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Dribbling elastico: quando il pallone scompare (e riappare)

Ci sono gesti tecnici che non servono solo a superare un avversario. Servono a cambiare l’atmosfera di una partita, a trasformare un momento ordinario in una scena da ricordare. Il dribbling elastico, chiamato anche flip flap, è un esempio perfetto: un movimento rapido, quasi crudele, che dà l’impressione che la palla scompaia per un istante e ricompaia già oltre il difensore.

Questo tipo di dribbling non è solo una finta: è una promessa e una trappola insieme. Il difensore vede il pallone, lo sente vicino, pensa che basti un passo per rubarlo. Poi, in una frazione di secondo, si ritrova fuori tempo, sbilanciato e spesso anche seduto. È per questo che l’elastico viene ricordato come una delle giocate più “diaboliche” del calcio: ti invita a credere in un’opportunità, e subito dopo te la toglie.

In questo articolo scoprirai le origini del dribbling elastico, perché è diventato leggendario grazie a Rivelino e Ronaldinho, e soprattutto come si esegue davvero senza fare errori.

Perché il dribbling elastico è così spettacolare

Un gesto tecnico che inganna la mente prima delle gambe

Il dribbling elastico non funziona solo perché è veloce. Funziona perché sfrutta la psicologia dell’avversario. Il difensore interpreta il primo movimento come definitivo: vede la palla andare verso l’esterno e reagisce di conseguenza. Quando arriva l’immediata correzione interna, è già in ritardo.

“Palla c’è, palla non c’è”: la magia in un secondo

Quello che rende l’elastico diverso dalle altre finte è che i due tocchi (esterno e interno) sembrano un unico colpo. L’avversario non ha il tempo di processare il gesto, perché il movimento non si spezza mai.

Il rischio è parte del fascino

L’elastico è anche una scommessa. Se lo sbagli, rischi di perdere palla in modo imbarazzante. Se lo fai bene, però, crei un momento da highlight. È proprio questa dualità che lo rende così affascinante: è un gesto che richiede coraggio oltre che qualità.

Le origini del flip flap: Rivelino, il primo “mago”

Roberto Rivelino: genio brasiliano e anima italiana

Prima che il dribbling elastico diventasse famoso nel calcio moderno, c’era Roberto Rivelino. Mancino, classe 1946, dotato di un talento naturale per il controllo e la fantasia. Aveva perfino un legame con l’Italia, perché la sua famiglia aveva radici molisane e lui stesso avrebbe voluto che il suo cognome fosse scritto con due “L”, come segno di identità.

Scartato dal Palmeiras, esploso al Corinthians

Il destino di Rivelino è quasi ironico: fu scartato dal Palmeiras dopo un provino nonostante avesse mostrato ottime qualità. Finì al Corinthians, e lì diventò una stella. Quel club, meno ricco e meno “glamour”, gli diede però la libertà di crescere e sperimentare. In campo era un numero 10 nel senso più puro: inventava gioco e accendeva le partite.

Il sinistro di Rivelino: punizioni e dribbling elastico d’autore

Oltre al dribbling elastico, Rivelino era famoso per le punizioni: traiettorie imprevedibili, tiri potenti e precisi. Non amava invece calciare i rigori perché li considerava troppo facili, preferendo lasciare il segno con giocate più complesse e creative.

Mondiale 1970: il dribbling elastico diventa leggenda

Il dribbling elastico arriva in Europa: un gesto mai visto

Nel calcio europeo di fine anni Sessanta dominavano fisicità e ritmo. La tecnica era importante, certo, ma spesso subordinata a forza e disciplina. L’arrivo di una finta così “artistica” come l’elastico sembrava rompere le regole del gioco.

Italia-Brasile: un gesto che resta nella storia

Nella finale del Mondiale 1970, allo stadio Azteca, il Brasile schierava una formazione che oggi viene ancora ricordata come una delle più forti di sempre. In quel contesto, vedere Rivelino superare un avversario con un elastico lasciò tutti senza parole. Fu un segnale: il calcio poteva essere anche magia, non solo atletismo.

