro graduale agli allenamenti completi. Accelerare i passaggi può sembrare una soluzione per tamponare l’emergenza, ma nel lungo periodo diventa un rischio enorme.
Il punto centrale è che il rientro non dipende solo dai giorni sul calendario, ma anche dalla risposta del muscolo agli stimoli. Un giocatore che torna senza sicurezza nei movimenti tende a evitare gli strappi, diventa meno efficace e, paradossalmente, finisce per sovraccaricare altre zone del corpo. Per uno come Politano, che vive sulla rapidità e sui cambi di direzione, tornare al massimo è l’unico scenario accettabile. Conte e lo staff sanno bene quanto siano importanti questi dettagli, perché proprio in questo periodo il Napoli dovrà mantenere equilibrio, solidità e continuità.
Il peso dell’assenza nel gioco di Conte
Oltre alla qualità individuale, l’assenza di Politano toglie al Napoli una pedina tattica preziosa. Conte, infatti, chiede agli esterni un lavoro completo: devono spingere, creare superiorità, ma anche contribuire in fase di pressing e ripiegamento. Senza un elemento che garantisce questo tipo di intensità, diventa più difficile mantenere lo stesso standard per 90 minuti, soprattutto quando le partite si accumulano e la squadra non può permettersi cali fisici.
A livello pratico, l’allenatore dovrà decidere come sostituirlo: con un esterno più offensivo, rischiando in copertura, oppure con una soluzione più equilibrata che però potrebbe togliere brillantezza davanti. In certi match, sarà fondamentale non perdere ampiezza e aggressività sulle corsie laterali, perché è lì che spesso si creano le migliori occasioni. E in un calendario pieno di big match, ogni dettaglio può fare la differenza tra una prestazione di livello e una partita gestita con troppa fatica.
Infortunio di Politano: quante partite salta e quando torna
La parte più delicata riguarda ora il calendario: l’Infortunio di Politano arriva infatti in un momento pieno di appuntamenti complessi tra campionato e coppe. Secondo le prime valutazioni, l’esterno dovrà restare fermo qualche settimana e l’ipotesi più ottimistica è un rientro a inizio febbraio. In particolare, la trasferta contro il Genoa viene indicata come possibile data di ritorno, ma tutto dipenderà dalla velocità del recupero e dalla sicurezza nei movimenti esplosivi.
Nel frattempo, il Napoli dovrà affrontare un calendario densissimo senza una pedina fondamentale. E questo non riguarda solo la qualità offensiva: significa anche ridurre le rotazioni disponibili, aumentare il rischio di affaticamento per chi resta a disposizione e limitare le possibilità di cambiare piano partita durante la gara. In una fase in cui la squadra ha bisogno di certezze, perdere un esterno così utile può pesare anche psicologicamente, perché il gruppo si ritrova a dover stringere i denti ancora di più.
Infortunio di Politano: le partite più importanti che rischia di saltare
L’Infortunio di Politano dovrebbe costringerlo a saltare un pacchetto di sfide davvero pesanti. Nella lista figurano infatti match di alto livello come Copenhagen in Champions League, Juventus in campionato, Chelsea in coppa e Fiorentina in Serie A. Si tratta di appuntamenti dove ogni dettaglio conta e dove spesso la differenza la fa proprio la capacità di cambiare ritmo, di essere aggressivi sugli esterni e di trovare soluzioni nei momenti più complicati.
Politano non è solo un giocatore di strappi offensivi: è anche uno che aiuta a far salire la squadra, a portare pressione e a creare spazi per i compagni. Senza di lui, il Napoli rischia di perdere velocità e imprevedibilità sulla fascia, diventando più “leggibile” soprattutto contro squadre che difendono bene. Inoltre, un calendario così fitto costringe gli altri esterni a giocare più minuti e con meno recupero, aumentando il rischio di ulteriori problemi muscolari. È un circolo che il Napoli deve evitare con ogni mezzo, gestendo energie e rotazioni nel modo più intelligente possibile.
Emergenza in infermeria e riflessi sul mercato
L’assenza di Politano, però, non arriva da sola. Il Napoli è in una fase in cui gli indisponibili sono numerosi e pesanti: insieme all’esterno e a Rrahmani, infatti, risultano fuori anche Neres, De Bruyne, Gilmour, Anguissa, Meret e Lukaku. Un quadro che mette Conte davanti a una difficoltà enorme, perché i problemi riguardano diversi reparti e limitano la possibilità di scegliere in base agli avversari.
In una situazione simile, è inevitabile che anche il mercato venga influenzato. Le operazioni in uscita potrebbero rallentare, specialmente quelle legate a Lang e Lucca, giocatori sui quali il club stava lavorando per finanziare eventuali acquisti. Con una rosa così ridotta, la dirigenza potrebbe decidere di trattenere alcuni elementi considerati cedibili, almeno fino al recupero di più titolari. Questo perché, in un momento di emergenza, la priorità non è alleggerire la rosa, ma garantirsi alternative e profondità per affrontare un calendario che non lascia margini di errore.
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