Agli Australian Open 2026 sta emergendo un nome che sorprende molti appassionati: Chi è Eliot Spizzirri e perché sta facendo così tanto parlare di sé? Non è una testa di serie, non è un volto già visto nelle fasi finali degli Slam, ma è proprio lui il giocatore che si troverà dall’altra parte della rete contro Jannik Sinner al terzo turno.
Eliot Spizzirri arriva a questo appuntamento senza clamore mediatico, ma con un torneo che, match dopo match, lo sta mettendo sotto i riflettori. C’è chi lo conosce per il suo percorso fuori dagli schemi, chi per alcune vittorie che hanno fatto rumore e chi ancora per un tennis offensivo e moderno, capace di farsi notare anche contro avversari più esperti. Prima di scendere in campo contro il numero due del tabellone, vale la pena capire perché il suo nome oggi merita davvero attenzione.
Chi è Eliot Spizzirri e perché incuriosisce agli Australian Open
Eliot Spizzirri è un tennista statunitense classe 2001, nato a Greenwich, nel Connecticut, ma con origini che raccontano un legame molto forte con l’Italia. Le sue radici, infatti, arrivano dalla Calabria, e il cognome non lascia spazio a dubbi: quel suono tipicamente italiano lo rende immediatamente riconoscibile anche per chi lo vede per la prima volta.
Questo dettaglio è diventato quasi un elemento narrativo nella sua storia sportiva, perché nel tennis moderno, dove tutto si muove tra classifiche e numeri, l’identità personale conta più di quanto sembri. Un giocatore con una doppia “anima” culturale può portare in campo un mix particolare di caratteristiche: la competitività americana e una mentalità più tecnica e ragionata che, spesso, il pubblico associa al tennis europeo.
Ma ciò che rende davvero interessante Spizzirri non è soltanto l’origine. È la sua traiettoria. Non si tratta del classico prospetto lanciato giovanissimo nel circuito ATP, con un cammino lineare e già definito. Al contrario, il suo percorso è stato più costruito, più graduale, e proprio per questo appare credibile e solido: una crescita fatta di lavoro, pazienza e scelte poco comuni.
Dal college al circuito ATP: un percorso fuori dagli schemi
Una delle cose più particolari nella carriera di Spizzirri è la strada scelta per arrivare tra i professionisti: il college tennis. Ha studiato e giocato all’Università del Texas, dove ha costruito una carriera universitaria di altissimo livello. È una scelta che in America è normalissima, ma che nel tennis internazionale viene ancora percepita come “alternativa” rispetto alla scalata immediata tra Futures e Challenger.
Eppure, il college può diventare una palestra ideale: ti obbliga a reggere la pressione, a vincere con continuità, a maturare sia fisicamente che mentalmente. Spizzirri è arrivato nel circuito ATP con un bagaglio di esperienza che spesso manca ai giovani che bruciano le tappe.
Questo spiega anche perché, pur senza clamore, abbia iniziato a ottenere risultati concreti. Il salto nei professionisti è stato progressivo, ma senza passi indietro: prima la stabilità, poi la fiducia, poi la capacità di reggere partite difficili contro avversari più rodati.
La vittoria al primo turno e il best ranking ATP
Il 2026 è diventato l’anno della svolta proprio grazie agli Australian Open. Spizzirri ha superato il primo turno con una vittoria che ha fatto rumore contro João Fonseca, uno dei giocatori più chiacchierati alla vigilia, anche se condizionato fisicamente. Quel successo, però, non va letto solo come “sorpresa”: va letto come la prova che l’americano sa stare dentro l’evento con coraggio e lucidità.
E non è un caso che gennaio 2026 sia stato anche il mese del suo best ranking ATP: 85° posto. Un traguardo che certifica la crescita e che, inevitabilmente, apre scenari più ambiziosi. Entrare tra i primi 100 non è solo una questione di numeri: significa stabilità nei tornei, maggiore visibilità, e soprattutto la possibilità di incrociare più spesso i big nei tabelloni principali.
Ora per lui c’è un altro capitolo da scrivere: il terzo turno lo mette contro Jannik Sinner, per quello che sarà il primo confronto ufficiale tra i due nel circuito ATP.
Stile di gioco di Spizzirri: cosa aspettarsi contro Sinner
Dal punto di vista tecnico, il confronto sarà intrigante. Spizzirri porta in campo un tennis offensivo, istintivo, in cui l’obiettivo è comandare lo scambio fin dai primi colpi. È un giocatore che ama prendersi responsabilità, cercare soluzioni rapide e spingere sull’acceleratore quando sente di poter fare male.
Il servizio è una delle armi più importanti: gli permette di ottenere punti veloci o, almeno, di impostare lo scambio in modo aggressivo. Il diritto è l’altro colpo chiave: è con quello che prova ad aprirsi il campo e a trovare vincenti o combinazioni che costringono l’avversario a difendersi in corsa. Quando ne ha l’occasione, inoltre, Spizzirri non si tira indietro nel cercare la chiusura a rete, mostrando una buona confidenza nelle volée.
Ma contro un giocatore come Sinner questa impostazione sarà anche un rischio, perché la continuità e il ritmo dell’azzurro possono trasformare l’aggressività dell’avversario in una trappola.
Chi è Eliot Spizzirri per Sinner: punti forti e possibili rischi
Per Sinner, affrontare un giocatore come Spizzirri significa prepararsi a un match in cui la sorpresa è sempre dietro l’angolo. Chi gioca in modo aggressivo può cambiare la partita in pochi minuti: un buon turno di battuta, due risposte profonde, una serie di punti rapidi e la partita prende una piega diversa.
Sinner però è un avversario durissimo per chi vive di accelerazioni e istinto. Il suo tennis è pulito, moderno, essenziale: spinge alto, spinge forte e lo fa con una regolarità incredibile. Non concede quasi mai tempo all’avversario e riduce al minimo gli errori gratuiti. Questo significa che Spizzirri dovrà essere molto intelligente nella selezione dei colpi: non potrà “sparare” sempre, perché rischierebbe di regalare punti.
La chiave sarà l’equilibrio. Se Spizzirri riuscirà a imporre ritmo e accorciare gli scambi, può rendere la partita interessante. Se invece lascia che Sinner prenda campo e tempo, allora entra nel territorio più pericoloso possibile: quello in cui l’italiano diventa spietato, scambio dopo scambio.
In conclusione, Eliot Spizzirri non è un nome diventato virale per caso. È un giocatore che sta emergendo grazie a un percorso diverso, una crescita concreta e un tennis che si fa notare. Il match contro Sinner sarà il suo primo vero test da “palcoscenico totale”, e anche se l’azzurro parte favorito, la presenza di un avversario aggressivo e senza paura rende tutto più affascinante. Perché negli Slam, spesso, le storie più belle nascono proprio così: quando un nome inatteso arriva e costringe tutti a chiedersi chi sia davvero.
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