Come funzionano i diritti TV nel calcio moderno
Come funzionano i diritti TV nel calcio tra club e broadcaster
Capire come funzionano i diritti TV nel calcio è fondamentale per comprendere l’economia del calcio moderno. I diritti televisivi rappresentano oggi la principale fonte di ricavo per club, leghe e federazioni. In pratica, le competizioni vendono i diritti di trasmissione delle partite a emittenti televisive o piattaforme streaming, che pagano cifre molto elevate per poter trasmettere gli eventi in esclusiva o in co-esclusiva.
Nel caso della Serie A, i diritti non sono venduti dai singoli club, ma centralmente dalla Lega, che poi redistribuisce i ricavi alle squadre secondo criteri prestabiliti. Questo sistema permette una maggiore equità economica, anche se i club più importanti ricevono comunque una quota maggiore. Negli ultimi anni, il modello è diventato sempre più complesso, con la presenza di più operatori contemporaneamente, creando un sistema misto tra esclusiva e condivisione.
Come funzionano i diritti TV nel calcio in Serie A
Come funzionano i diritti TV nel calcio italiano 2025-2026
Nella stagione 2025/2026, la Serie A continua a essere trasmessa principalmente da DAZN e Sky, in un modello che combina esclusiva e co-esclusiva. DAZN detiene il pacchetto principale e trasmette tutte le 380 partite del campionato, di cui la maggior parte in esclusiva.
Sky, invece, ha il diritto di trasmettere 3 partite per giornata in co-esclusiva, per un totale di circa 114 partite stagionali. Questo significa che alcune partite sono disponibili su entrambe le piattaforme, mentre altre possono essere viste solo su DAZN.
Questo modello rappresenta un esempio perfetto di come funzionano i diritti TV nel calcio oggi: non più un’unica emittente dominante, ma una distribuzione frammentata tra più operatori. Anche i costi per gli utenti riflettono questa situazione, con abbonamenti che possono superare i 30 euro mensili per seguire tutta la Serie A.
Come funzionano i diritti TV nel calcio europeo
Come funzionano i diritti TV nel calcio per la Champions League
La Champions League rappresenta uno degli esempi più interessanti per capire come funzionano i diritti TV nel calcio a livello internazionale. Per il ciclo attuale che include la stagione 2025/2026, i diritti sono divisi principalmente tra Sky e Amazon Prime Video.
Sky trasmette la grande maggioranza delle partite, incluse le fasi finali e la finale stessa, garantendo una copertura completa della competizione. Prime Video, invece, detiene l’esclusiva della miglior partita del mercoledì sera, spesso quella più attesa della giornata.
Inoltre, alcune partite vengono trasmesse anche in chiaro su altri canali, ampliando l’accessibilità per il pubblico. Questo dimostra come i diritti possano essere suddivisi tra più operatori e anche tra pay TV e trasmissioni gratuite.
Come funzionano i diritti TV nel calcio: esclusiva e co-esclusiva
Differenze tra diritti esclusivi e condivisi
Uno degli aspetti chiave per capire come funzionano i diritti TV nel calcio è la distinzione tra esclusiva e co-esclusiva. Quando una piattaforma ha i diritti esclusivi, significa che solo quella emittente può trasmettere l’evento. Questo è il caso di molte partite di Champions su Sky o della partita del mercoledì su Prime Video.
La co-esclusiva, invece, consente a più operatori di trasmettere lo stesso evento. È il caso di alcune partite di Serie A visibili sia su DAZN che su Sky. Questo modello viene spesso adottato per aumentare la diffusione del prodotto e massimizzare i ricavi.
Negli ultimi anni, il mercato si è orientato sempre più verso modelli misti, in cui diverse piattaforme condividono i diritti, obbligando gli utenti ad avere più abbonamenti per seguire tutte le competizioni.
Come funzionano i diritti TV nel calcio e i guadagni dei club
Quanto incassano le squadre dai diritti televisivi
I diritti TV rappresentano una delle principali fonti di guadagno per i club di calcio. In Serie A, una parte consistente dei ricavi deriva proprio dalla vendita dei diritti televisivi, che vengono poi distribuiti tra le squadre.
La ripartizione avviene secondo diversi criteri: una quota uguale per tutti, una legata ai risultati sportivi e una basata sul bacino di tifosi e sull’audience televisiva. Questo sistema premia i club più seguiti e competitivi, ma garantisce comunque una base economica anche alle squadre più piccole.
A livello europeo, competizioni come la Champions League generano introiti ancora più elevati. I club partecipanti ricevono premi legati ai risultati, ma anche una quota dei diritti TV, che può arrivare a decine di milioni di euro a stagione. Questo spiega perché la qualificazione alle coppe europee sia così importante per le società.
Come funzionano i diritti TV nel calcio e il futuro
Streaming, piattaforme digitali e cambiamenti in arrivo
Guardando al futuro, è evidente che nel calcio stia cambiando rapidamente. Le piattaforme streaming stanno acquisendo sempre più importanza, affiancando o addirittura superando le tradizionali pay TV.
Amazon Prime Video, ad esempio, ha già ottenuto una parte dei diritti della Champions League, mentre DAZN è diventato il principale broadcaster della Serie A. Questo dimostra una trasformazione del mercato verso modelli digitali e on-demand.
Allo stesso tempo, si discute di possibili evoluzioni del sistema, con l’obiettivo di rendere l’offerta più accessibile e sostenibile per gli utenti. In ogni caso, i diritti TV continueranno a essere il cuore economico del calcio, influenzando sia i ricavi dei club sia le modalità con cui i tifosi seguono le partite.
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