Stipendi degli allenatori della Premier League 2026
Cifre da capogiro, contratti multimilionari e una pressione costante legata ai risultati: gli stipendi degli allenatori della Premier League raccontano molto più di una semplice graduatoria dei più pagati. Nel campionato più ricco e mediatico del mondo, il ruolo del manager è diventato centrale non solo dal punto di vista tecnico, ma anche strategico, economico e persino commerciale. Allenare in Inghilterra oggi significa rappresentare un brand globale, guidare progetti sportivi complessi e sostenere aspettative enormi, spesso settimanali.
Dalla guida di squadre abituate a lottare per il titolo fino alla salvezza sofferta delle neopromosse, il compenso degli allenatori riflette ambizioni, investimenti e modelli di business dei club inglesi. In questo articolo analizziamo quanto guadagnano i tecnici della Premier, perché le cifre sono così elevate e come il valore della panchina sia diventato, a tutti gli effetti, oro puro.
Stipendi degli allenatori della Premier League: il quadro generale
Parlare di stipendi degli allenatori della Premier League significa entrare in un sistema economico unico nel panorama calcistico mondiale. I club inglesi beneficiano di diritti televisivi senza paragoni, sponsorizzazioni globali e proprietà spesso multimilionarie o fondi d’investimento internazionali. In questo contesto, l’allenatore non è più soltanto un tecnico, ma una figura chiave nella valorizzazione del progetto sportivo e dell’immagine del club.
Un manager affermato garantisce stabilità, attrattività per i grandi calciatori e una visione chiara sul lungo periodo. Per questo motivo i contratti sono spesso pluriennali, ricchi di bonus e costruiti per proteggere il club ma anche il tecnico in caso di esonero. Il salario base può sembrare elevatissimo, ma rappresenta solo una parte del pacchetto complessivo, che include premi per risultati sportivi, qualificazioni europee e vittorie di trofei.
La Premier League, più di ogni altro campionato, ha trasformato la panchina in un investimento strategico ad altissimo rendimento potenziale.
Gli allenatori più pagati e gli stipendi della Premier League
Dopo l’addio di Jürgen Klopp al Liverpool, Pep Guardiola è diventato non solo l’allenatore più longevo della Premier, ma anche il più pagato in assoluto. Il tecnico catalano percepisce 20 milioni di sterline l’anno, una cifra che può crescere sensibilmente grazie ai bonus legati a titoli nazionali e internazionali. Il Manchester City ha scelto di blindare il proprio leader tecnico, consapevole che la continuità in panchina è stata una delle chiavi del dominio recente.
Al secondo posto troviamo Mikel Arteta, simbolo della rinascita dell’Arsenal. Il suo stipendio si aggira intorno ai 10 milioni di sterline annui, giustificati da un progetto giovane, competitivo e finalmente stabile. Subito dietro emergono figure come Unai Emery e Thomas Frank, entrambi con 8 milioni di sterline a stagione, seppur in contesti e con aspettative molto differenti.
Queste cifre dimostrano come gli stipendi degli allenatori della Premier League siano ormai comparabili, in alcuni casi, a quelli dei top player in rosa.
Pep Guardiola e il peso del successo continuo
Il caso Guardiola è emblematico per comprendere la logica del calcio inglese. Non si tratta solo di vincere, ma di farlo mantenendo uno stile riconoscibile, un’identità forte e una reputazione internazionale. Il suo stipendio riflette l’impatto totale che ha avuto sul Manchester City: crescita del valore del club, continuità nei risultati e attrattività globale.
Il suo contratto include bonus significativi, legati non solo alla Premier League ma anche alla Champions League. Questo dimostra come il compenso sia strutturato per premiare la performance a lungo termine, non il singolo risultato.
Arteta, Emery e i nuovi volti del potere tecnico
Arteta ed Emery rappresentano due modelli diversi di successo. Il primo incarna la costruzione progressiva di un progetto giovane e ambizioso, il secondo la capacità di valorizzare squadre non necessariamente favorite. Entrambi ricevono stipendi elevati perché offrono garanzie tecniche, ma anche visione, leadership e capacità di gestione dello spogliatoio.
Nel calcio moderno, soprattutto in Premier, queste qualità sono considerate tanto importanti quanto i trofei vinti.
Stipendi degli allenatori della Premier League nelle squadre medio-piccole
Scendendo nella classifica, gli stipendi degli allenatori della Premier League diminuiscono, ma restano comunque elevati rispetto ad altri campionati europei. Tecnici come Eddie Howe, David Moyes o Marco Silva percepiscono tra i 4 e i 6 milioni di sterline, cifre che in Serie A o Liga sarebbero riservate a pochissimi eletti.
Qui il salario riflette obiettivi diversi: salvezza tranquilla, valorizzazione dei giovani, equilibrio finanziario. Anche senza competere per il titolo, la pressione resta altissima, perché la permanenza in Premier garantisce introiti enormi, mentre una retrocessione può essere devastante.
Gli allenatori meno pagati e il valore della salvezza
In fondo alla graduatoria troviamo allenatori come Rob Edwards, Andoni Iraola e Keith Andrews, con stipendi compresi tra 1,3 e 1,6 milioni di sterline. Pur essendo i meno pagati del campionato, guadagnano comunque cifre importanti e hanno una responsabilità enorme: mantenere il club nella massima serie.
In questi casi, il valore dell’allenatore non è legato al prestigio, ma alla capacità di ottenere risultati immediati, spesso con rose limitate e risorse ridotte.
La classifica completa degli stipendi
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Pep Guardiola (Manchester City): 20 mln
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Mikel Arteta (Arsenal): 10 mln
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Thomas Frank (Tottenham): 8 mln
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Unai Emery (Aston Villa): 8 mln
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Arne Slot (Liverpool): 6,6 mln
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Eddie Howe (Newcastle): 6 mln
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David Moyes (Everton): 5 mln
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Nuno Espírito Santo (West Ham): 4,5 mln
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Liam Rosenior (Chelsea): 4 mln
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Marco Silva (Fulham): 4 mln
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Oliver Glasner (Crystal Palace): 4 mln
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Sean Dyche (Nottingham Forest): 3,9 mln
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Fabian Hürzeler (Brighton): 2,5 mln
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Régis Le Bris (Sunderland): 2 mln
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Daniel Farke (Leeds): 2 mln
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Scott Parker (Burnley): 1,6 mln
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Rob Edwards (Wolverhampton): 1,5 mln
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Andoni Iraola (Bournemouth): 1,5 mln
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Keith Andrews (Brentford): 1,3 mln
In conclusione, gli stipendi degli allenatori della Premier League raccontano un calcio dove la panchina è diventata una risorsa strategica fondamentale. Investire nel manager giusto può fare la differenza tra successo, stabilità o fallimento. In Inghilterra lo sanno bene: oggi più che mai, il vero lusso non è solo il fuoriclasse in campo, ma chi lo guida dalla linea laterale.
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