Il flip flap come simbolo di creatività totale

Da lì in poi, l’elastico diventò un gesto mitologico, copiato e desiderato. Non era solo una finta, era un modo di pensare il calcio: coraggio, creatività, libertà.

Ronaldinho: il dribbling elastico diventa spettacolo mondiale

Il maestro moderno del flip flap

Se Rivelino ha inventato l’elastico, Ronaldinho lo ha trasformato in un’opera d’arte popolare. Nel suo repertorio, il dribbling elastico era naturale come respirare: lo faceva con leggerezza, spesso sorridendo, con una sicurezza disarmante.

Barcellona e Milan: quando lo stadio esplodeva

Nei suoi anni d’oro, Ronaldinho ha usato l’elastico per liberarsi sulla fascia sinistra, per saltare un difensore o anche due, e creare spazio. A Barcellona era diventato un marchio di fabbrica. A San Siro, con la maglia del Milan, ha regalato lampi di quella magia che rendeva il calcio emozionante anche quando sembrava “normale”.

Il riconoscimento di Rivelino

Quando Rivelino vide Ronaldinho eseguire perfettamente il gesto, lo celebrò come una prova che il calcio non aveva perso la sua bellezza. È come se l’inventore avesse visto la sua invenzione rinascere in una nuova era.

Come si fa il dribbling elastico: guida pratica

Tecnica base: esterno e interno senza stacco

Il movimento è semplice da descrivere, difficile da fare:

  1. Tocchi la palla con l’esterno, spostandola lateralmente.

  2. Subito dopo la richiami con l’interno, tornando nella direzione opposta.

Il punto fondamentale è che deve sembrare un solo gesto. Se lo separi, perdi l’effetto sorpresa.

Il piede dominante aiuta, ma conta il controllo

Molti lo eseguono con il piede forte, perché è più naturale. Tuttavia, il dribbling elastico è prima di tutto sensibilità: serve tocco e coordinazione, non solo forza.

Allenamento efficace: 3 step progressivi

  • Step 1: da fermo, ripeti il gesto lentamente (50 volte).

  • Step 2: in corsa, aumentando gradualmente la velocità.

  • Step 3: contro un cono o un compagno che simula la chiusura.

Se vuoi approfondire altre giocate tecniche e leggere contenuti legati al calcio moderno, trovi analisi e articoli utili anche nel blog di Quigioco.

Errori comuni e consigli per farlo bene

L’errore più frequente: palla troppo lontana

Se spingi troppo la palla con l’esterno, non riesci a richiamarla con l’interno. Il flip flap funziona solo se la palla resta vicinissima al piede.

L’altro errore: usarlo nel momento sbagliato

Il dribbling elastico è perfetto in uno contro uno sulla fascia o con spazio. In mezzo a tre avversari può essere un suicidio tecnico.

La regola d’oro: fallo solo se hai equilibrio

Senza un buon baricentro e senza controllo, la finta diventa un rischio inutile. Meglio farlo bene una volta, che provarlo dieci volte male.

Dribbling elastico oggi: tra calcio vero e cultura globale

Un gesto ormai iconico, anche nei video e nei videogiochi

Oggi il dribbling elastico è parte dell’immaginario collettivo: lo vedi nei campetti, nelle accademie e nelle compilation dei migliori skillers. È diventato una giocata quasi “obbligatoria” per chi vuole stupire, ma proprio per questo richiede ancora più disciplina.

FIFA e la memoria dei grandi momenti

Il dribbling elastico non è solo una tecnica, ma un pezzo di storia calcistica che continua a essere raccontato e celebrato anche da istituzioni ufficiali del calcio mondiale. Non a caso, sul sito della FIFA spesso trovano spazio le giocate, i campioni e i momenti che hanno reso il calcio uno sport globale.

Perché il dribbling elastico non morirà mai

Finché esisterà un giocatore capace di rischiare per creare bellezza, il flip flap resterà vivo. È un gesto che racconta il lato più puro del calcio: non quello che serve per forza, ma quello che emoziona.

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