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L’annuncio ufficiale ha scosso l’ambiente madridista e il panorama calcistico europeo: Alonso esonerato dopo pochi mesi alla guida del Real Madrid. Una decisione maturata in un contesto complesso, fatto di risultati altalenanti, prestazioni poco convincenti e una pressione costante da parte di tifosi e media. Il club ha parlato di scelta condivisa, ma il tempismo e le modalità raccontano una realtà fatta di aspettative disattese e di un progetto tecnico che non ha mai davvero preso forma.

L’eliminazione emotivamente più pesante è arrivata con la sconfitta in Supercoppa di Spagna contro il Barcellona, un ko che ha avuto un peso specifico enorme sul giudizio complessivo dell’esperienza di Xabi Alonso. Da lì, la sensazione che il rapporto fosse arrivato al capolinea è diventata certezza.


Alonso esonerato: perché il Real ha cambiato rotta

La notizia di Alonso esonerato non nasce da un singolo risultato, ma da una somma di fattori che hanno progressivamente incrinato la fiducia della dirigenza. Nonostante un secondo posto in Liga, il Real Madrid ha mostrato per lunghi tratti un gioco giudicato poco brillante, distante dagli standard storici del club.

Il problema principale non è stato solo la classifica, ma la sensazione di una squadra incapace di imporsi con continuità, soprattutto nelle sfide decisive. Il distacco di quattro punti dal Barcellona pesa relativamente, ma diventa significativo se accompagnato da prestazioni poco convincenti contro avversari diretti.

Un gioco che non ha convinto tifosi e società

Uno degli aspetti più criticati dell’era Alonso è stato lo stile di gioco. Il Real Madrid di questa stagione è apparso spesso prevedibile, lento nella costruzione e fragile nelle transizioni difensive. Il possesso palla non si è mai trasformato in reale dominio, e molti giocatori chiave sono sembrati lontani dal loro rendimento ideale.

I tifosi, abituati a un calcio aggressivo e spettacolare, hanno iniziato presto a manifestare malcontento. La mancanza di un’identità chiara ha reso il progetto tecnico vulnerabile, soprattutto in un contesto come quello madridista, dove il tempo non è mai un alleato.

Alonso esonerato: la Supercoppa persa come punto di rottura

La finale di Supercoppa di Spagna persa 3-2 contro il Barcellona rappresenta simbolicamente il momento chiave. Non tanto per il risultato in sé, quanto per il modo in cui è maturato. Il Real è apparso in difficoltà nei momenti decisivi, incapace di gestire la pressione e di reagire con personalità.

Quella sconfitta ha rafforzato l’idea che il progetto non stesse evolvendo nella direzione sperata. Da lì, la decisione è stata accelerata, portando all’ufficialità dell’addio nel giro di poche ore.


Il dopo Alonso: Arbeloa e il nuovo corso dei Blancos

Con Alonso esonerato, il Real Madrid ha scelto una soluzione interna, affidando la panchina ad Álvaro Arbeloa. Una decisione che guarda alla continuità, ma anche alla necessità di ristabilire un legame forte con l’identità del club. Arbeloa conosce profondamente l’ambiente, avendo allenato il Castilla e lavorato per anni nel settore giovanile.

La società ha voluto sottolineare i valori condivisi e il senso di appartenenza, elementi ritenuti fondamentali per ricompattare lo spogliatoio in un momento delicato della stagione.

Chi è Arbeloa e cosa può dare al Real

Álvaro Arbeloa non è un nome scelto a caso. Ex difensore del Real Madrid, conosce le pressioni della maglia blanca e ha costruito la sua carriera da allenatore all’interno del club. La sua forza principale è la conoscenza dell’ambiente, un fattore spesso decisivo in situazioni di emergenza.

Dal punto di vista tattico, Arbeloa è considerato un allenatore pragmatico, attento all’equilibrio e alla solidità difensiva. Il suo compito principale sarà ridare ordine e fiducia a una squadra che, pur ricca di talento, ha mostrato fragilità emotive nei momenti chiave.

Champions League e Liga: obiettivi ancora aperti

Nonostante l’esonero, la stagione del Real Madrid è tutt’altro che compromessa. In Champions League, i Blancos occupano una posizione che consente ancora di puntare alla qualificazione diretta agli ottavi, anche se il margine di errore è minimo. Le sfide contro Monaco e Benfica saranno decisive e richiederanno massima concentrazione e risultati pieni.

In Liga, il secondo posto lascia ancora spazio a una rimonta, soprattutto se il cambio in panchina riuscirà a dare una scossa immediata. L’obiettivo dichiarato è tornare competitivi su tutti i fronti, riducendo il gap con il Barcellona e ritrovando continuità di rendimento.


Alonso esonerato: lascia riflessioni profonde

Il caso Alonso esonerato apre una riflessione più ampia sulla difficoltà di allenare un club come il Real Madrid. Anche un profilo prestigioso, con un passato da leggenda e una visione moderna del calcio, può non bastare se i risultati e le prestazioni non vanno di pari passo.

Il comunicato del club, ricco di toni affettuosi e riconoscimenti, testimonia che il rapporto umano non si è mai spezzato. Tuttavia, nel calcio di alto livello, il tempo è una risorsa limitata e le aspettative sono immediate. Ora la palla passa ad Arbeloa, chiamato a guidare il Real in una fase cruciale della stagione, con l’obiettivo di trasformare una crisi in opportunità di rilancio.

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