Ritiro Marco Bellinelli: la fine di una carriera storica
L’addio al basket di un pioniere italiano
Il ritiro Marco Bellinelli segna la conclusione di una delle carriere più importanti nella storia dello sport italiano. Con la sua uscita di scena dal basket giocato si chiude un capitolo che ha cambiato la percezione degli atleti italiani nella NBA. Bellinelli non è stato solo un giocatore di talento, ma un vero pioniere capace di aprire la strada alle generazioni successive.
Il suo ritiro è arrivato dopo una lunga carriera tra Europa e Stati Uniti, caratterizzata da professionalità, continuità e momenti iconici che lo hanno reso una figura rispettata a livello internazionale.
La carriera di Marco Bellinelli
Dall’Italia alla NBA passando per l’Europa
Marco Bellinelli nasce a Bologna il 20 marzo 1986 e cresce cestisticamente nella Fortitudo Bologna, dove mette in mostra fin da giovanissimo grandi qualità offensive. Il suo tiro, rapido e preciso, diventa presto il suo marchio di fabbrica.
Nel 2007 arriva la svolta: viene scelto al Draft NBA e inizia un percorso che lo porterà a giocare per diverse franchigie, adattandosi a contesti e ruoli differenti. La sua carriera è stata un esempio di resilienza, fatta di lavoro silenzioso e costante miglioramento, senza mai perdere la fiducia nei propri mezzi.
Marco Bellinelli, unico italiano ad aver vinto l’NBA
Il trionfo con i San Antonio Spurs
Il momento più alto della carriera di Bellinelli arriva nella stagione 2013-2014, quando conquista il titolo NBA con i San Antonio Spurs. Questo successo lo rende il primo (e finora unico) italiano ad aver vinto un anello NBA, un traguardo storico per lo sport nazionale.
In quella stagione, Bellinelli è parte integrante di una squadra leggendaria, guidata da Gregg Popovich e composta da campioni come Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginóbili. Il suo contributo, soprattutto come tiratore affidabile dalla panchina, è fondamentale per l’equilibrio del gruppo.
La vittoria all’All-Star Weekend
Re del tiro da tre punti
Sempre nel 2014, Marco Bellinelli entra ancora una volta nella storia vincendo la Gara del Tiro da Tre Punti all’All-Star Weekend. È un successo dal valore simbolico enorme: un giocatore italiano che domina una delle competizioni più spettacolari dell’evento più mediatico della NBA.
Quella vittoria consacra Bellinelli come uno dei migliori tiratori puri della lega e rafforza la sua reputazione a livello globale.
Quanto guadagnava Marco Bellinelli in NBA
Durante la sua carriera NBA, Bellinelli ha firmato diversi contratti importanti. Nel complesso, i suoi guadagni superano i 40 milioni di dollari, frutto di anni di militanza nella lega più competitiva del mondo.
Pur non essendo una superstar dal punto di vista mediatico, ha costruito una carriera solida e ben retribuita grazie alla sua specializzazione, alla professionalità e alla capacità di adattarsi ai sistemi di gioco.
Dove ha giocato Marco Bellinelli
Tutte le squadre della sua carriera
Nel corso degli anni, Bellinelli ha indossato numerose maglie, sia in NBA che in Europa. Tra le principali squadre troviamo:
-
Fortitudo Bologna
-
Golden State Warriors
-
Toronto Raptors
-
New Orleans Hornets
-
Chicago Bulls
-
San Antonio Spurs
-
Sacramento Kings
-
Atlanta Hawks
-
Philadelphia 76ers
-
Virtus Bologna
Il ritorno in Italia con la Virtus Bologna rappresenta l’ultima fase della sua carriera, chiusa con nuovi successi anche a livello europeo.
Trofei e successi di Marco Bellinelli
Oltre all’anello NBA, Bellinelli ha conquistato numerosi titoli in Europa, tra cui campionati italiani e trofei internazionali con la Virtus Bologna. Ha inoltre collezionato oltre 150 presenze con la Nazionale italiana, diventandone uno dei simboli assoluti.
Il suo palmarès racconta una carriera completa, capace di unire successi individuali e di squadra.
Vita privata: moglie e famiglia
Marco Bellinelli è sempre stato molto riservato sulla sua vita privata. È sposato e padre, e ha spesso sottolineato quanto la famiglia sia stata fondamentale per affrontare le difficoltà di una carriera vissuta lontano da casa, tra continui spostamenti e pressioni mediatiche.
Questo equilibrio personale è stato uno dei segreti della sua longevità sportiva.
Cosa fa oggi Marco Bellinelli
Il futuro dopo il ritiro
Dopo il Ritiro Marco Bellinelli rimane una figura centrale nel mondo del basket. È coinvolto in progetti legati allo sviluppo dei giovani, alla promozione del movimento cestistico italiano e alla crescita del basket europeo.
Non è escluso un futuro da dirigente o ambasciatore del basket, ruolo che si adatta perfettamente alla sua esperienza internazionale e alla sua credibilità.
Il soprannome “Cookie Monster”
Un aneddoto curioso tra ironia e disciplina NBA
Tra le curiosità più note della carriera di Marco Bellinelli c’è il soprannome “Cookie Monster”, nato durante la sua esperienza in NBA. Il nomignolo, ispirato al celebre personaggio dei Muppet, gli venne affibbiato in modo ironico all’interno degli spogliatoi a causa della sua nota passione per i dolci, in particolare biscotti e snack zuccherati. In un ambiente estremamente regolamentato come quello NBA, dove alimentazione e forma fisica sono monitorate in modo maniacale, questa abitudine non passò inosservata.
In alcuni momenti della sua carriera, Bellinelli fu richiamato dallo staff tecnico per un aumento di peso considerato fuori standard, e in un episodio noto ricevette anche una multa disciplinare legata al rispetto delle regole interne della squadra. L’episodio, pur diventato oggetto di scherzi, rappresentò un punto di svolta: Bellinelli prese maggiore consapevolezza dell’importanza della gestione fisica ai massimi livelli.
Da quel momento in poi migliorò sensibilmente la propria condizione atletica, allungando la carriera e aumentando l’affidabilità agli occhi degli allenatori. Paradossalmente, il soprannome “Cookie Monster” contribuì a rafforzare la sua immagine di professionista capace di autocritica e crescita, trasformando un limite iniziale in un elemento di maturazione personale e sportiva.
Curiosità su Marco Bellinelli
-
È l’unico italiano ad aver vinto NBA e Gara del Tiro da Tre
-
Era soprannominato “Beli” negli spogliatoi NBA
-
Ha giocato con alcune delle più grandi leggende del basket moderno
-
È considerato uno dei migliori tiratori italiani di sempre
-
Ha chiuso la carriera con oltre 800 partite NBA
LAVORA CON NOI


