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Il soprannome di McTominay è diventato rapidamente un fenomeno virale tra i sostenitori azzurri: “McFratm” (o “McFratemo”). Un neologismo ironico e affettuoso nato dall’unione tra il cognome del giocatore e una delle parole più rappresentative del linguaggio napoletano: “fratemo”, che significa “mio fratello”.

È un modo di dire semplice, ma dal significato potentissimo: in una città dove il senso di famiglia, rispetto e calore umano è fondamentale, definire un calciatore come “fratemo” vuol dire riconoscerlo come uno di casa. E in questo caso, il soprannome ha raccontato perfettamente la sua integrazione nel gruppo squadra e nel mondo Napoli, diventando anche un simbolo da stadio, da social e perfino da merchandising.

Quando un calciatore arriva in una nuova città, soprattutto in una piazza passionale come Napoli, non basta solo correre, recuperare palloni e giocare bene: serve anche entrare nel cuore dei tifosi. E Scott McTominay, centrocampista scozzese, ci è riuscito in tempi sorprendenti, anche grazie a un dettaglio che sembra piccolo ma vale tantissimo nel calcio moderno: la nascita di un soprannome capace di raccontare identità, appartenenza e spirito di gruppo.


Soprannome di McTominay: perché lo chiamano McFratm

Il bello di questo nomignolo è che non nasce da una campagna pubblicitaria studiata a tavolino, ma da qualcosa di molto più autentico: lo spogliatoio. Proprio lì, tra battute, complicità e vita quotidiana di squadra, si costruiscono spesso le storie più interessanti del calcio.

Origine del Soprannome di McTominay: l’idea nello spogliatoio

Secondo quanto emerso, l’idea del nomignolo sarebbe nata grazie a Pasquale Mazzocchi, compagno di squadra, che avrebbe iniziato a usare questo termine in modo spontaneo e goliardico. Da lì, in pochi giorni, la parola è circolata all’interno del gruppo, fino a diventare un segno distintivo riconosciuto da tutti.

Il fatto curioso è che non è rimasto un semplice soprannome interno: McTominay stesso lo ha approvato, dichiarandolo come il suo preferito. E quando un calciatore accetta con sorriso e orgoglio un nome del genere, significa che ha capito quanto valore ci sia dietro quell’espressione.

In un calcio dove spesso i giocatori cambiano squadra rapidamente, trovare un’atmosfera di appartenenza così veloce non è scontato: per questo McFratm è diventato qualcosa di più di una parola simpatica.

Significato di “McFratm”: integrazione e legame con Napoli

“Fratemo” non è soltanto “amico”. È una parola che trasmette immediatamente un concetto più profondo: fiducia, unione, protezione e vicinanza. È il modo con cui Napoli, culturalmente, riconosce qualcuno come parte del proprio mondo.

Per questo, McFratm è una sintesi perfetta:

  • richiama l’origine scozzese del giocatore attraverso il “Mc”

  • si unisce al linguaggio napoletano attraverso “fratm”

  • racconta il suo inserimento rapido nella squadra

  • esprime la gioia dei tifosi nel vederlo già “napoletano dentro”

E non serve conoscere il dialetto per capirne l’energia: basta sentirlo pronunciato al Maradona o leggerlo sui social per intuire che è diventato un marchio emotivo, prima ancora che commerciale.


McFratm e Napoli: dal soprannome al fenomeno virale

Oggi non basta giocare bene per “esistere” davvero nel calcio mediatico: serve un’identità riconoscibile. E in questo caso il soprannome ha funzionato come acceleratore, rendendo McTominay un protagonista sia sul campo sia fuori.

McFratm tra tifosi, telecronache e social network

La popolarità del nomignolo è esplosa grazie a un mix di fattori: prestazioni convincenti, impatto fisico importante e personalità in mezzo al campo. Quando un giocatore comincia a farsi notare, i tifosi cercano subito un modo per celebrarlo, e “McFratm” era perfetto: breve, divertente, sonoro e soprattutto memorabile.

Non è passato molto tempo prima che diventasse:

  • un hashtag usato ovunque

  • un coro ripetuto allo stadio

  • un’espressione ripresa anche nei commenti sportivi

  • una citazione durante le telecronache

In pratica, McTominay non era solo “il nuovo centrocampista”, ma era già uno con un’identità chiara, un personaggio. E nel calcio moderno questa differenza è enorme, perché lega il giocatore alla tifoseria in modo immediato.

Inoltre, il soprannome non è una presa in giro: è un complimento, una carezza. È il classico modo napoletano di dire: “ti vogliamo bene, sei dei nostri”.

Il marchio registrato dal Napoli: un soprannome che diventa business

Una delle parti più interessanti di questa storia è ciò che succede dopo. Quando un soprannome diventa così forte e così riconoscibile, smette di essere solo folklore e può trasformarsi in un vero asset di marketing.

E infatti la SSC Napoli ha depositato nel maggio 2025 il marchio “McFratm”, con l’obiettivo di proteggerlo e utilizzarlo su diverse categorie merceologiche, come:

  • gadget

  • abbigliamento

  • prodotti brandizzati legati al club

Questo è un passaggio importante, perché mostra come una semplice intuizione nata nello spogliatoio possa diventare un vero fenomeno commerciale. In pratica, la società ha capito che quel nome aveva già un “valore” reale: la gente lo ripeteva, lo amava, lo riconosceva.

E quando un soprannome entra nel linguaggio comune del tifo, è naturale che si trasformi anche in merchandising. Perché oggi il calcio è spettacolo, emozione e… anche mercato.


Conclusione: il Soprannome di McTominay racconta una storia

Il caso di McFratm è uno di quei rari esempi in cui un soprannome riesce a racchiudere tutto: sport, cultura, identità e appartenenza. Non è soltanto una parola simpatica, ma una dichiarazione d’affetto collettiva.

Il soprannome di McTominay è nato da una trovata spontanea, è cresciuto grazie alla complicità dello spogliatoio e si è diffuso per merito del campo e dell’amore della gente. È il simbolo di un giocatore che non è stato percepito come “un acquisto” qualunque, ma come qualcuno in grado di inserirsi subito nella mentalità azzurra.

E forse è proprio questo il bello del calcio a Napoli: quando un giocatore merita, la città lo accoglie. E se lo accoglie davvero, gli dà un nome che vale più di mille parole.

McFratm non è solo un soprannome: è un messaggio. Un modo diretto per dire: “Benvenuto, fratello. Ora sei dei nostri.”

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